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Attualità | 27 gennaio 2026, 12:22

Due nuove targhe della memoria a Mondovì per Carlo Cappelletti e Michele Tabor, uccisi dai nazifascisti [FOTO]

Oggi, martedì 27 gennaio, le celebrazioni per il Giorno della Memoria, con un'importante rappresentanza delle scuole. Sabato 31 gennaio l'iniziativa "Mondovì Città della Memoria" con le visite guidate a cura degli studenti del comprensivo 2

Il sindaco Luca Robaldo e il consigliere provinciale Pietro Danna scoprono la targhetta in ricordo di Carlo Cappelletti

Il sindaco Luca Robaldo e il consigliere provinciale Pietro Danna scoprono la targhetta in ricordo di Carlo Cappelletti

"Osservare il cielo è libertà. Abbassiamo lo sguardo, non per guardare lo smartphone, ma per ricordare nelle targhe della memoria chi non ha potuto godere dei nostri stessi diritti". 

Con le parole degli studenti questa mattina, giovedì 27 gennaio, la Città di Mondovì ha celebrato il Giorno della Memoria. Dopo la celebrazione della Santa Messa al cimitero urbano e la deposizione della corona d'alloro al monumento "Morti per la libertà " allo Scalone, l'amministrazione comunale, insieme alle Forze dell'Ordine, le associazioni d'Arma e di volontariato, ha raggiunto il centro storico di Breo dove sono state posate due nuove targhette della memoria per Carlo Cappelletti (in piazza Toscana) e Michele Tabor (via Piandellavalle) con la presenza dei comprensivi locali, dell'Istituto paritario Archè e dell'Alberghiero.

Carlo Cappelletti era un militare, nato a Bolzano il 18 luglio del 1917 e morto a Cefalonia (Grecia) il 20 settembre del 1943. Nel secondo conflitto mondiale fu inquadrato con il grado di Sergente Maggiore nella Divisione di Fanteria "Acqui".

Fu uno dei martiri dell'eccidio di Cefalonia, crimine di guerra compiuto da reparti dell'esercito tedesco a danno dei soldati italiani presenti sulle isole di Cefalonia e Corfù alla data dell'8 settembre 1943, giorno in cui fu annunciato l'armistizio di Cassibile che sanciva la cessazione delle ostilità tra l'Italia e gli anglo-americani. 

La guarnigione italiana di stanza nell'isola greca si oppose al tentativo tedesco di disarmo, combattendo sul campo per vari giorni con pesanti perdite, fino alla resa incondizionata alla quale fecero seguito massacri e rappresaglie nonostante la cessazione di ogni resistenza. I superstiti furono quasi tutti deportati verso il continente su navi che finirono su mine subacquee o furono silurate con gravissime perdite umane. Una parte della storiografia nazionale del dopoguerra considera Cafalonia come l'inizio della lotta di resistenza armata italiana all'occupazione nazifascista, proseguita nei Balcani dalla divisione Garibaldi è poi diffusasi in tutta Italia.

Michele Tabor fu un deportato politico. Nato a Mondovì il 1° settembre del 1886 si trasferì a Torino, nella borgata popolare di Lesna e svolse la professione di operaio fonditore presso le Ferriere Fiat. Dopo l'armistizio dell'8 settembre divenne Membro della 7º brigata SAP (Squadra Azione Patriottica) De Angeli con il nome di battaglia "Leo".
Ebbe un ruolo di primo pianonegli scioperi torinesi del marzo 1944, e per questo fu arrestato in una retata a Torino il 4 marzo e deportato a Mauthausen l'11 marzo 1944.
Venne classificato nella categoria "prigioniero per motivi politici". Trasferito nei sottcampi di Gusen e di Ebensee mori a Ebensee (sottocampo del campo di concentramento di Mauthausen) il 27 giugno del 1944.
Una lapide aziendale un tempo posta presso le Ferriere Fiat di Torino ed ora è conservata presso il museo diffuso della Resistenza di Torino, ricorda il suo contributo offerto alla lotta al nazi-fascismo. Una pietra d'inciampo è stata collocata nel gennaio 2016 dal
Comune di Torino a ricordo del suo attivo supporto alla Resistenza.


 

A ricostruire le vite dei due monregalesi sono stati proprio gli studenti dell'istituto comprensivo Mondovì 2 "Cordero di Montezemolo", presente con le classi terze insieme alle insegnanti e alla dirigente scolastica Vilma Peirone. 

"Dal 2018 la nostra scuola, in collaborazione con il Comune e l'associazione Cordero Lanza di Montezemolo onlus, si occupa di fare ricerca sui monregalesi cui vengono dedicate le targhette" - hanno spiegato -, leggendo poi la biografia di Michele Tabor e invitando i presenti a riflettere sulla libertà di cui godiamo ogni giorno". 

Le celebrazioni sono poi proseguite nel cortile dell'istituto comprensivo Mondovì 1 "Anna Frank", di fronte al monumento dedicato alla Shoah, con una rappresentanza degli alunni, degli insegnanti e della dirigente scolastica Olga Bertolino. Qui gli studenti hanno piantumato alcuni semi di crocus: "Il progetto è partito come iniziativa irlandese nel 2005 e adesso si è diffuso in dodici nazioni europee - ha spiegato una studentessa -.  Il crocus,  fiore giallo, evoca il colore della Stella di David che le persone ebree dovevano indossare durante il regime nazista".

"Anche quest'anno la nostra Comunità celebra la Giornata della Memoria e il Giorno del Ricordo attraverso un programma ricco di storie, eventi e testimonianze, affinché il monito di Primo Levi “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” non venga mai meno - ha detto il sindaco, Luca Robaldo che ha scoperto le targhette insieme al consigliere Provinciale Pietro Danna -. In una contemporaneità purtroppo contraddistinta da una drammatica deriva bellica in tante aree del mondo, diventa fondamentale tenere accese le luci della cultura e della conoscenza, al fine di scongiurare un nuovo tracollo verso quella deumanizzazione che ha sconvolto le società del secolo scorso. A tutti i Monregalesi, allora, l’invito di prendere parte alle varie celebrazioni proposte, pensate per non dimenticare l’abominio della Shoah, le sofferenze degli italiani giuliano-dalmati e il sacrificio dei nostri Alpini. Ringraziamo tutte le rappresentanze presenti alle celebrazioni, le scuole, l'ufficio cultura e l'associazione Cordero Lanza di Montezemolo con il presidente Romolo Garavagno per il prezioso lavoro di ricerca legato alle targhette della memoria".

INCONTRO CON MARA FAZIO "DAL GIARDINO ALL'INFERNO" - VISITE GUIDATE ALLE TARGHETTE DELLA MEMORIA

Le iniziative per il Giorno della Memoria proseguiranno giovedì 29 gennaio alle 18.30 all'Istituto Arché dove Mara Fazio presenterà "Dal giardino all'inferno" con la partecipazione del del Prof. Stefano Casarino (leggi qui).

Sabato 31 gennaio l'iniziativa "Mondovì Città della Memoria" (sempre con ritrovo presso l'Infopoint di corso Statuto alle ore 10.30) visita alle targhette della memoria.  Alle 11 ci sarà poi l'inaugurazione Mostra “Fascismo, Foibe, Esodo: le tragedie del confine orientale” presso l’Antico Palazzo di Città. Esposizione a cura della Fondazione Memoria della Deportazione e dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, realizzata grazie all'intermediazione dell'Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea della Provincia di Cuneo", visitabile fino al 14 febbraio 2026.
 

IL GIORNO DEL RICORDO

Martedì 10 febbraio alla Stazione Ferroviaria di Mondovì Altipiano - la deposizione corona nei Giardini “Martiri delle Foibe” e a seguire l'incontro  “Martiri delle Foibe: genesi di una tragedia” con il dott. Livio Attanasio presso l’Istituto Cigna.

Arianna Pronestì

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