Sono circa un centinaio i questionari di valutazione raccolti tra gennaio e marzo 2026 tra i partecipanti alle visite guidate del Mudet, promosse e offerte dal Centro Nazionale Studi Tartufo ad associazioni ed enti del territorio. Un’iniziativa nata con un duplice obiettivo: far conoscere più da vicino il museo a chi vive ad Alba e, allo stesso tempo, raccogliere impressioni, osservazioni e suggerimenti utili a orientarne lo sviluppo futuro.
Questa prima indagine rappresenta infatti un punto di partenza per impostare il lavoro sui bisogni reali dei visitatori e dei cittadini, nell’ottica di migliorare servizi ed esperienza di visita.
Dal questionario emerge un quadro nel complesso positivo. Il museo viene apprezzato per i contenuti proposti e per il valore del tema affrontato, ma allo stesso tempo i visitatori indicano con chiarezza alcuni ambiti di miglioramento per rendere il percorso ancora più coinvolgente e accessibile a pubblici differenti.
Tra gli aspetti più apprezzati figurano i contenuti legati alla Cerca del Tartufo, alle figure che ne incarnano la tradizione – in particolare i trifulao e i loro cani – e al legame con il territorio.
Tra le richieste più frequenti emerge il desiderio di vedere più oggetti reali e testimonianze originali, riducendo la presenza di testi scritti a favore di elementi più tangibili e immediati.
Un altro tema ricorrente riguarda la necessità di aumentare il livello di interattività lungo il percorso espositivo. I visitatori suggeriscono l’inserimento di postazioni multimediali, installazioni sensoriali – come ad esempio sale olfattive – e laboratori pratici, con una particolare attenzione a ragazzi e scuole.
Non mancano inoltre indicazioni su possibili sviluppi futuri: percorsi laboratoriali tematici, visite costruite per target specifici e un rafforzamento dell’esperienza guidata, che si conferma la modalità di visita preferita.
Nel complesso, i questionari restituiscono l’immagine di un museo apprezzato e riconosciuto come patrimonio culturale del territorio, con ampi margini di crescita soprattutto sul fronte dell’esperienza immersiva, dell’interazione e del coinvolgimento delle nuove generazioni.
Indicazioni che rappresentano oggi una base concreta di lavoro per l’evoluzione futura del percorso museale, in linea con alcune progettualità già avviate e con la visione della coprogettazione portata avanti dal Centro Nazionale Studi Tartufo.













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