Il futuro della sicurezza, ad Alba, passa sempre meno dal “dopo” e sempre più dal “prima”: prevenire, formare i giovani, presidiare il territorio sul piano del decoro e della tutela ambientale.
È questo il filo conduttore emerso durante la conferenza stampa di martedì 20 gennaio in Sala della Resistenza, convocata dal Comando di Polizia per presentare il bilancio delle attività 2025 e le linee del programma 2026.
Nel resoconto delle numerose funzioni svolte dal Corpo – dalla polizia stradale alla sicurezza urbana, fino ai controlli amministrativi e alle attività di polizia giudiziaria – a colpire è soprattutto l’accento posto sull’aspetto educativo: un investimento che l’Amministrazione e il Comando indicano come decisivo per incidere su comportamenti e abitudini prima che si traducano in emergenze.

[Il comandante Antonio Di Ciancia e il vicecomandante Paolo Tosco]
Un presidio nelle scuole
L’esperienza maturata sul campo ha portato a una convinzione netta: i ragazzi, soprattutto i più giovani, hanno bisogno di riferimenti chiari e di messaggi coerenti. E spesso il confronto con personale in divisa – per ruolo, competenza e autorevolezza – riesce ad avere un impatto maggiore rispetto a quello di “chiacchierate” informali con adulti non specializzati.
La Polizia locale, del resto, gode di un accesso privilegiato a uno spazio delicato come quello scolastico: accanto agli insegnanti, è tra i pochi soggetti che possono entrare con continuità in quell’ambiente e costruire una relazione.
Tradizionalmente questo avviene attraverso l’educazione stradale e i percorsi legati al “patentino”, ma il messaggio emerso dalla conferenza stampa è più ampio: la Polizia locale sottolinea competenze che vanno oltre il Codice della Strada e un ruolo in cui professionalità e vicinanza devono procedere insieme.
È in quest’ottica che nel 2025 sono state impiegate risorse e tempo in interventi formativi mirati, anche su temi meno “classici”, ma sempre più attuali.
Uno degli esempi citati riguarda il plesso scolastico della frazione Mussotto, che ha chiesto il supporto della Polizia locale per affiancare i ragazzi su un tema in forte crescita: la micromobilità elettrica. Monopattini, biciclette elettrice, hoverboard, segway e mezzi analoghi rappresentano un’alternativa all’uso dei veicoli a benzina, ma – come è stato sottolineato – richiedono conoscenze precise e comportamenti corretti per garantire la sicurezza di chi li utilizza e di chi condivide la strada.
L’obiettivo dichiarato è educativo: fare educazione stradale viene definito un atto di responsabilità verso il futuro, perché formando i giovani si formano gli adulti di domani.
Sul calendario 2026 è già indicata una tappa importante. In collaborazione con il Forum Giovani di Alba, il 12 febbraio è in programma “Sicuri in strada”, un incontro rivolto alle classi quarte e quinte delle scuole superiori albesi, realizzato con Polizia Stradale e Polizia Locale al Palazzo Mostre e Congressi di Alba.
L’idea è mettere al centro i comportamenti e le scelte che incidono davvero sul rischio: consapevolezza, responsabilità, rispetto delle regole. Un investimento che il Comando considera strategico, anche alla luce dei dati e delle criticità intercettate nel lavoro quotidiano sul territorio.
Contro il bullismo
Accanto all’educazione stradale, durante la conferenza stampa è stato citato un altro fronte di intervento nelle scuole: bullismo e cyberbullismo, affrontati spiegando le implicazioni legali e promuovendo un approccio integrato tra educazione e sicurezza.
Il comandante Antonio Di Ciancia ha sottolineato il valore degli incontri diretti con gli studenti e della diffusione di buone pratiche per l’uso consapevole di internet e dei social, con un obiettivo dichiarato: sensibilizzare e prevenire, nella convinzione che una corretta informazione possa contrastare i fenomeni di prevaricazione. In questa cornice, gli incontri hanno anche una funzione simbolica: rendere le istituzioni riconoscibili e accessibili, trasformando la divisa in un interlocutore concreto e non in una minaccia percepita.
Alcol tra i giovani: verso un’alleanza con il SERT per la prevenzione
Tra i segnali osservati sul territorio, il Comando ha richiamato le problematiche legate al rapporto tra giovani e alcol, spesso “fuori controllo”: una dinamica che, secondo quanto emerso, passa anche dall’acquisto in esercizi commerciali e dal consumo nelle serate in città.
Il vicecomandante Paolo Tosco ha collegato il tema a un’esigenza più ampia: investire sui giovani come scelta necessaria per migliorare il futuro. Da qui l’ipotesi di avviare una collaborazione con il SERT – Servizio per le Dipendenze Patologiche, per sviluppare incontri mirati di informazione e prevenzione.
Vigilanza ambientale e decoro: “Non ronde, ma segnalazioni qualificate”
Il secondo asse dell’approfondimento riguarda la cura della città: pulizia, corretto conferimento dei rifiuti, tutela dell’ambiente e del decoro urbano. Un ambito che, come è stato ribadito, non può essere delegato spontaneamente ai cittadini in modo informale: servono regole, un coordinamento e un organo predisposto.
La linea è chiara: niente “ronde”, ma un sistema strutturato di segnalazioni qualificate. In questo contesto si inserisce l’ipotesi – indicata come strada da percorrere anche ad Alba – di istituire la figura di un “segnalatore ufficiale”, un cittadino inserito in un perimetro organizzato (tramite un’associazione di volontariato) che possa collaborare con la Polizia locale.
A questo sistema “allargato” potrebbero contribuire anche gli operatori ecologici, con la possibilità di inviare segnalazioni al Comando: un modello che punta alla sinergia tra pubblico e privato, tra cittadinanza e istituzioni, per rafforzare l’efficacia dei controlli e – soprattutto – prevenire comportamenti scorretti.
I numeri del 2025, su questo fronte, fotografano un’attività già significativa: 210 interventi in materia ambientale e decoro urbano e 154 sanzioni accertate.
Nel quadro generale presentato dal Comando, la prevenzione si conferma dunque una scelta trasversale: sicurezza stradale, educazione digitale, contrasto ai comportamenti a rischio, tutela dell’ambiente. Temi diversi, ma uniti da un’idea comune: ridurre la distanza tra istituzioni e comunità, agire prima che i problemi esplodano, promuovere una cultura del rispetto – delle regole, degli altri, degli spazi condivisi.














