/ Attualità

Che tempo fa

Attualità | 19 gennaio 2026, 20:26

A Saluzzo la presentazione del dossier di Libera sui rischi sociali e criminali del gioco d’azzardo

Oltre 157 miliardi di euro giocati ogni anno in Italia: 9 in Piemonte, 24 milioni nel Saluzzese e tre milioni di giocatori patologici

A Saluzzo la presentazione del dossier di Libera sui rischi sociali e criminali del gioco d’azzardo

Il tema del gioco d’azzardo è scomodo ma sempre più centrale nel dibattito pubblico, capace di intrecciare legalità, salute, fragilità sociali ed economia criminale al centro dell’incontro promosso dal presidio locale ‘di Libera (associazione contro le mafie) intitolato a ‘Carlo Alberto Dalla Chiesa’ nel Salone degli Specchi del Quartiere di Saluzzo giovedì 15 gennaio.

Un appuntamento partecipato, che ha acceso i riflettori su numeri impressionanti e storie spesso invisibili, mettendo in luce come dietro l’apparente normalità del gioco ‘legale’ si nascondano dipendenze, marginalità e gli interessi delle mafie, anche a livello locale.

L’evento è stato organizzato dal presidio di Libera Saluzzo in collaborazione con il Consorzio Monviso Solidale e con il Comune, rappresentato dall’assessore alle politiche sociali Fiammetta Rosso.

Moderatrice dell’incontro Francesca Galliano, referente del presidio, relatrici Maria José Fava della direzione nazionale di Libera e tra gli autori del dossier presentato, Marianna Peotta del Serd (Servizio dipendenze dell’Asl), Elena Pagnoni della Caritas.

'Azzardomafie – Numeri, storie, affari del Paese tra gioco legale e gioco criminale' è il titolo del dossier che analizza la situazione del gioco d’azzardo in Italia e le sue connessioni con le mafie presenti sul territorio, anche nella provincia di Cuneo. 

Frutto di un lavoro molto lungo e impegnativo, la ricerca delinea un quadro preoccupante: si giocano d’azzardo oltre 157 miliardi di euro all’anno, di cui 9 miliardi in Piemonte e 24 milioni nel Saluzzese, almeno 18 milioni di italiani hanno giocato nel 2025, 3 milioni sono giocatori patologici. “Un meccanismo legale o illegale che continua a speculare sulla vita delle persone, dimenticando che dietro ogni slot o piattaforma online ci sono storie di fragilità, famiglie che si spezzano nel silenzio”, come afferma don Luigi Ciotti.

Per le mafie significa invece una fonte sicura di guadagni provenienti da riciclaggio di denaro, estorsioni, usura, truffe allo Stato, investimenti con società ‘pulite’.

Libera, con proposte concrete, chiede un intervento strutturale, per esempio concedere più poteri a Comuni e Regioni nella regolamentazione delle sale giochi, non ampliare l’offerta di gioco, eliminare del tutto la pubblicità.

Marianna Peotta del Servizio dipendenze dell’Asl ha sottolineato il valore della prevenzione delle ludopatie, il gioco compulsivo fuori controllo, dominato dal ‘pensiero magico’ della vincita; le sostanze stupefacenti contribuiscono a creare situazioni di gioco individuale o condiviso, favorito anche dalla fragilità psicologica.

Elena Pagnoni, operatrice Caritas, ha posto l’attenzione sulla marginalità sociale dei migranti, vittime del gioco d’azzardo anche in quanto meno forniti di strumenti relazionali e culturali, esposti a rischi, solitudine, precarietà.

Dall’incontro è scaturita una fotografia preoccupante che suscitato interesse e domande nel pubblico; hanno partecipato anche alcuni allievi dell’Istituto superiore “Denina-Pellico-Rivoira”, che da anni è socio di Libera e propone il Progetto Legalità ai propri studenti, nell’ambito delle attività di Educazione Civica.

Il dossier è scaricabile dal sito: libera.it.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium