/ Politica

Che tempo fa

Politica | 14 febbraio 2026, 21:20

Il discredito sui magistrati è diffuso fra la gente: ogni riforma della giustizia è un avvertimento a cambiare condotta

Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata da Paolo Chiarenza (Busca), Guido Giordana (sindaco di Valdieri),  Maurizio Occelli (consigliere comunale di Savigliano),  Rosalia Grillante (Vicoforte Mondovì), Luca Ferracciolo (consigliere comunale di  Borgo San Dalmazzo), Paolo Barabesi (consigliere comunale di Cavallermaggiore)

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Egregio direttore,

            l’appello viene dal basso, viene dal popolo: il discredito generalizzato sui magistrati è diffuso; ogni riforma della giustizia che verrà varata sarà per la categoria un avvertimento di cambiamento di condotta. A confermare questa aspettativa bastano i commenti popolari alle notizie continue fornite da giornali e TV sulle loro sentenze discutibili, le loro decisioni ideologiche, la lunghezza dei processi, il risarcimento ai delinquenti, il rilascio immediato dei sovversivi fermati, la condiscendenza verso gli immigrati clandestini, la vanificazione dei provvedimenti di sicurezza, l’impunità dei reati comuni.

            In passato, in nome della legge e dell’ordine civile la visibilità dei magistrati, il loro protagonismo, la loro figura pressoché distaccata e anonima era d’obbligo.  Ma poi vennero gli anni Settanta, quelli della contestazione permanente, della guerra ad ogni autorità, allo Stato e alle sue istituzioni: cominciò l’infiltrazione nei ranghi della magistratura di un ceto di militanti ideologici e politicizzato con l’obiettivo di “democratizzarla”  secondo il marxismo.

            Riteniamo che la riforma Nordio può e deve essere l’inizio del cambiamento: un giudice che lascia libero un assassino, uno stupratore o un rapinatore che tornano ad uccidere, a stuprare o  a rapinare, non può continuare a fare il giudice, né tantomeno, se emette una sentenza palesemente ingiusta, può continuare, per anzianità, a fare carriera. E’ chiaro che chi si oppone alla riforma è preoccupato per l’introduzione del metodo del sorteggio per il Consiglio Superiore della Magistratura,  perché mina il potere delle correnti, che finora hanno  predominato il governo della magistratura, con un rapporto intuibile di quasi dipendenza tra l’eletto e chi lo ha fatto eleggere.

            Non sarà con  la propaganda degli insulti, con una campagna referendaria tossica che mira a fare cadere il governo Meloni che la sinistra dispensa da Roma a Cuneo, ad impedire la riforma della giustizia; non sarà l’accusa di essere “fascisti” e di violare lo spirito della Costituzione a salvare ancora tanti magistrati  dalla verifica del loro operato. Sarà semplicemente la legittima reazione allo stato delle cose da parte  della maggioranza dei cittadini italiani.

Paolo Chiarenza (Busca), Guido Giordana (sindaco di Valdieri),  Maurizio Occelli (consigliere comunale di Savigliano),  Rosalia Grillante (Vicoforte Mondovì), Luca Ferracciolo (consigliere comunale di  Borgo San Dalmazzo), Paolo Barabesi (consigliere comunale di Cavallermaggiore)

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium