Il futuro del teleriscaldamento albese torna al centro del dibattito politico cittadino e lo fa con toni sempre più accesi.
Durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, il consigliere di minoranza Emanuele Bolla ha nuovamente sollevato la questione della possibile dismissione della centrale Alba Power e del futuro della rete che serve migliaia di utenze cittadine, contestando all’Amministrazione una gestione giudicata "poco trasparente e insufficiente sul piano informativo".
L’interrogazione prende le mosse da una serie di accessi agli atti effettuati dal consigliere di Fratelli d’Italia. Secondo Bolla, dopo una prima richiesta di documentazione era emersa soltanto una comunicazione del marzo 2026, mentre successivi approfondimenti hanno portato alla luce altre due lettere protocollate nel maggio e nell’agosto 2025, nelle quali Iren segnalava la criticità legata alla futura dismissione della centrale e chiedeva incontri con il Comune.
“Crediamo sia ora di capire chiaramente cosa è successo e quali siano le prospettive dell’Amministrazione. Questa vicenda sembra oggetto della più clamorosa amnesia amministrativa che si possa ricordare”, ha affermato Bolla in aula, evidenziando come il Consiglio comunale sia venuto a conoscenza della questione soltanto recentemente nonostante la documentazione risalga a oltre un anno fa.
Nella risposta, il sindaco Alberto Gatto ha riconosciuto l’esistenza delle comunicazioni e ha ammesso che vi sia stato un problema nella trasmissione della documentazione richiesta.
“Ho già avuto modo di scusarmi personalmente con il consigliere Bolla per la mancata trasmissione di alcune lettere. Evidentemente sul protocollo dobbiamo migliorare e ho già chiesto al segretario generale di prestare maggiore attenzione nella diffusione di questi documenti”, ha dichiarato il primo cittadino.
Gatto ha inoltre confermato che l’incontro richiesto da Iren non si svolse nelle date inizialmente proposte, ma il 9 settembre 2025, alla presenza dell’allora amministratore delegato della società.
Nel suo intervento il sindaco ha ribadito uno degli aspetti più delicati della vicenda: la centrale Alba Power non appartiene né al concessionario del servizio né al Comune, ma è interamente di proprietà della società controllata da Ferrero. Una situazione che rende particolarmente complessa ogni valutazione sul futuro della rete cittadina.
“Ad oggi non esistono procedure attive dirette alla dismissione di Alba Power né alla realizzazione di nuovi impianti sostitutivi. È però un tema di estrema rilevanza che riguarda tutta la cittadinanza e che intendiamo affrontare con la massima trasparenza, coinvolgendo le sedi istituzionali competenti”, ha spiegato Gatto.
Una risposta che non ha convinto il consigliere di opposizione.
Nella replica finale, Bolla si è dichiarato nuovamente insoddisfatto, sostenendo che rispetto alla precedente discussione consiliare non siano emersi elementi concreti né sul percorso che il Comune intende intraprendere né sulle eventuali consulenze tecniche annunciate nei mesi scorsi.
“Questo è probabilmente il problema più rilevante che la nostra città dovrà affrontare nei prossimi anni. Nessuno qui dentro conosce davvero il problema in modo approfondito e il tempo non sta giocando a nostro favore”, ha affermato.
Secondo il consigliere, il dato più preoccupante emerge proprio dalla documentazione acquisita: nelle lettere inviate da Iren nel 2025 si faceva riferimento alla necessità di definire entro settembre eventuali soluzioni transitorie per garantire il servizio negli anni successivi alla prevista chiusura dell’impianto. Un passaggio che, a suo giudizio, dimostrerebbe come il tema richieda decisioni rapide e un coinvolgimento immediato del Consiglio comunale.
“Forse è quasi ora che suoni la sveglia del teleriscaldamento. Questo tema è sottovalutato, non viene affrontato in modo adeguato e soprattutto non coinvolge né la città né il Consiglio comunale. È necessario cambiare passo e iniziare a lavorare seriamente su questa questione”, ha concluso Bolla.














