Da una ventina di anni, ininterrotti, l’ANPI carrucese organizza una visita al parco della Pace di Sant’Anna di Stazzema, la frazioncina in provincia di Lucca, che fu la più tremenda ed ingiustificata strage nazifascista dell’intera seconda guerra mondiale.
"Il centro montano era “Zona Bianca”, vale a dire area che le autorità dell’epoca avevano indicato agli sfollati della Versilia e di altre zone costiere, per evitare i bombardamenti che gli alleati anglo-americani andavano eseguendo, avanzando verso la Linea gotica. Una azione di rappresaglia insulsa, perché nella zona non v’erano neppure formazioni Partigiane che ostacolassero la presenza nazista - racconta Romolo Garavagno, della "Cordero Lanza di Montezemolo onlus" -. Un bestiale comandante delle SS, di stanza ai piedi della montagna, in Pietrasanta, già responsabile di una Campo di concentramento in Polonia, trasferito in una zona più militarmente comoda, volle , per crescere in benemerenze, dare un esempio della loro bestialità e, appoggiato da fascisti italiani, trucidò 560 persone, in larga parte donne e bambini o ragazzi.
Un centinaio infra decenni. La strage il 12 agosto del 1944. Questa efferatezza, come molte altre nell’Italia occupata dai nazisti, venne , in modo incomprensibile, occultato dalle autorità,italiane nel dopo Liberazione del 1945. I rapporti dei Carabinieri, che erano giunti precisi e definiti al Tribunale Centrale Militare, furono segretati e in pratica rinchiusi fino al 1994 nel così detto “Armadio della vergogna” e solo allora gli atti furono affidati al Tribunale Militare di La Spezia, competente territorialmente. Nel 2004 iniziarono gli atti giuridici, perfezionati nel 2007 con la condanna definitiva all’ergastolo di tutti i responsabili, ovviamente contumaci".

I primi viaggi da Carrù erano composti dalle scolaresche, poi l'iniziativa è stata aperta a tutti.
Quest’anno hanno parteciato anche i rappresententi dell'ANPI di Borgo San Dalmazzo, con la presidente e l'ssessore alla cultura, ma paertecipanti da Mondovì, Fossano, Dogliani ed altri centri. Il pellegrinaggio laico, come al solito, è stato sostenuto dalla BAM, ente bancario di Carrù che offre il pullman e dalla Cantina di Clavesana, che dona confezioni di squisito vino.
Ammirando l’arredo artistico che è sorto attorno allo stupendo Museo che, ogni anno accoglie i visitatori, proponendo sempre nuovi inserti cinematografici storici, oltre ad una minuziosa descrizione dei fatti, è sorto tra gli organizzatori, tra cui iscritti alla onlus “col. Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo” di Mondovì, una idea che dovrà essere approfondita e analizzata, cioè l’importanza di donare un ricordo artistico fisso, che suffragasse un particolare gemellaggio.







![Il gruppo ai piedi del Monviso [Foto di Giusto Baudracco] Il gruppo ai piedi del Monviso [Foto di Giusto Baudracco]](https://www.targatocn.it/typo3temp/pics/I_1c4b50ccc8.jpg)







