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Agricoltura | 29 maggio 2026, 10:37

Coldiretti Cuneo: "Già 155 i Comuni della Granda a difesa del vero Made in Italy"

Due comuni su tre hanno già deliberato per chiedere la modifica del Codice doganale sull’origine dei prodotti agroalimentari

Coldiretti Cuneo: "Già 155 i Comuni della Granda a difesa del vero Made in Italy"

La maggioranza dei Comuni della Granda ha già approvato la delibera proposta da Coldiretti Cuneo a sostegno della modifica del Codice doganale sull’origine dei prodotti agroalimentari. 

Le amministrazioni che hanno aderito sono 155 su 247, tra cui le “8 sorelle” Alba, Bra, Ceva, Cuneo, Fossano, Mondovì, Saluzzo, Savigliano, e altre sono già pronte a procedere nelle prossime settimane. Un risultato che segna il superamento del giro di boa nella mobilitazione avviata sul territorio provinciale per difendere il vero Made in Italy agroalimentare, l’economia locale e il diritto dei cittadini-consumatori a una corretta informazione.

Al centro della richiesta presentata da Coldiretti c’è la modifica dell’attuale disciplina doganale, superando le distorsioni legate al principio dell’ultima trasformazione sostanziale. Una norma che oggi consente a prodotti di origine estera, dopo una lavorazione effettuata in Italia, di essere commercializzati come Made in Italy, creando confusione nei consumatori e penalizzando le aziende agricole italiane.

Il problema riguarda molti prodotti che possono evocare un’origine italiana senza averla realmente. È il caso di cosce di maiale estere lavorate in Italia e vendute come prosciutti italiani, di latte straniero utilizzato per produrre formaggi, di grano importato trasformato in pasta, di ortaggi e semilavorati provenienti dall’estero poi confezionati o preparati nel nostro Paese.

Coldiretti chiede da tempo una riforma del Codice doganale che restituisca agli Stati membri la possibilità di definire con chiarezza la provenienza dei prodotti. In una fase segnata dall’aumento dei costi di produzione, dal gasolio agricolo ai fertilizzanti, e dalle tensioni internazionali che mettono sotto pressione le imprese agricole e gli approvvigionamenti alimentari, la tutela dell’origine diventa ancora più urgente. Difendere la trasparenza, sottolinea Coldiretti Cuneo, significa proteggere il reddito delle aziende, la sicurezza alimentare e il valore del vero cibo italiano.

“Abbiamo superato abbondantemente la metà dei Comuni della provincia e vogliamo ringraziare tutte le Amministrazioni che hanno già approvato la delibera, così come quelle che lo faranno nelle prossime settimane. È un segnale forte da parte del territorio, che dimostra grande attenzione verso una questione che riguarda tutti, imprese agricole, economia locale e cittadini. Tutelare il vero Made in Italy significa dare valore al lavoro dei nostri agricoltori, alla qualità delle nostre produzioni e al diritto dei consumatori a conoscere con chiarezza l’origine di ciò che portano in tavola” dichiara Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.

“L’attuale normativa sull’origine doganale dei prodotti agroalimentari rappresenta un danno enorme per il sistema agricolo e agroalimentare, soprattutto in una provincia come Cuneo, dove la qualità delle produzioni è strettamente legata al territorio, al lavoro delle aziende e alla fiducia dei consumatori. Chi acquista deve sapere da dove arriva realmente un prodotto e le nostre imprese devono poter competere senza subire la concorrenza sleale di alimenti che si presentano come italiani, ma italiani non sono” sottolinea Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.

cs

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