Per la prima volta nella sua storia, Savigliano ha un parroco unico: don Alessandro Sacco, che domenica 5 ottobre ha fatto il suo ingresso ufficiale in città.
Dopo aver celebrato in mattinata l’ultima messa a Volvera, dove è stato parroco per sedici anni, ha raggiunto Savigliano con i suoi ex-parrocchiani che lo hanno accompagnato con due pullman fino a piazza Santarosa, dove alle ore 15 si è tenuta la cerimonia di accoglienza.

Ad attenderlo, il sindaco Antonello Portera, la vice Federica Brizio, gli amministratori comunali, il sindaco di Volvera Francesco D’Onofrio con i rappresentanti dell’amministrazione del paese torinese, oltre a numerose autorità civili, religiose e militari assieme a una folla di fedeli che ha gremito la piazza per dare il benvenuto al nuovo parroco.
Classe 1977, originario di Santena, don Alessandro ha compiuto 48 anni a gennaio. Ordinato sacerdote l’8 giugno 2002, è stato viceparroco a Pianezza e, dal 2009, parroco della parrocchia Assunzione di Maria Vergine a Volvera. Ora guida tutte le comunità parrocchiali saviglianesi – da San Pietro a Sant’Andrea, da San Giovanni Battista a San Salvatore – e sarà anche rettore del santuario della Madonna della Sanità. Risiede nella canonica di Sant’Andrea insieme al viceparroco don Guglielmo Besselva, già arrivato in città da qualche tempo.

Nel suo saluto iniziale, in piazza Santarosa, ha voluto condividere con la sua nuova comunità saviglianese un gesto simbolico e carico di significato: “Uscendo dalla canonica di Volvera – ha raccontato – ho visto l’ulivo che avevo piantato quando sono arrivato. Dopo sedici anni è cresciuto e ne ho preso un ramo: è un segno di pace, di cui abbiamo tanto bisogno. Lo consegno al sindaco come simbolo di continuità e amicizia, con l’augurio che possa crescere anche qui, a Savigliano”.

Il sindaco Antonello Portera, a nome dell’intera comunità, ha quindi voluto ricambiare il gesto con due doni particolarmente simbolici: un’icona della Madonna del Santuario della Sanità, a ricordare la profonda devozione mariana della città, e l’un anello di San Benedetto, segno di dedizione al servizio divino e di protezione nel nuovo ministero pastorale.
Rivolgendosi poi al primo cittadino e ai presenti, don Alessandro ha aggiunto: “La ringrazio sentitamente, signor sindaco, per le parole di augurio e per quanto l’amministrazione ha fatto perché tutto riuscisse nel migliore dei modi. Voglio ringraziare il presidente del Consiglio comunale Piergiorgio Rubiolo, le associazioni, le forze dell’ordine e tutti coloro che, in vario modo, hanno collaborato per questa giornata di festa”.

Don Alessandro ha voluto poi presentarsi con semplicità e fiducia: “Dopo tanta attesa, finalmente ci siamo. Inizio oggi un cammino che spero sia lungo: ho voglia di vivere e di servire questa comunità. Ho iniziato il mio sacerdozio a 31 anni, ora ne ho quasi 48: questa sarà la mia missione da adulto, e spero di poterla vivere qui, con voi”.

Il nuovo parroco ha anche ricordato il titolo legato alla parrocchia di Sant’Andrea: “Sono Abate di Sant’Andrea: ‘abbà’ significa papà, come Gesù chiamava Dio Padre. È un titolo bello, che parla di paternità e di famiglia. I monaci benedettini portarono qui il Vangelo più di mille anni fa: da quella storia vogliamo ripartire per sentirci un’unica famiglia di cristiani saviglianesi”.

Accanto a lui collaboreranno don Guglielmo Besselva, il diacono Paolo Pistoi, le religiose della Sacra Famiglia e tanti laici impegnati nelle varie attività pastorali e caritative. “Viviamo tempi difficili, in cui prevalgono divisioni e guerre – ha detto ancora – ma la pace si costruisce ogni giorno, con gesti concreti, con il rispetto reciproco e con l’educazione delle nuove generazioni. Solo così potremo essere, come diceva don Bosco, buoni cristiani e onesti cittadini”.
Concludendo il suo intervento, don Sacco ha rivolto un pensiero di collaborazione e fiducia alle istituzioni civili: “Sono certo che dalla collaborazione tra comunità civile e religiosa potrà nascere solo del bene. Le nostre finalità sono diverse, ma entrambe hanno al centro la persona: una per la salvezza eterna, l’altra per il benessere temporale. L’importante è camminare insieme per il bene comune”.

Infine, ha citato l’apostolo Paolo come guida per il suo nuovo cammino: “Mi raccomando, che si facciano preghiere per coloro che governano, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla e di pace. Così sia anche per noi oggi, continuando la bella storia di questa comunità”.
La sua voce, ferma e serena, ha chiuso un momento di profonda partecipazione collettiva. Piazza Santarosa, illuminata dal sole autunnale, ha salutato il nuovo parroco con un lungo applauso: segno di un cammino che si apre sotto il simbolo dell’ulivo della pace, tra fede, fiducia e speranza condivisa.

Dopo l’accoglienza in piazza Santarosa e il saluto delle autorità, il corteo, accompagnato dalla banda cittadina, ha raggiunto la parrocchia di San Pietro, dove don Alessandro ha celebrato la sua prima messa da parroco di Savigliano.

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