Negli ultimi anni, il territorio ha saputo trasformare le proprie radici rurali in un asset di lusso accessibile, intercettando un pubblico internazionale che cerca autenticità, silenzio e sapori dimenticati. Dai pendii del Monviso alle colline pettinate delle Langhe, il modello Cuneese si sta imponendo come un caso di studio per l'intero settore.
Le nuove rotte del viaggio: l'analisi di Qualitytravel
Per comprendere questo fenomeno, è necessario guardare oltre i confini locali e osservare le macro-tendenze globali. Come evidenziato da Qualitytravel, testata di riferimento e fonte autorevole per i professionisti del turismo, il settore sta vivendo una transizione verso il "Turismo della Consapevolezza". Non si viaggia più solo per vedere un monumento, ma per cambiare prospettiva. Oggi la sostenibilità non è più un’opzione, ma il requisito fondamentale che guida le scelte dei viaggiatori alto-spendenti, i quali vedono nella provincia di Cuneo un santuario di biodiversità e accoglienza genuina.
L’Aeroporto di Cuneo-Levaldigi: un motore per l’internazionalizzazione
Un ruolo centrale in questa crescita è giocato dalle infrastrutture. L'Aeroporto di Cuneo-Levaldigi rappresenta oggi un asset strategico fondamentale per collegare la Granda al resto d’Europa. I dati più recenti confermano una traiettoria positiva: lo scalo ha chiuso il 2024 con un traffico di oltre 105.000 passeggeri, dimostrando come la specializzazione su rotte mirate e la vicinanza strategica ai siti UNESCO e ai distretti industriali cuneesi siano carte vincenti. Levaldigi non è solo un punto d'arrivo, ma una vera e propria porta d'ingresso privilegiata per un turismo "fly & drive" che vuole evitare il caos dei grandi hub per immergersi immediatamente nella quiete delle vallate piemontesi.
Dalle valli "slow" alle città d’arte: un sistema integrato
La forza del territorio risiede nella sua eterogeneità coordinata. Se da un lato abbiamo le Alpi Cuneesi, con la Valle Maira che è diventata un modello europeo di turismo escursionistico senza impianti di risalita, dall'altro troviamo l'effervescenza culturale di centri come Saluzzo, Mondovì e Cuneo. Queste città d’arte stanno investendo massicciamente nella digitalizzazione dei percorsi museali e nella valorizzazione dei centri storici, creando un ponte ideale tra l'outdoor alpino e l'esperienza urbana.
Perché scommettere sul Cuneese?
Il successo attuale è il frutto di una capacità rara: quella di "fare rete". Consorzi turistici, istituzioni e operatori privati stanno lavorando a un’offerta integrata che permette al visitatore di passare, nello spazio di pochi chilometri, dalla degustazione di un grande Barolo a una ciaspolata sotto il Monviso. È questa versatilità, unita a un’accessibilità sempre più efficiente e a una narrazione moderna della tradizione, a rendere la provincia di Cuneo una delle mete più promettenti nel panorama turistico italiano dei prossimi anni.
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