Le richieste aumentano, i bisogni cambiano e la risposta non può più limitarsi alla prima accoglienza. Se da una parte la Caritas Diocesana Albese continua a garantire pasti, dormitorio e servizi essenziali, dall'altra sta spostando sempre più l'attenzione su quella che oggi considera la vera emergenza: la casa.
Negli ultimi mesi il numero delle persone che si rivolgono alla mensa di via Pola è cresciuto in modo costante, complice anche l'arrivo dell'estate.
"Con questo caldo il numero delle persone che vengono in mensa continua a crescere. Stanno arrivando persone nuove, anche da Torino. Nelle ultime settimane siamo arrivati a servire circa ottanta pasti. Noi tentiamo di dare riparo a più persone possibile, ma non sempre ci riusciamo", racconta il direttore della Caritas Diocesana Albese, don Domenico Degiorgis.
Secondo il sacerdote, però, il dato più significativo non riguarda tanto i numeri quanto il profilo delle persone che chiedono aiuto.
"Molti hanno già un lavoro. Il problema è che non trovano una casa. Per questo la prima accoglienza, da sola, oggi non basta più. C'è bisogno di qualcosa che si collochi tra l'emergenza e l'autonomia", spiega.
Da questa riflessione è nato un nuovo percorso condiviso con altre realtà del territorio. La Caritas è infatti entrata in una rete che riunisce Homefull, Frati Minori, Fondazione Don Gianolio e altri soggetti impegnati sul fronte dell'abitare.
L'obiettivo è affrontare il problema in maniera coordinata, condividendo opportunità e informazioni anziché lavorare separatamente.
"L'idea è collaborare davvero. Se troviamo un'abitazione non deve servire soltanto alle persone seguite dalla Caritas. La condividiamo con la rete e valutiamo insieme le situazioni. Vogliamo presentarci come un'unica forza capace di rispondere a un bisogno che riguarda tutto il territorio", osserva Degiorgis.
Per la Caritas albese si tratta anche di un cambio di prospettiva.
"Fino a oggi ci siamo occupati soprattutto della prima accoglienza. Adesso stiamo cercando di costruire percorsi abitativi, perché è lì che oggi si concentra una parte importante delle fragilità", aggiunge.
Il confronto coinvolge anche il Comune di Alba, che partecipa al tavolo dedicato all'emergenza abitativa.
"Ho percepito attenzione alle problematiche e un atteggiamento costruttivo, anche grazie alla disponibilità dell’assessora Donatella Croce e della consigliera Maria Cristina Galeasso. Ci siamo confrontati sulle criticità e mi sembra che ci sia la volontà di lavorare insieme. È un percorso ancora all'inizio, ma credo possa portare risultati concreti", dice Degiorgis.
Il nuovo lavoro di rete si inserisce nel percorso avviato con il recente Protocollo d'intesa sottoscritto tra Caritas Diocesana Albese, Consorzio Socio Assistenziale Alba Langhe Roero e Comune di Alba, ma guarda già oltre l'emergenza quotidiana. L'obiettivo condiviso è costruire strumenti capaci di accompagnare le persone verso una reale autonomia abitativa, mettendo in rete competenze, servizi e opportunità presenti sul territorio.














