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Attualità | 19 dicembre 2025, 11:13

Dai muri di Piozzo riaffiora la storia: sette pannelli illustrativi raccontano edifici e personaggi del paese

Realizzati grazie a una preziosa ricerca dei Volontari per l'Arte, sono stati installati dal vice sindaco, Sandro Scotto

Casa di riposo ex-ospedale

Casa di riposo ex-ospedale

Sette pannelli per ricordare e descrivere la storia di Piozzo, attraverso edifici di pregio architettonico e ripercorrendo le vite di chi si è messo a disposizione per la comunità.

Dai muri di Piozzo la storia riaffiora grazie a sette pannelli illustrativi realizzati grazie a un lavoro di ricerca dei Volontari per l'Arte che hanno dedicato tempo e competenze per raccogliere informazioni e raccontare in modo preciso e coinvolgente le storie dietro a ciascun edificio e figura storica. 

I pannelli sono stati affissi in parse, nei giorni scorsi, dal vice sindaco Sandro Scotto, in punti strategici. 

1. Chiesa parrocchiale

Ampio edificio dagli stretti portici di origine medievale che dal Sette- cento in poi ospitò tutti i Parroci che si avvicendarono nella “cura” della Parrocchia di Piozzo.

Nel 1699 signora Giacomina Maria Lasagna lasciò in eredità alla parroc- chia di Santo Stefano, con l’obbligo di cantare ogni anno due messe da Requiem, questo fabbricato che viene così descritto nel suo testamento: “…una casa dirimpetto della chiesa, con tre portici al dinanzi, con una bottega al piano terra, tre stanze al piano di mezzo e nel terzo piano so- prano le stanze sono ancora rustiche; vi è un cortile a mezzanotte, con un pozzo, stalla e fenera e vicino al pozzo altra piccola stalla…”

Trasformato in canonica, questo fabbricato conserva quasi del tutto la sua struttura originaria.

2. Scuola elementare di San Grato

In origine era una cappella dedicata a San Grato, risalente al XVII secolo.

Diventata in seguito troppo piccola per contenere i 400 abitanti della frazione, fu costruita, nel 1887, la nuova chiesa a lato strada, e l’antica cappella fu trasformata in Scuola Elementare.

Ospitò generazioni di scolaretti e fu attiva fino alla metà degli anni ’80.
 

3. Florette e J. H. Lartigue

Originaria di Piozzo e figlia di emigranti, Florette sposò il fotografo di fama mondiale J. H. Lartigue.

Durante l’estate i Lartigue erano soliti trascorrere le vacanze a Piozzo dove l’artista, che si sentiva più pittore che fotografo, si recava nei prati e lungo il Tanaro per raccogliere materiale e ispirazione.

Tra gli anni ‘50 e ’80, con la sua macchina fotografica immortalò molti attimi di vita piozzese, e non era raro vederlo appostato per ritrarre funerali, processioni, persone impegnate nelle loro occupazioni.

4. Casa delle vacanze di Florette e J.H. Lartigue

A partire dagli anni ’50 fino agli anni ’80 i coniugi Lartigue erano soliti trascorrere in questa casa parte delle loro vacanze estive.

La casa apparteneva alla mamma di Florette che era originaria di Piozzo.

In quegli anni Lartigue, oltre immortalare persone, avveni- menti e vita quotidiana che si svolgeva a Piozzo, spesso di- pingeva in questo cortile.

Raggiunta fama internazionale, le immagini scattate a Piozzo sono state diffuse in tutto il mondo.


5. Casa di riposo ex-ospedale

Nel 1760 signor Pietro Doglis lasciò in eredità al vescovo di Mondovì la sua abita- zione affinché si desse inizio ad un’opere pia per il soccorso dei poveri infermi. Oltre la casa situata dietro la chiesa, possedeva anche la cascina Verna Rossa i cui proventi sarebbero serviti a finanziare l’opera.

Nel suo testamento stabiliva che nell’ospedale fossero ammessi tutti i piozzesi che erano infermi e poveri e avessero meno di tre soldi di registro; inoltre dovevano anche essere soccorsi nelle loro case, somministrando loro “beni di natura” e medicinali

Nel 1839 la vecchia casa fu demolita e si costruì un nuovo fabbricato più adatto ad uso ospedale: molti i piozzesi che concorsero a finanziare l’opera.

Nella prima metà del Novecento la famiglia Boffa fece riadattare il vecchio ospe- dale in casa di soggiorno con nuovi ambienti moderni e accoglienti.

Prestarono la loro umile e generosa opera tra gli anziani le suore Domenicane; in seguito la casa di riposo passò in gestione al Comune e fu definitivamente chiusa nel 2022.
 

6. Asilo infantile –Scuola dell’Infanzia

L’asilo infantile fu fondato nell’ottobre del 1873 dal Conte Annibale Faussone di Germagnano e da 141 famiglie piozzesi che, con una gene- rosa sottoscrizione e quote obbligatorie per tre anni, si impegnarono all’impianto ed al mantenimento.

Il regio decreto del 5 febbraio 1874 riconobbe l’asilo come ente morale, vi erano ammessi bambini dai tre ai sette anni che venivano “custoditi da mane a sera da istitutrici e nelle ore da stabilirsi durante le stagioni, alternando l’istruzione con il riposo, ricreazione ed esercizi per tutto l’anno, escluso il mese di agosto”.

Con testamento del 1875 la signora Irene Priola lasciò all’asilo l’attuale edificio e il giardino dove vennero allestiti i nuovi locali.

Successivamente prestarono la loro opera educativa le suore Domenicane fino agli anni ’70, quandWo la Scuola diventò statale.
 

7. Camposanto

Nel 1834, secondo le leggi allora emanate, viene costruito l’attuale cimitero, acquistando l’appezzamento dal parroco, essendo questo terreno di proprietà della Chiesa.

La scelta del sito non fu casuale perché, già durante il Medioevo, e fino al 1769, i defunti venivano sepolti all’interno della chiesa parrocchiale o attorno in tre fosse comuni: una per gli uomini, l’altra per le donne e la terza per i bambini fino a sette anni e i resti traslati e interrati attorno alla chiesa del Santo Sepolcro.

Arianna Pronestì

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