Si discuterà domani, giovedì 27 novembre, in Consiglio Regionale della fusione tra gli istituti scolastici della Valle Po, una scelta che diventerà operativa dal prossimo anno scolastico 2026/27.
L’Istituto comprensivo Sanfront-Paesana verrà unito a quello di Revello, dando vita a un nuovo istituto unico che comprenderà i comuni di Paesana, Sanfront, Revello, Rifreddo, Envie, Martiniana Po e Gambasca.
Le istituzioni regionali parlano infatti di “fusione” e non di “accorpamento”: dai due comprensivi esistenti nascerà quindi una realtà completamente nuova che molto probabilmente si chiamerà "Istituto Comprensivo della valle Po".
Il tema della dirigenza è ancora aperto, soprattutto alla luce dell’imminente pensionamento dell’attuale reggente del comprensivo di Sanfront-Paesana, Mariangela Aimone, mentre l’istituto di Revello è oggi guidato dalla dirigente Patrizia Revello che con ogni probabilità diventerà la dirigente del nuovo Istituto comprensivo della valle Po.
I sindaci dei comuni coinvolti — Emanuele Vaudano (Paesana), Francesco Lombardo (Sanfront), Paolo Motta (Revello), Elia Giordanino (Rifreddo), Roberto Mellano (Envie) e Mauro Nari (Gambasca) — hanno partecipato ieri pomeriggio a una videoconferenza con la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino. Assente il sindaco di Martiniana Po, Valderico Berardo. Alla riunione era presente anche Roberto Baldi, sindaco di Bagnolo Piemonte, intervenuto in qualità di consigliere provinciale con delega all’Istruzione.
Secondo quanto riferito dai partecipanti, la comunicazione regionale sarebbe arrivata in modo improvviso, accompagnata dal riferimento a una delibera della Giunta regionale (Dgr) che gli amministratori dichiarano di non aver ancora potuto visionare.
La sensazione comune è quella di una decisione calata dall’alto: “un fulmine a ciel sereno”, come è stato definito durante il confronto.
La Regione ha spiegato che la scelta sarebbe frutto di valutazioni tecniche e che sul tavolo erano presenti anche altre ipotesi, tra cui un accorpamento tra Sanfront e Bagnolo Piemonte, scartato perché i territori non sono contigui.
La vicepresidente Chiorino ha inoltre ricordato che il confronto tra uffici e tecnici andava avanti da mesi, sebbene i sindaci sostengano di non essere stati messi pienamente al corrente degli sviluppi.
Il cammino verso la fusione è stato lungo e complesso. Negli scorsi mesi la prospettiva di perdere l’autonomia scolastica aveva generato la mobilitazione dei territori, con comitati di genitori nati a Revello, Envie, Paesana e Sanfront.
La questione del dimensionamento scolastico era esplosa a settembre, quando l’Uncem aveva inviato una lettera aperta al ministro Giuseppe Valditara chiedendo di tutelare le scuole di montagna e citando in modo esplicito l’Istituto comprensivo Paesana-Sanfront.
Le ipotesi discusse nel corso dell’anno che andavano dall’accorpamento Barge-Bagnolo Piemonte al polo unico della Valle Po, fino alla fusione Bagnolo-Sanfront, avevano creato numerose tensioni tra amministrazioni e famiglie.
Per difendere l’Istituto dell’Alta Valle, già accorpato dodici anni fa (tra Sanfront e Paesana) e oggi con 490 iscritti, era stata avviata una raccolta firme che ha superato le 1.560 adesioni.
L’ipotesi di unirlo con Revello aveva ulteriormente acuito i contrasti, anche per la disputa sulla futura sede centrale.
Nel confronto di ieri, i sindaci hanno chiesto chiarimenti sui criteri utilizzati dalla Regione. È stato ricordato che: Bagnolo Piemonte conta circa 450 alunni (sotto la soglia di 600 prevista per le scuole di pianura). Revello ne ha circa 570.
Sanfront-Paesana circa 490, valore sufficiente per mantenere l’autonomia di un istituto montano (400 alunni).
Nonostante ciò, la Regione ha optato per la fusione tra Revello e Sanfront-Paesana, lasciando fuori Bagnolo. Le scuole medie continueranno a essere presenti nei plessi di Paesana, Sanfront e Revello, mentre elementari e infanzia restano nei rispettivi comuni, compresi Rifreddo, Martiniana ed Envie.
La Regione ha prorogato al 30 novembre il termine per concludere il percorso di dimensionamento, inizialmente fissato per il 30 ottobre.
Domani, giovedì 27 novembre, il tema sarà affrontato nuovamente in Consiglio regionale, mentre sabato 29 novembre la Giunta dovrà approvare in via definitiva l’atto, necessario per non perdere i fondi destinati alla riorganizzazione.
La Provincia aveva già proposto il dimensionamento su cinque istituti, ma ne mancano ancora due: la decisione finale passa quindi alla Regione, che ha coinvolto una commissione mista per completare la valutazione.
Tra gli amministratori prevale un misto di sollievo e amarezza: la fusione garantisce la permanenza dell’istituzione scolastica in valle Po, ma il metodo utilizzato è stato giudicato poco trasparente e privo di reale confronto.
Resta ora da definire l’organizzazione della segreteria didattica, degli uffici e della nuova dirigenza. Il comprensivo avrà sede a Sanfront, mentre i territori attendono indicazioni su come verrà distribuito il personale e su quali servizi verranno mantenuti nei singoli comuni.
La fusione segna dunque un passaggio storico per la Valle Po, ma apre al tempo stesso una fase delicata, in cui amministrazioni, famiglie e scuole dovranno lavorare per dare stabilità e continuità al nuovo Istituto comprensivo














