Riceviamo e pubblichiamo:
Che Carducci avesse visto lungo? Nella sua prolissa ode al Piemonte, liquida Cuneo con due stringati aggettivi: possente e paziente! Tralascio il primo per benevolenza, ma sul secondo, certo che ci ha azzeccato. Eccome!
Ormai è passato almeno un anno da quando a Borgo sono iniziati i lavori per le strade; così pure la tratta con Cuneo è stata interessata su diversi fronti che, tra scavi e rotonde, riportano alla memoria le "gincane" di anni fa. Ovviamente i lunghi tempi di percorrenza e le code sono all'ordine del giorno, ma va riconosciuto che il senso civico di noi "bogianen" è encomiabile. Anche se qualche malumore incomincia a trasparire ed i fondi stradali incerottati non sono il massimo per la viabilità.
Si poteva fare diversamente? È una domanda che mi sento rivolgere ogni giorno. È ovvio che le opere pubbliche denotano una dinamicità da parte delle amministrazioni comunali, anche se qualche dubbio sulla loro ormai superata attualità ho già espresso tempo fa; e mi auguro di sbagliarmi.

Un monito: ricordo che un mio vecchio assessore, del quale mantengo un nitido ricordo, anche per quel rispetto reverenziale nei miei confronti, che in quei tempi pensavo di non meritare - avrei potuto essere suo figlio - mi diceva sempre: "Le cose che fai sotto terra non portano voti!"
Detto in piemontese era ancor più colorito. Non vedo questo pericolo per l'amministrazione attuale, ma forse più vicinanza e comprensione per i disagi della gente di Borgo, in questi periodi, non avrebbe guastato.
Marco Borgogno – ex sindaco di Borgo S.D.














