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Economia | 19 febbraio 2026, 10:42

Il presidente degli industriali a Saluzzo: "Tra pochi anni un operaio su tre sarà straniero, anche in Granda"

Gli imprenditori del Saluzzese associati a Confindustria Cuneo si sono ritrovati ieri. L’allarme per la mancanza di lavoratori sia specializzati che generici

Cento ventidue aziende con 6.372 addetti: poco meno del 10% delle imprese associate a Confindustria Cuneo e altrettanto della forza lavoro; 4 miliardi di euro di fatturato nel 2024 (il 10,5% del fatturato complessivo delle aziende di Confindustria Cuneo), di cui oltre il 33% verso il mercato estero.

Questi – in sintesi – i numeri che disegnano le industrie saluzzesi.

A fare la parte del leone il comparto agroalimentare con 27 imprese e 1027 addetti, seguito dalla meccanica, 18, che conta però oltre il doppio di addetti, 2135.

A ruota i settori del terziario e dei servizi (14 - 118 addetti); edilizia (12 - 123 addetti); materiale da costruzione (10 - 146 addetti).

Seguono: turismo e sport (7 - 60 addetti); digitale (6 - 153 addetti); legno e arredo (6 - 221 addetti).   

Interessante il dato del comparto tessile e moda che, pur con solo quattro aziende nel Saluzzese, conta 1404 addetti.

Sceso rispetto agli anni passati il numero di aziende del comparto cartario-grafica (3 con 217 addetti) e chimica-gomma-plastica (3 con 46 addetti);

Ancora da menzionare: servizi ambientali (3 - 77 addetti); cultura ed eventi (2 - 14 addetti); logistica (2 - 18 addetti); trasporto persone (1 - 265 addetti); vini e liquori (1 - 102 addetti).

Gli imprenditori della zona associati a Confindustria Cuneo si sono ritrovati ieri a Saluzzo per confrontarsi e riflettere sul futuro durante un momento conviviale al Circolo Interno 2.

Al centro resta, in primis, l’annosa questione delle infrastrutture (sia fisiche che digitali) imprescindibili per una più agevole mobilità delle merci.

Accanto a questo tema, che si reitera da tempo immemore, sono stati posti sul tavolo anche i temi del welfare aziendale, nell’ottica di favorire sempre più un supporto ai genitori lavoratori. Si è parlato inoltre di responsabilità sociale, della necessità di un maggiore dialogo tra scuole e imprese, considerata la cronica difficoltà a reperire tecnici specializzati.

Il presidente Costamagna – margine della conferenza stampa – ha lanciato un grido d’allarme: “Alle nostre aziende – ha affermato - mancano lavoratori, sia specializzati che generici. Abbiamo impellente necessità di manodopera”.

E ancora una considerazione: “Nell’arco di pochi anni un lavoratore su tre, anche in provincia di Cuneo, sarà straniero e su questo tema noi imprenditori insieme alle istituzioni non possiamo farci trovare impreparati”.

Costamagna ha insistito sul tema del welfare, sia per quanto riguarda l’accoglienza di chi arriva da Paesi stranieri, sia nei confronti delle donne, al fine di favorire una loro maggiore occupazione.

“Il benessere del lavoratore – ha ancora osservato Costamagna – è fondamentale per lui e, al contempo, una garanzia di produttività per l’azienda”.

A nostra precisa domanda se gli industriali cuneesi stiano valutando una eventuale riproposizione su più vasta scala del “modello Ferrero”, è stato risposto che andranno pensate soluzioni caso per caso perché “quello albese è nato con una sua specificità e non è replicabile”.

Giuliana Cirio, direttrice di Confindustria, ha posto l’attenzione anche sulla cultura annunciando che gli industriali sono attenti e sensibili al tema, a maggior ragione in una realtà ricca di storia e monumenti qual è il Saluzzese.

I rappresentanti di Confindustria hanno manifestato la volontà di dialogare con l’amministrazione comunale, lasciando intendere una disponibilità a concorrere al restauro di beni e a compartecipare ad eventi, elogiando nello specifico l’eccellenza della Scuola di Alto Perfezionamento Musicale

All’incontro, in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Saluzzo, sono intervenute la vicesindaco Francesca Neberti e l’assessora alla Cultura Attilia Gullino.  

GpT 

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