Sono 106 le aziende agricole piemontesi che potranno accedere ai nuovi finanziamenti regionali destinati a competitività e innovazione nell’ambito del Complemento di Sviluppo Rurale. La provincia di Cuneo è la più rappresentata, con 54 domande ammesse, confermando il peso dell’agricoltura cuneese nel quadro produttivo regionale.
Il provvedimento nasce dallo scorrimento della graduatoria del bando CSR, reso possibile dal recupero di 10,8 milioni di euro da somme non spese e minori utilizzi dell’edizione 2025 e dei bandi precedenti. A comunicarlo è l’assessore regionale Paolo Bongioanni, che ha sottolineato come queste risorse permetteranno di sostenere ulteriori investimenti in impianti, macchinari, attrezzature e interventi strutturali, tra cui nuove stalle e ristrutturazioni di fabbricati agricoli.
Per il Cuneese, il risultato assume un valore particolare: il territorio concentra oltre metà delle nuove domande finanziate in Piemonte, a testimonianza di una domanda forte di innovazione da parte delle imprese agricole locali. Dopo la prima tranche del bando, che aveva già finanziato 239 progetti con 32,5 milioni di euro, queste ulteriori ammissioni rafforzano il sostegno a un settore chiamato a confrontarsi con mercati più competitivi e con l’esigenza di investire in qualità, tecnologia e modernizzazione.
A livello provinciale, dopo Cuneo seguono Torino con 21 domande, Asti con 14, Alessandria con 6, il Verbano-Cusio-Ossola con 5, Novara con 4 e Biella con 2. In totale gli investimenti previsti sono 233, poiché molte aziende hanno presentato più interventi nella stessa richiesta di sostegno.
Le spese riguardano soprattutto macchinari e attrezzature, con 136 interventi tra trattrici, atomizzatori, rotopresse, seminatrici, rimorchi e spandiconcime. Seguono gli impianti e le dotazioni tecnologiche, 97 in tutto, e la costruzione o ristrutturazione di fabbricati, tra cui stalle, magazzini, serre, ricoveri, laboratori di trasformazione e cantine. Una fotografia che racconta un’agricoltura piemontese, e cuneese in particolare, sempre più orientata all’innovazione senza rinunciare alla propria identità produttiva.















