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Politica | 18 luglio 2026, 16:51

Calderoni: “La carenza di pediatri è l’ennesimo segnale del disagio della sanità territoriale”

Il consigliere regionale del Pd critica la riorganizzazione annunciata dall’Asl Cn1 e avverte: senza servizi pubblici di qualità, le aree interne della Granda rischiano un ulteriore indebolimento

Calderoni: “La carenza di pediatri è l’ennesimo segnale del disagio della sanità territoriale”

Dal consigliere regionale del PD Mauro Calderoni riceviamo e pubblichiamo:

"La vicenda della cessazione dell'attività di due pediatre nel Distretto Sud Ovest dell'ASL CN1 e della loro sostituzione soltanto a partire, presumibilmente, dal mese di ottobre è l'ennesimo segnale del progressivo impoverimento della sanità territoriale nelle aree interne del Piemonte. A pagare il prezzo di questa situazione sono ancora una volta le famiglie, costrette a fare i conti con una crescente incertezza nell'accesso a un servizio fondamentale".

Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, commentando la riorganizzazione annunciata dall'ASL CN1.

"Va riconosciuto lo sforzo dell'ASL e dei professionisti che hanno dato la disponibilità a garantire la continuità assistenziale in una fase di emergenza. Il problema, però, non è l'impegno degli operatori, ma una politica sanitaria regionale che da anni rincorre le emergenze invece di prevenirle".

"Colpisce inoltre il tono di alcuni comunicati diffusi in questi giorni, che presentano come una novità positiva quella che, nella realtà, è una gestione obbligata di una grave carenza di pediatri. Un pediatra annunciato ad ottobre in sostituzione due che cessano l'attività adesso, non è un successo. Le famiglie non vedono un potenziamento del servizio: vedono medici che se ne vanno, ambulatori che vengono accorpati e distanze che aumentano".

Per Calderoni la questione supera il singolo episodio.

"La progressiva riduzione dei servizi sanitari è uno dei principali fattori che rendono sempre più difficile vivere nelle valli, nelle aree montane e nei territori rurali della Granda e del Piemonte. Se una famiglia sa che sarà più complicato trovare un pediatra, un medico di medicina generale o accedere ai servizi territoriali, sarà inevitabilmente meno incentivata a scegliere questi territori per vivere e lavorare. Lo spopolamento non si combatte con gli slogan, ma garantendo servizi pubblici di qualità".

"La Giunta Cirio continua a parlare di valorizzazione delle aree interne, ma la realtà racconta altro, ma senza un piano per rendere attrattiva la medicina e la pediatria territoriale nelle zone periferiche, senza incentivi adeguati e una programmazione capace di anticipare pensionamenti e trasferimenti, continueremo a rincorrere le emergenze, scaricandone i costi sulle famiglie. La sanità pubblica è il primo presidio di cittadinanza. Quando arretra nelle valli e nelle campagne, arretra anche la possibilità di continuare a viverci".

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