Si sono chiuse in tempi rapidi le indagini relative al grave fatto di sangue che aveva scosso l'area del Roero alla fine dello scorso anno.
Le attività investigative condotte dai Carabinieri della Compagnia di Bra, sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti, hanno permesso di fare piena luce sul ferimento al torace mediante arma da fuoco di Antonio Policano, trentaduenne originario della Campania, avvenuto nella tarda serata del 10 dicembre 2025 nei pressi del Centro Sportivo Roero di Sommariva Perno.
I militari dell'arma sono riusciti a ricostruire compiutamente l'esatta dinamica del ferimento e a individuare il presunto responsabile dell'azione criminosa.
All'esito degli approfondimenti investigativi era stata infatti emessa un'ordinanza di misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Pavlin Zefi, trentacinquenne di nazionalità albanese e già noto alle forze dell'ordine per precedenti reati, provvedimento che era stato eseguito formalmente lo scorso 12 febbraio.
L'imputato, tratto a giudizio dinanzi all'autorità giudiziaria astigiana, ha avanzato formale richiesta di essere giudicato mediante il rito abbreviato. Con sentenza pronunciata dal Tribunale di Asti lo scorso mercoledì 27 maggio, l'uomo è stato condannato alla pena complessiva di otto anni di reclusione.
I giudici lo hanno ritenuto responsabile dei reati di tentato omicidio, ricettazione dell'arma utilizzata nel ferimento, oltre che di detenzione e porto illegale in luogo pubblico della stessa pistola e del relativo munizionamento.
Le indagini avevano vissuto un momento di svolta decisivo all'inizio dell'anno, quando gli inquirenti erano riusciti a recuperare lo strumento dell'aggressione. L'arma, identificata in una pistola Beretta calibro 22, era stata rinvenuta il 3 gennaio 2026 nel corso di una serie di perlustrazioni mirate sul territorio, mentre si trovava occultata sotto alcuni detriti lungo le sponde del fiume Tanaro. I successivi accertamenti balistici e documentali avevano permesso di appurare che il pezzo era in realtà il provento di un precedente furto consumato all'interno di un'abitazione privata.
La Procura della Repubblica astigiana sottolinea "l’elevata professionalità e la determinazione dimostrate dai Carabinieri della Compagnia di Bra, il cui qualificato e tempestivo
intervento investigativo ha consentito di giungere in tempi rapidi all'identificazione del responsabile e alla completa definizione del quadro probatorio".














