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Attualità | 17 marzo 2026, 11:17

Reati minorili raddoppiati in 10 anni, ma non in Granda. Il questore: "Numeri bassi. E nessuna baby gang"

Nei giorni scorsi è stato pubblicato il report Dis(armati) di Save the Children. Denunce per reati commessi da minori raddoppiati in 10 anni

Reati minorili raddoppiati in 10 anni, ma non in Granda. Il questore: "Numeri bassi. E nessuna baby gang"

Violenza minorile e baby gang. Se ne è parlato spesso, di recente, arrivando addirittura a consentire l'installazione e l'uso dei metal detector nelle scuole, in particolare in zone e contesti più fragili e a rischio. 

Il tema è stato oggetto di un vero e proprio viaggio-inchiesta realizzato dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group ETS. 

Dis(armati) è un'indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà. Partendo dalla narrazione che del fenomeno viene fatta. 

Il viaggio compiuto da Save the Children per comprendere il fenomeno della violenza giovanile - con un’attenzione alla diffusione delle armi e al coinvolgimento dei minori nelle reti della criminalità organizzata - evidenzia come nell’ultimo decennio sia cambiata l’intensità e le modalità della violenza agita dagli adolescenti: più immediata, visibile, condivisa e amplificata anche attraverso i social media. 

Ma allo stesso tempo ci restituisce una “geografia della violenza” che mette in luce come le diverse tipologie di reati di natura violenta non abbiano una diffusione omogenea su tutto il territorio nazionale, con una concentrazione maggiore di alcune tipologie in determinate aree del Paese.

Il Piemonte non è tra queste. Se è vero che i minorenni di 14-17 anni denunciati o arrestati sono più che raddoppiati in 10 anni, arrivando a 3.968 nel 2024, in crescita in quasi tutte le regioni del centro e del nord Italia, il Piemonte fa eccezione, facendo segnare -0,39 denunciati ogni 1000. 

Il dato viene confermato anche in provincia di Cuneo, dove il fenomeno delle baby gang è pressoché inesistente. 

Nonostante alcuni episodi recenti, per i quali era stata usata l'espressione baby gang. Ricordiamo i più recenti. Tra giugno 2024 e gennaio 2025, un gruppo composto da tre minorenni (due sedicenni e un diciassettenne) è stato ritenuto responsabile di una serie di rapine, lesioni personali aggravate e aggressioni, alcune delle quali avvenute nei pressi della stazione ferroviaria di Fossano. A febbraio dello scorso anno i tre ragazzi sono stati sottoposti a misure cautelari. 

Negli anni scorsi, anche in Cuneo vecchia era stata segnalata la presenza di gruppetti che, in particolare di notte, arrecavano disturbo compiendo atti vandalici o facendo schiamazzi. Ma si può usare l'espressione "baby gang" per questi comportamenti? 

Evidentemente no, perché non basta compiere reati assieme a propri coetanei per essere una banda. Per poter usare questo termine deve esserci continuità nel tempo, una gerarchia interna o comunque dei ruoli più o meno riconosciuti dal e nel gruppo e dei codici di comunicazione condivisi. 

"Nella nostra provincia non esistono episodi riconducibili a bande strutturate - ha tenuto a sottolineare il Questore Rosanna Minucci. Siamo molto attenti al fenomeno, convinti che vada affrontato in modo ampio e condiviso, perché la repressione non basta. E' un tema più sociale che delinquenziale in senso stretto e come tale va considerato e gestito. Da parte nostra c'è la massima attenzione, ma in provincia di Cuneo i reati commessi da minori, che pure esistono, sono sono riconducibili in alcun modo alla presenza di baby gang. Qui non ci sono".

Barbara Simonelli

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