Giovedì 12 febbraio si è svolto a Neive, presso l'Auditorium San Giuseppe, il quarto focus group del ciclo "Lavoro senza confini: rapporto virtuoso fra lavoro e sviluppo?", iniziativa promossa dalla Fondazione Don Gianolio, con il contributo di Fondazione CRC e la collaborazione del Consorzio AASTER.
Il ciclo nasce dai risultati della ricerca sociologica "Ricordare il futuro", che fotografa un'area dinamica ma attraversata da tensioni profonde: carenza di manodopera, mutamento delle aspettative delle nuove generazioni, difficoltà di attrazione, fragilità demografica e abitativa. Questioni che a Neive sono emerse con particolare forza.
La serata si è aperta con un breve ma significativo ricordo di Don Gianolio, attraverso le parole del presidente della Fondazione, Olindo Cervella. Nel suo intervento, il presidente ha delineato il profilo di una figura visionaria, capace già negli anni Cinquanta di intuire che la formazione professionale non fosse soltanto una risposta al bisogno di lavoro, ma anche uno strumento di emancipazione sociale e di sviluppo per il territorio. Cervella ha poi spiegato come oggi la Fondazione Don Gianolio continui a operare in questa stessa direzione, sostenendo concretamente chi ha volontà e potenzialità, ma poche risorse.

L'incontro è proseguito con l'analisi di Salvatore Cominu, sociologo del Consorzio AASTER, che ha parlato di un territorio con un livello di benessere elevato, ma che rischia di scontrarsi con un "soffitto di cristallo". Oggi non basta più crescere, occorre "rigenerare": rigenerare i modelli di sviluppo, il rapporto tra lavoro e vita, la capacità di accogliere e trattenere giovani e lavoratori. Da qui è emersa la consapevolezza condivisa che il modello di sviluppo che ha reso il territorio attrattivo negli ultimi decenni mostra oggi i segni di una fragilità strutturale, e richiede per questo una nuova visione condivisa.
In primis il turismo, pilastro dell'economia locale, è chiamato a ripensare il proprio ruolo. Come ha sottolineato Bruno Bertero, direttore generale dell'Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, "non possiamo più ragionare solo in termini di numeri: dobbiamo lavorare sulla qualità dell'esperienza e sulla sostenibilità dei flussi, perché senza una comunità che vive bene il territorio, anche l'offerta turistica perde autenticità".
Dal mondo produttivo è arrivato un segnale altrettanto netto. Daniele Rigoni, amministratore de La Vite d'Oro Srl, ha evidenziato come "le aziende cercano persone, ma faticano a trovarle nonostante la domanda di lavoro sia alta", indicando uno scollamento crescente tra formazione, aspettative dei giovani e bisogni reali delle imprese.
Un'analisi condivisa anche da Marco Ferrero, amministratore delegato di Biotech Energia Srl, che ha parlato di una trasmissione del sapere professionale sempre più debole. "Oggi - ha dichiarato - molti ragazzi entrano nel mondo del lavoro senza una direzione chiara, cambiano spesso e fanno fatica a costruire un percorso".
Accanto alle imprese, anche il settore sociale vive una tensione profonda. Alberto Bianco, presidente della Cooperativa Sociale Progetto Emmaus, ha richiamato l'attenzione su una crisi che non è solo numerica, ma valoriale. "Non mancano solo le persone," ha spiegato, "manca il riconoscimento del valore del lavoro educativo e assistenziale. Senza motivazione e senza dignità, il sistema di welfare non regge".

Un tema ripreso anche da Manuela Negro, responsabile del Centro per l'Impiego di Alba, che ha sottolineato come "il lavoro non sia più percepito solo come fonte di reddito, ma come spazio di senso: se questo manca, cresce il disallineamento tra domanda e offerta".
Tra i nodi più critici emersi a Neive c'è anche quello dell'abitare, indicato da più voci come il vero fattore limitante per la tenuta del territorio. Affitti elevati, carenza di alloggi e difficoltà di accesso rendono sempre più complesso sia l'arrivo di nuove persone sia la permanenza dei giovani.
Il Sindaco di Neive, Paolo Piccinelli, ha evidenziato come "senza una risposta strutturale al tema della casa, ogni politica di attrattività rischia di restare incompleta", ponendo l'accento sulla necessità di un'azione congiunta tra pubblico, privato e terzo settore.
Parallelamente, è emersa con forza una trasformazione culturale. Le nuove generazioni non cercano più soltanto stabilità economica, ma un equilibrio tra lavoro, qualità della vita e senso di appartenenza. Un cambiamento che, come ha ricordato Olindo Cervella, presidente della Fondazione Don Gianolio, non va interpretato come una debolezza, ma come una chiamata al cambiamento. "Il lavoro - ha spiegato - resta una leva fondamentale di emancipazione sociale e sviluppo, ma deve tornare ad essere anche uno spazio di realizzazione e dignità".
Il focus group di Neive ha confermato il valore del percorso avviato dalla Fondazione Don Gianolio. Non una semplice serie di incontri, ma un processo di ascolto e costruzione collettiva, un laboratorio di idee in cui istituzioni, imprese, mondo sociale e cittadini possono riconoscersi come parte di un unico sistema.
Il ciclo si concluderà giovedì 19 febbraio a Bossolasco, a partire dalle ore 17, con l'ultimo appuntamento. Al termine, la Fondazione realizzerà un documento di restituzione, che raccoglierà le riflessioni emerse e le metterà a disposizione della comunità come strumento di lavoro e di dibattito pubblico sul futuro del territorio.








![Lavoro, casa e nuove generazioni: a Neive il focus group della Fondazione Don Gianolio accende il dibattito sul futuro del territorio [FOTO] Lavoro, casa e nuove generazioni: a Neive il focus group della Fondazione Don Gianolio accende il dibattito sul futuro del territorio [FOTO]](https://www.targatocn.it/typo3temp/pics/F_82f822e49c.jpg)












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