“L’Europa sembra aver dichiarato guerra al settore vitivinicolo: l’ultima spinta verso l’imposizione di etichette allarmistiche sulle bottiglie, che equiparano il vino a prodotti mortali, è un insulto al buonsenso e alla nostra storia. È inaccettabile che Bruxelles tenti di demonizzare un pilastro della dieta mediterranea e del Made in Italy per assecondare logiche ideologiche e proibizioniste che nulla hanno a che fare con la tutela della salute. La Lega non permetterà che i nostri prodotti d’eccellenza vengano marchiati come fossero sigarette”.
Lo dichiara in una nota il Senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della Commissione Attività Produttive di Palazzo Madama e responsabile del Dipartimento Agricoltura della Lega.
Bergesio sottolinea: “Mentre l’UE tenta di affossare il comparto, l’Italia si conferma leader mondiale della produzione con 47,3 milioni di ettolitri ed un export che punta agli 8,5 miliardi di euro nel 2026. Parliamo di un sistema che garantisce il sostentamento di 300.000 produttori e famiglie. Nonostante la contrazione dei consumi dovuta all’inflazione e alle sfide climatiche, la qualità delle nostre 79 DOCG e dei nostri vitigni resta un valore inattaccabile che dobbiamo proteggere con i denti da una burocrazia europea spesso miope e punitiva”.
“Per ribadire questo impegno e ascoltare direttamente le istanze del mondo produttivo, domani sarò presente al Vinitaly di Verona - conclude il Senatore Bergesio -. Saremo al fianco delle nostre cantine per trasformare questa minaccia in un’occasione di riscossa: la qualità italiana non si tocca. La battaglia contro le 'etichette della paura' sarà totale, in Italia come a Bruxelles”.
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