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Politica | 16 febbraio 2026, 15:24

Referendum sulla giustizia: ad Alba una serata informativa sulle ragioni del sì e quelle del no

Esperti a confronti grazie all’iniziativa della locale sezione Fidapa. Ospiti l’ex pm Donatella Masia e l’avvocato e docente Maurizio Riverditi

L'avvocata albese Silvia Calzolaro, vicepresidente della fondazione Fidapa Ets, modererà gli interventi degli esperti chiamati a illustrare il merito del quesito referendario

L'avvocata albese Silvia Calzolaro, vicepresidente della fondazione Fidapa Ets, modererà gli interventi degli esperti chiamati a illustrare il merito del quesito referendario

Anche ad Alba si parla di referendum sulla giustizia grazie alla serata informativa promossa per domani, martedì 17 febbraio, alle ore 20.30 presso la sala convegni di Palazzo Banca d’Alba, in via Cavour 4.

L’incontro è organizzato dalla locale sezione della Federazione Italiana Donne Arte Professioni Affari (Fidapa), grazie all’iniziativa della sua presidente Silvana Almondo e dell’avvocata Silvia Calzolaro, vicepresidente della fondazione Fidapa ETS e referente per Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Lombardia nel gruppo di lavoro “Violenza di genere” attivo in seno all'associazione, moderatrice dell’incontro.

"Il referendum sulla Giustizia: le ragioni del sì e le ragioni del no" il titolo del confronto, chiamato a esaminare i contenuti del quesito sul quale saremo chiamati a pronunciarci con la votazione fissata per domenica 22 e lunedì 23 marzo.

Come noto, la modifica che porta le firme della premier Giorgia Meloni e del ministro della Giustizia Carlo Nordio, approvata dal parlamento a maggioranza semplice (da qui la necessità del referendum confermativo, che non prevede quorum per la sua validità) l’ultima al Senato lo scorso 30 ottobre) interviene sui tredici articoli che compongono il Titolo V della Costituzione, quello che regola il funzionamento, i poteri e i meccanismi disciplinari dell’ordinamento giudiziario.

A illustrare gli argomenti favorevoli e contrari alla modifica saranno due addetti ai lavori di particolare esperienza e prestigio. In singolare contraddizione rispetto alle posizioni che vedono in campo per il "no" l’Associazione Nazionale Magistrati e gli avvocati riuniti nella Unione delle Camere Penali (generalmente schierati favorevolmente alla modifica) le ragioni del "sì" saranno rappresentate da Donatella Masia, magistrato ora a riposo, in pensione dal marzo 2025 dopo 44 anni di toga trascorsi passando dalla funzione di giudice istruttore e quella di giudice delle indagini preliminari – dopo la riforma Vassalli che ha rivisto il Codice di Procedura Penale nel 1989 – e quindi a quella di pubblico ministero, funzione che ha svolto dal 2008 al 2013 presso il tribunale di Alba, poi soppresso, e successivamente in quello di Asti.

Quelle del "no" saranno invece spiegate da Maurizio Riverditi, avvocato e docente universitario, fondatore a Torino dello studio legale "Riverditi e Associati – Avvocati Penalisti”, dal 2015 professore associato di diritto penale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino;

L’ingresso è libero.

E. M.

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