Dopo i lavori di valorizzazione dell’area destinata a tomba dello scrittore Cesare Pavese, realizzati nel 2022 nell’ambito degli interventi previsti dal piano di sviluppo locale “Un paese ci vuole”, l’amministrazione comunale di Santo Stefano Belbo, guidata dal sindaco Laura Capra, aggiunge un nuovo tassello all’ambizioso progetto di riqualificazione cittadina incentrata sulla figura del suo figlio più illustre e sull’eredità lasciata al paese, deliberando l’acquisto della Casa Natale di Cesare Pavese.

L’edificio – che era la residenza di campagna dei genitori e fu venduto nel 1916, poco dopo la morte del padre – si trova al centro dei luoghi raccontati nel romanzo La luna e i falò, con la collina della Gaminella alle spalle e di fronte la collina del Salto, dove si può visitare la casa-bottega dell’amico Nuto. Dalla casa si vede anche Moncucco, la collina della poesia I mari del sud.
L’acquisto da parte del Comune di Santo Stefano Belbo rappresenta un gesto di alto valore simbolico e civile.
Non si tratta soltanto dell’acquisizione di un immobile, ma della restituzione alla comunità di un luogo fondativo, di uno spazio che custodisce le radici più profonde di uno dei maggiori scrittori del Novecento. La casa in cui Pavese è nato diventa così patrimonio collettivo. È un passaggio che assume un significato che va oltre la tutela materiale di un edificio. Significa riconoscere che le origini non sono un fatto privato, ma un bene condiviso. In quelle stanze prende forma l’inizio di una vicenda umana e intellettuale che avrebbe fatto delle Langhe non solo un paesaggio narrativo, ma un mito moderno, uno spazio dell’anima in cui memoria, identità e destino si intrecciano.
“Con questa delibera del Consiglio comunale, il Comune compie un gesto che rinnova quel legame – afferma il primo cittadino Laura Capra –. La Casa Natale potrà essere recuperata e restaurata, ma soprattutto potrà essere trasformata in uno spazio museale capace di raccontare questi temi. Non un semplice contenitore di oggetti, ma un luogo di narrazione, di approfondimento e di esperienza, in cui il visitatore possa comprendere come un territorio abbia contribuito a formare una delle voci più alte della letteratura italiana e come, a sua volta, quella voce abbia restituito alle Langhe una dimensione universale”.
L’acquisizione si inserisce in una visione più ampia di valorizzazione, attraverso un’operazione di medio-lungo periodo che considera il patrimonio culturale non come costo, ma come investimento pubblico durevole, coerente con le strategie di sviluppo territoriale, di marketing culturale e di rigenerazione dei piccoli centri.

La Casa Natale si affiancherà alla Fondazione Cesare Pavese, al Museo di Nuto, alla Chiesa sconsacrata dei Santi Giacomo e Cristoforo (dove venne battezzato) e alla sua tomba, completando un sistema integrato di luoghi pavesiani che arricchisce l’offerta culturale e turistica di Santo Stefano Belbo. In un territorio già riconosciuto a livello internazionale per la sua eccellenza enogastronomica e paesaggistica, questo nuovo spazio espositivo rafforza l’identità culturale del paese e ne amplia l’attrattività.
“Custodire la Casa Natale di Pavese significa affermare che la memoria è una responsabilità condivisa – conclude il sindaco Laura Capra –. Significa offrire alle nuove generazioni e ai visitatori uno spazio in cui comprendere come le radici possano diventare racconto, e come da un piccolo paese delle Langhe possa nascere una voce capace di parlare al mondo”.

















