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Cuneo e valli | 29 aprile 2026, 06:06

Bagni pubblici di Cuneo, gara entro l’estate e lavori in autunno (forse) per i nuovi servizi

Intanto 25mila euro l’anno per la manutenzione degli attuali. Scontro in Consiglio sul degrado: “Quattro cessi da 360mila euro e ancora non pronti”, maggioranza e opposizione unite nella denuncia

Bagni pubblici di Cuneo, gara entro l’estate e lavori in autunno (forse) per i nuovi servizi

Dai sopralluoghi tra odori nauseabondi, porte rotte e degrado diffuso fino allo scontro — bipartisan — in Consiglio comunale. Il caso dei bagni pubblici cittadini, raccontato nei giorni scorsi dal nostro giornale, è approdato in aula con una doppia interpellanza che ha unito, fatto raro, maggioranza e opposizione. 

A firmarla, per la maggioranza, i consiglieri di Centro per Cuneo Ettore Grosso, Monica Pellegrino, Flavia Barbano, Maria Laura Risso, Serena Garelli, Silvano Enrici e Vincenzo Pellegrino, insieme all’intervento dell’opposizione con Mavy Civallero (SiAmo Cuneo).

Sul banco degli imputati non solo le condizioni igienico-sanitarie delle quattro strutture esistenti, ma soprattutto i ritardi nella realizzazione del piano di riqualificazione da 360mila euro.

È stata proprio Civallero a sottolineare il valore — e al tempo stesso l’anomalia — di una battaglia comune: “Sono contenta perché per una volta combattiamo dalla stessa parte”. Una convergenza dettata, ha spiegato, da “una situazione terribile”, con servizi “degradati e sgradevoli per l’utenza”

L’attenzione si è concentrata in particolare sulle aree sensibili: “I servizi vicino ai plessi scolastici richiedono standard ancora più elevati”. Da qui le richieste puntuali all’amministrazione: “Qual è il cronoprogramma esatto? Quali sono le cause dei ritardi? E quali misure intendete adottare subito per garantire pulizia e sicurezza?”.

Il fronte comune, però, non ha evitato toni accesi. Beppe Lauria ha messo nel mirino direttamente la gestione politica della vicenda, con parole dure rivolte anche alla maggioranza: “Sono un po’ in imbarazzo”, ha esordito, per poi affondare: “Abbiamo consiglieri di maggioranza che sottolineano inefficienze della propria maggioranza”. E ancora: “Quattro cessi. Costo totale 360mila euro e quattro cessi non ci sono. Ma di che cosa stiamo parlando?”. Un intervento che ha fotografato il cortocircuito politico emerso in aula: “La città non vi merita. Quando è troppo è troppo”.

Più tecnico ma altrettanto critico l’intervento di Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia), che ha ricordato come il tema fosse già stato sollevato nelle precedenti legislature, proponendo anche soluzioni alternative per ampliare l’offerta: “Occorre aumentare il numero dei servizi e adeguarli agli standard di altri paesi”. Il riferimento è esplicito: “In Francia o anche a Elva esistono servizi autopulenti efficienti. Non è accettabile che un turista debba affidarsi solo ai bar”

(I bagni pubblici della vicina Menton, in Francia)

E ancora: “Serve più attenzione alla qualità dello spazio pubblico, anche per non penalizzare il turismo”.

A chiudere il dibattito, la risposta dell’assessore al Verde Gianfranco De Michelis, che ha rivendicato il lavoro svolto e annunciato un passaggio atteso: “Il 22 aprile abbiamo approvato il progetto esecutivo”, ha dichiarato, spiegando che “entro l’inizio dell’estate partirà la gara”, con l’obiettivo di arrivare all’affidamento in autunno. Sui ritardi, l’assessore ha parlato di iter complessi e carichi di lavoro: “Non è cattiva volontà, ma procedure articolate e tanti progetti da seguire. Non abbiamo solo quello da fare”.

Nel frattempo, però, la situazione resta quella documentata dal nostro sopralluogo: quattro bagni pubblici spesso in condizioni critiche, a fronte di una spesa annua che supera i 25mila euro tra pulizie e interventi straordinari. “I bagni si faranno”, ha assicurato De Michelis, pur lasciando uno spiraglio di cautela sui tempi: “Li vedremo realizzati nel 2026. Può darsi”.

Una promessa che ora dovrà confrontarsi con l’urgenza quotidiana segnalata da cittadini e consiglieri. Perché, al netto delle procedure, il problema resta concreto — e sempre più visibile. Anche, e soprattutto, a chi arriva da fuori città.

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