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Cronaca | 09 aprile 2026, 06:06

Schianto mortale a Bagnolo, chiesta la condanna per l’automobilista in fase di manovra

Nel processo per la morte di Samanta Pascuzzi il pm chiede un anno e quattro mesi per omicidio stradale: "Svolta iniziata con linea continua”. La difesa: “Impossibile vedere la Golf lanciata a oltre 110 km/h”. Sentenza l’8 maggio

Samanta Pascuzzi, la vittima dell'incidente

Samanta Pascuzzi, la vittima dell'incidente

Aveva messo la freccia e su quella strada la linea era tratteggiata. È questa la versione fornita dai testimoni chiamati in aula dalla difesa di G.P., il conducente della Citroen coinvolto nel sinistro mortale avvenuto il 18 luglio 2021 a Bagnolo Piemonte in cui perse la vita la venticinquenne Samanta Pascuzzi. L’uomo, a processo davanti al tribunale di Cuneo, è accusato di omicidio stradale.

La giovane viaggiava sul lato passeggero di una Golf GTI guidata dal fidanzato. Quel giorno i ragazzi stavano “facendo strada” ad alcuni amici per andare a festeggiare un compleanno quando, su via Cave , la provinciale che collega Bagnolo a Montalo, all’altezza della frazione Villar, dopo una curva, la Golf fece una serie di sorpassi e si trovò davanti la Citroen che stava svoltando a sinistra. L’impatto fu violentissimo e la Golf terminò la corsa contro un pilastro di cemento.

Il conducente della Golf aveva sostenuto che l’auto davanti avesse svoltato senza freccia e in un tratto con linea continua. Versione confermata anche dagli amici che lo seguivano con un’altra vettura. Diverso il racconto dei passeggeri e degli amici dell’imputato: secondo loro G.P. avrebbe rallentato, inserito l’indicatore di direzione e controllato lo specchietto prima di svoltare, in un tratto con linea tratteggiata.

Il consulente della difesa ha ricostruito il tratto stradale evidenziando anche la scarsa visibilità dalla curva al punto d’impatto, circa 60-70 metri, e alcune incongruenze nella segnaletica orizzontale.

Nel corso dell’udienza il pubblico ministero Attilio Offman ha richiamato la consulenza dell’ingegner Storace, secondo cui la manovra di attraversamento sarebbe stata effettuata in un punto in cui la linea era ancora continua. Se fosse avvenuta poco più avanti, dove la linea diventa discontinua, l’incidente – secondo l’accusa – non si sarebbe verificato proprio per la velocità sostenuta della Golf.

Per il pm la responsabilità principale ricadrebbe sul conducente della Golf, il fidanzato della vittima, ma vi sarebbe comunque un concorso di colpa di G.P. per aver iniziato la manovra nel punto sbagliato. La questione della freccia, secondo l’accusa, non avrebbe inciso sulla dinamica perché difficilmente sarebbe stata percepita. Il pubblico ministero ha quindi chiesto la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione con sospensione condizionale.

Di segno opposto la tesi della difesa, rappresentata dall’avvocato Ghione, secondo cui la dinamica va ricostruita a partire dalla condotta del fidanzato che, come emerso dalla centralina dell’auto,  avrebbe affrontato la curva a 68 chilometri orari per poi percorrere il rettilineo di circa 60 metri in due secondi, arrivando a una velocità di circa 114 chilometri orari. In quelle condizioni, secondo il legale, G.P. non avrebbe avuto il tempo di accorgersi dell’auto in arrivo.

La difesa ha ricordato inoltre che il ragazzo è già stato condannato per omicidio colposo e perché alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. “È una tragedia – ha concluso il legale – ma il responsabile è già stato condannato”.

Il processo è stato rinviato all’8 maggio alle 9 per repliche e sentenza.

CharB.

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