Alla Polizia Locale per il momento niente taser.
I fatti accaduti il 4 giugno in corso Giolitti a Cuneo in cui si è reso necessario l'intervento delle forze dell'ordine e in particolare del taser da parte di un carabiniere ha riaperto il dibattito in Consiglio Comunale sull'opportunità di dotazione, anche sperimentale, del personale di Polizia Locale.
A riportare il tema nell'ultima seduta è stato il consigliere Franco Civallero (Forza Italia), che ha trovato in Noemi Mallone (FdI) sua ampia sostenitrice a fronte di una sua interpellanza analoga un anno fa.
Civallero ne ha sostenuto l'impiego in particolare per tutelare le forze dell'ordine nello svolgimento del proprio compito nei casi più critici, “un mezzo necessario per evitare che gli agenti debbano intervenire 'a mani nude' contro persone armate o esagitate”. Mallone ha evidenziato infine “non è uno strumento di tortura o pressione, ma serve a ridurre i rischi in situazioni di pericolo concreto e attuale”.
Contrari i consiglieri Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni) e Silvano Enrici (Centro per Cuneo) che ne hanno sollevato i rischi per la salute.
“Il taser scarica 50.000 Volt – spiega Enrici - che, pur avendo un basso amperaggio, possono causare fibrillazioni ventricolari fatali in soggetti cardiopatici”. Mentre Sturlese ha citato dati riguardanti i decessi legati all'uso del taser (7 in Italia e circa 1000 tra USA e Canada negli ultimi anni) a cui ha aggiunto i possibili traumi da caduta: “La scarica provoca una contrazione neuromuscolare che fa cadere il soggetto a terra 'a piombo', con il rischio di gravi traumi cranici o fisici”.
Una situazione che ha sommariamente replicato la stessa divisione e schieramento anche nell'opinione pubblica.
Il consigliere Giancarlo Boselli (Indipendenti) ha allargato il dibattito alla gestione della zona di corso Giolitti.
In corso della sua risposta la sindaca pur ritrovandosi con molti degli interventi in Aula ha ribadito la posizione del Comune di non accogliere l'invito di dotare di taser gli agenti della Polizia Locale, maturata anche da un confronto con lo stesso Comando che secondo quanto riportato “non ne vede al momento la necessità”.
Ha ribadito “sebbene il Taser possa sembrare meno invasivo di una pistola, i rischi di morte (per arresto cardiaco o cadute imprevedibili) sono ancora troppo alti”
La direzione dell'Amministrazione comunale, pur riconoscendo lo strumento potenzialmente utile per il contenimento come sostituto alla pistola, è orientata a temporeggiare fintanto non vi siano evidenze tecnico-scientifiche che dimostrino la totale sicurezza nell'utilizzo della pistola a impulsi elettrici, senza che questo si trasformi in uno strumento offensivo o lesivo della salute dei cittadini a cui sarebbe rivolto. “Al momento – conclude Manassero, trovando l'insoddisfazione di Civallero -, l'Amministrazione non ritiene che la strumentazione sia 'ideale al 100%' e preferisce puntare su altre forme di accompagnamento e competenza”.














