"Un Comune formalmente in equilibrio, ma politicamente fermo e privo di slancio".
È questa la fotografia che emerge dal Rendiconto di gestione 2025, analizzato da Giuliana Mossino (Lega Salvini Piemonte) nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale di Bra.
“Il bilancio sta in piedi, ma non cammina – dichiara la consigliera comunale –. Bra dimostra un’efficienza assoluta nella riscossione delle entrate, ma una preoccupante incapacità nel trasformare le risorse dei cittadini in investimenti, opere e sviluppo concreto per il territorio”.
Secondo l’esponente leghista "la pressione fiscale media è cresciuta di 23,56 euro pro capite rispetto al 2024". “Particolarmente grave – sottolinea – l’aumento della Tari (+5,2%), che appare come una vera beffa per una città tra le più virtuose del Piemonte nella raccolta differenziata”.
La spesa corrente assorbe il 73% del bilancio complessivo (al netto delle partite di giro). Oltre il 27,6% delle risorse è vincolato a costi fissi come personale e mutui, riducendo quasi a zero gli spazi per nuove scelte politiche.
Solo il 54,1% delle entrate in conto capitale viene effettivamente riscosso, segno di interventi annunciati ma non realizzati, dice ancora l’esponente di minoranza. “Emblematico il caso dei lavori di sicurezza idrogeologica in via Cacciatori delle Alpi, rinviati e reimputati al 2026”.
Lo scostamento tra bilancio di previsione e consuntivo supera i 12 milioni di euro. “L’aumento della spesa corrente rispetto al 2024 – aggiunge Mossino – è stato assorbito quasi esclusivamente dai costi fissi, senza un reale miglioramento dei servizi”.
La consigliera comunale denuncia poi quello che descrive come "un episodio che non può passare sotto silenzio": "L’assessore ai Lavori Pubblici (Walter Gramaglia, ndr) ha abbandonato il proprio posto con evidente nervosismo, sedendosi tra il pubblico senza ascoltare l’intervento in corso, per poi rientrare in aula esclusivamente in occasione di un intervento a lui favorevole. Un comportamento che considero inadeguato al ruolo ricoperto e irrispettoso delle istituzioni. Se non si accetta il contraddittorio democratico, sarebbe forse più coerente scegliere contesti politici dove il confronto non è previsto, come Cuba, Venezuela o Iran, e non sedere nel Consiglio Comunale di Bra, che dovrebbe fondarsi sul dialogo e sul rispetto istituzionale. Il confronto democratico non è un’opzione, è un dovere”.














