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Attualità | 17 luglio 2026, 15:56

Cavallerleone, è polemica sull'ordinanza che vieta di dare cibo ai gatti: intervengono Asl e le associazioni animaliste

Enpa e Oipa chiedono il riconoscimento della colonia felina di via Roma e la revisione del provvedimento comunale. Il sindaco Peretti: "L'obiettivo è tutelare igiene e salute pubblica, non ostacolare chi si occupa degli animali". I veterinari dell'Asl Cn1 hanno effettuato un sopralluogo in mattinata

L'area di via Roma con le siepi dove sono state posizionate le ciotole con il cibo per gatti

L'area di via Roma con le siepi dove sono state posizionate le ciotole con il cibo per gatti

Sta facendo discutere a Cavallerleone, paese nella pianura tra Savigliano e Racconigi, l'ordinanza comunale che disciplina l'alimentazione dei gatti randagi e la prevenzione delle colonie feline. Al centro della polemica ci sono i cartelli affissi in via Roma 2, nell'area del parcheggio vicino al castello, dove abitualmente vengono alimentati alcuni gatti. 

I cartelli richiamano l'ordinanza del 6 luglio scorso, che vieta alle persone non autorizzate di lasciare cibo ai gatti, abbandonare scarti alimentari sul suolo pubblico, introdurre gatti randagi provenienti da altri territori e spostare animali senza autorizzazione del Comune o dell'Asl. 

La vicenda è stata contestata dall'Enpa (Ente nazionale protezione animali) di Saluzzo e dalle Guardie Eco-Zoofile dell'Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali), che sostengono come la colonia felina di via Roma fosse già stata censita il 24 giugno con richiesta di riconoscimento protocollata in Comune. 

Le due associazioni chiedono la revisione dell'ordinanza e il riconoscimento ufficiale della colonia felina, indicandone come responsabile una volontaria dell'Enpa che opera tra Racconigi e Cavallerleone. Secondo Enpa e Oipa il divieto generalizzato di alimentare i gatti randagi sarebbe in contrasto con la normativa nazionale e regionale sulla tutela degli animali. 

Il sindaco di Cavallerleone Marcellino Peretti respinge però l'interpretazione secondo cui il provvedimento comunale sarebbe contro gli animali. "Non sono contrario alle colonie feline, anzi – spiega Peretti – l'ordinanza non nasce per impedire l'alimentazione dei gatti, ma esclusivamente per motivi igienico-sanitari. Sono state segnalate situazioni in cui era stato lasciato cibo avariato, con possibili ripercussioni sull'igiene e sulla salute pubblica. L'obiettivo del provvedimento – continua Peretti - è regolamentare la gestione di queste situazioni, non di ostacolare chi si occupa degli animali. Il Comune sta valutando la situazione insieme agli organi competenti e al Servizio veterinario dell'Asl Cn1. Sono in corso gli accertamenti necessari per verificare la presenza dei requisiti previsti dalla normativa e procedere alla regolarizzazione della situazione". 

Nella mattinata di oggi, venerdì 17 luglio, sono intervenuti i veterinari dell'Asl Cn1 che hanno effettuato un sopralluogo e stanno seguendo l'evolversi della situazione, in attesa degli ulteriori accertamenti necessari per valutare la regolarizzazione della colonia felina secondo quanto previsto dalla normativa vigente. 

I gatti presenti sono animali liberi che, per loro natura, si spostano sul territorio e non rimangono necessariamente nello stesso punto. Per questo motivo è in corso una valutazione per verificare se sussistano i presupposti previsti dalla legge per il riconoscimento di una colonia felina, intesa come un gruppo stabile di gatti che vive abitualmente in una determinata area. Qualora la colonia venga riconosciuta, la normativa prevede l'individuazione di un responsabile incaricato dal Comune, che opererà in collaborazione con il Servizio Veterinario dell'Asl per il censimento degli animali, la loro tutela e gli eventuali interventi di sterilizzazione.

Anna Maria Parola

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