/ Curiosità

Che tempo fa

Curiosità | 21 ottobre 2025, 17:25

Lorenzo Subrizi porta il talento di Cuneo sul grande schermo con "Come Romeo e Giulietta"

Il 34enne ha musicato la storia d'amore ispirata a una ragazza con SMA: tra orchestra e sintetizzatori, la musica che racconta il confine tra sogni e realtà

Lorenzo Subrizi immerso nel flusso creativo davanti al suo pianoforte, immortalato da Enzo Fornione

Lorenzo Subrizi immerso nel flusso creativo davanti al suo pianoforte, immortalato da Enzo Fornione

"Come Romeo e Giulietta" è un film drammatico diretto da Giuseppe Alessio Nuzzo e distribuito dal giovedì 9 ottobre nelle sale di alcuni cinema del Sud e isole, in attesa del tour per conquistare anche i cuori delle sale del Nord.

Liberamente ispirato alla vita di Federica Paganelli, una delle prime ragazze al mondo a convivere oltre 20 anni con l'Atrofia muscolare spinale (SMA) o morbo di Werdnig-Hoffmann, il film racconta la storia di Federica e Riccardo, due ragazzi con una differenza d’età importante, che si conoscono, si amano e si perdono tra dimensione onirica e quella reale, proprio come i protagonisti del celebre romanzo di Shakespeare.

Tra le maestranze che hanno lavorato all’opera cinematografica c’è anche Lorenzo Subrizi, compositore 34enne di origine cuneese, che ha scritto, insieme ad altri quattro autori del Conservatorio di Rovigo, sotto l’attenta guida del premio David di Donatello Biscarini Marco, la colonna sonora del film.

Da Cuneo, che si conferma nuovamente fucina di talenti, Subrizi è arrivato alle sale cinematografiche dopo un lungo percorso di formazione: da sempre innamorato della musica, terminati gli studi al Liceo Musicale, ha conseguito una laurea in Composizione al Conservatorio Ghedini. Si è poi specializzato in Musica applicata (musica da film) al Conservatorio di Rovigo, dipartimento retto dallo stesso Biscarini Marco.

Ed è stato proprio il Conservatorio di Rovigo a lanciare la collaborazione tra la produzione cinematografica di "Come Romeo e Giulietta" e i compositori, tra studenti o ex studenti della scuola, chiedendogli di presentare delle proposte musicali a partire dalla sceneggiatura, una scelta alquanto inusuale rispetto al processo di lavorazione in cui solitamente la composizione della colonna sonora segue e non anticipa il montaggio del film.

Con questo film siamo partiti molto prima e la colonna sonora è stata registrata quasi un anno fa. Dopo aver letto la sceneggiatura, abbiamo avanzato delle proposte, tra le quali è stato scelto il tema e a cui sono seguite le indicazioni del regista, lavorando tutti in sintonia per raggiungere il mood e l’intenzione del regista, in base alla sua sensibilità”, racconta Lorenzo Subrizi.

Il regista ha scelto per le musiche diegetiche, ovvero quelle che appartengono al mondo della narrazione (per esempio la musica che la coppia sente alla radio o a una festa), le canzoni di LDA ("Quello che fa male", "Bandana", "Rosso Lampone", "Se poi domani"), accentuando così la divisione classica del livello diegetico, quello del racconto vero e proprio, da quello extradiegetico, che si trova al di fuori della storia, a cui partecipano però gli spettatori e a cui appartiene la colonna sonora.

Questa duplicità permea tutta la narrazione: il film racconta un amore impossibile, quello che la protagonista Federica, interpretata da Mariasole Pollio, si immagina, creando una crepa tra il sogno della ragazza di avere una relazione “normale” e la realtà dei fatti. Un argomento delicato, accompagnato dal leitmotiv (tema musicale principale) ideato da Daniele Capuzzo e declinato in variazioni a seconda dei vari contesti, colorando un’atmosfera intrisa di malinconia e speranza con la dolcezza della sezione dei legni che smussa l’acutezza degli archi in un incastro timbrico delicato.

La scena più difficile da musicare per me è stata quella del litigio, perché divisa in due. Nella prima parte la coppia litiga brutalmente per poi amarsi con trasporto, quindi bisognava legare due tendenze completamente opposte insieme. In generale, abbiamo optato per un ibrido tra musica orchestrale, che si presta bene per un discorso espressivo più drammatico e aperto, e l’elaborazione elettronica di suoni sintetici e organici, che dona un’aria più immaginifica e sognante, in un’unione che mantiene armonicamente il flusso musicale eterogeneo tra minimalismo e neoclassicismo in chiave più moderna”, spiega il compositore cuneese.

[Lorenzo Subrizi immortalato da Enzo Fornione]

Lorenzo Subrizi non è impegnato solamente nel cinema, ma lavora anche alla Fondazione Fossano Musica come insegnante, compositore e arrangiatore, e, ora che il film drammatico è terminato e proiettato nelle sale, il musicista confessa che, oltre alle solite commissioni di musica per pubblicità e assoluta per orchestra, non disdegnerebbe accogliere una sfida come quella di comporre musica per una commedia, dove il rischio di essere banali e grotteschi, “da pizzicati e clarinetto”, è dietro l’angolo.

Con questo film vorrei che passasse il messaggio che la musica italiana nel cinema guarda al futuro e può sperimentare”, conclude Subrizi. “Proprio come hanno fatto i compositori a cui mi ispiro, che sono tantissimi, ma cito in particolare Philip Glass, Jonny Greenwood e Thomas Newman, che hanno costruito codici musicali incredibili e innovativi, cosa che si potrebbe fare anche nel cinema italiano, ibridando linguaggi e proponendo anche qualcosa in un contesto meno romantico e più fresco”.

Daria Abashkina

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium