Riceviamo e pubblichiamo:
Desidero esprimere pubblicamente la mia gratitudine per il chirurgo oculista dott. Agostino Vaiano, primario della S.C. Oculistica dell’Ospedale S.Croce e Carle di Cuneo.
Lo ringrazio per la competenza, la scrupolosità e l’umanità con cui è intervenuto per correggere il mio difetto visivo alla macula (porzione fondamentale della retina, indispensabile per la messa a fuoco) con un’operazione chirurgica definita complessa, la vitrectomia, il 16 luglio all’occhio destro e il 15 settembre al sinistro.
In sala operatoria, durante la mia vigile e coatta condizione di paziente durata per entrambe le volte circa un’ora, ho avuto modo di apprezzare le sue capacità professionali e l’alta competenza con cui conduce lo staff, a volte usando con alcuni collaboratori toni ironici e diretti ma sempre con l’obiettivo di mantenere l’eccellenza del lavoro svolto.
Per me, che sono nella Sanità Pubblica da 26 anni come psicologa strutturata presso l’ASL CN1 e attualmente presto servizio all’interno della Psicologia di Mondovì, è importante che si mantenga l’attenzione alla motivazione di chi cura e alla fiducia di chi si fa curare; questo evento di malattia e di stop lavorativo mi ha portato a fare diverse riflessioni, sul piano personale e non: alcune tra queste è che siamo sempre di più abituati a pretendere e ad avere (dalla nostra salute, fisica e/o mentale; da chi ci rivolgiamo per essere curati) e anche che siamo poco inclini a dare oltre quello che “dobbiamo”.
Per questo ringrazio il dott. Vaiano per le straordinarie (nel senso di non ordinarie, in sanità si chiama “eccellenza”) cure come clinico e come chirurgo e il suo personale di Reparto e di Ambulatorio, che ho - ahimè - dovuto incontrare in questi mesi (compreso 3 accessi dal DEA, sempre in festivi!).
Un grazie particolare al dott. Alessandro De Filippis, che ho stimato per la sua diligenza e competenza, all’infermiera del preoperatorio Raffaella, alle infermiere del Reparto Sonia e Lidia e a tutto il personale I.P.e O.S.S. di cui non ricordo i nomi, che nei momenti più delicati mi hanno dato quel qualcosa in più che si aggiunge all’eccellenza delle cure e che dà al paziente un raggio di luce o (se ha ancora l’occhio bendato o ipovedente!) di calore.
Grazie di cuore
Elisabetta Bracciale














