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Attualità | 21 luglio 2026, 16:55

Ex teatro Gil e Grandis, il Comune di Cuneo apre il confronto sul futuro degli edifici di proprietà regionale

In Consiglio comunale la nuova interpellanza di Ugo Sturlese. L'assessore Spedale risponde: “L'unico spazio che continuerà a essere utilizzato sarà la palestra. A settembre incontreremo la Regione per valutare il recupero e nuovi utilizzi”

Ex teatro Gil e Grandis, il Comune di Cuneo apre il confronto sul futuro degli edifici di proprietà regionale

A settembre l'Istituto di istruzione superiore Grandis lascerà definitivamente la storica sede di corso IV Novembre per trasferirsi in corso Alcide De Gasperi 40 nel nuovo polo scolastico ricavato nell'edificio dell'ex Provveditorato agli Studi, demolito e ricostruito secondo gli attuali criteri dell'edilizia scolastica.

I locali occupati fino al termine dell'anno scolastico resteranno quindi vuoti, così come continua a rimanere inutilizzato l'edificio dell'ex teatro GIL, anch'esso affacciato su corso IV Novembre e di proprietà della Regione Piemonte.

La questione è tornata all'attenzione del Consiglio comunale nella seduta di lunedì 20 luglio, con un'interpellanza del consigliere Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni), che ha chiesto al Comune di farsi promotore di un confronto con Regione e Provincia per favorire il recupero e il riutilizzo dei due immobili.

A riaccendere il dibattito, ha spiegato lo stesso consigliere, sono state le sollecitazioni arrivate da associazioni del quartiere Cuneo Centro e da alcuni residenti, che vedono in questi spazi un'opportunità per dotare la zona di un luogo di aggregazione, in particolare per i giovani. L'idea rilanciata da Sturlese è quella di valorizzare soprattutto gli spazi collegati all'ex teatro GIL, immaginando la nascita di una "Isola delle Arti", destinata a ospitare attività culturali, laboratori, sale prova ed eventi. Tra le proposte figurano anche la possibilità di destinare il complesso a Liceo Musicale e la riqualificazione del cortile interno attraverso la depavimentazione e la piantumazione di nuovi alberi.

Il consigliere ha inoltre ricordato l'esperienza dell'associazione Cherosene, che negli anni Novanta aveva animato quegli spazi, sottolineando come il complesso, realizzato in stile neorazionalista e ormai ultrassettantenne, rappresenti un patrimonio architettonico da preservare e restituire alla città.

È certamente un tema seguito e caro a questa amministrazione, ma anche alla precedente”, ha risposto l'assessore all'Urbanistica e alla Valorizzazione del patrimonio Alessandro Spedale, ricordando come l'ex teatro GIL fosse stato inserito, insieme ad altri immobili del quartiere, nella candidatura al bando "Benessere al Centro" della Compagnia di San Paolo, attraverso studi di prefattibilità che però non hanno poi trovato una concreta attuazione.

L'assessore ha quindi spiegato che il trasferimento del Grandis apre ora uno scenario nuovo. La Provincia, infatti, ha definito il proprio piano di razionalizzazione delle sedi scolastiche e, una volta completato lo spostamento nel nuovo polo, non prevede di destinare l'attuale edificio di corso IV Novembre ad altre scuole superiori.

L'unico spazio che continuerà a essere utilizzato sarà la palestra, che resterà a servizio degli istituti superiori - ha spiegato Spedale -. Per il resto né le aule del Grandis né l'ex teatro GIL rientrano nelle future esigenze della Provincia”.

Proprio questo cambiamento porterà il Comune ad aprire un confronto con la Regione Piemonte, proprietaria dell'ex teatro GIL.

Se non riusciremo entro agosto, lo faremo certamente a settembre - ha annunciato l'assessore -. Vogliamo incontrare la Regione per capire quali siano le intenzioni sia rispetto ai propri spazi sia rispetto agli immobili che potranno rendersi disponibili per la città”.

Nel confronto, ha precisato Spedale, potrebbe trovare spazio anche l'ipotesi di una diversa organizzazione degli uffici regionali. Un'eventualità che riguarderebbe l'edificio lasciato libero dal Grandis e non l'ex teatro GIL, che resta un immobile distinto e sottoposto a vincolo storico.

L'ex GIL non potrà essere demolito - ha sottolineato -. È un bene vincolato e dovrà essere recuperato. Ci sono già realtà che utilizzano alcuni spazi del comparto, come la banda Duccio Galimberti, e proprio su quest'area potrebbe svilupparsi un progetto importante. Naturalmente serviranno il via libera della Regione e le risorse economiche necessarie”.

Spedale ha infine rassicurato il consigliere anche sul possibile utilizzo futuro degli spazi, escludendo preclusioni verso attività associative o culturali. “Non abbiamo alcun timore che possano nascere esperienze come quella di Cherosene. Il nostro obiettivo è capire se la Regione sarà disponibile a concedere gli immobili e, soprattutto, trovare i finanziamenti indispensabili per trasformare queste idee in un progetto concreto”.

Il confronto con la Regione, atteso dopo l'estate, rappresenterà quindi il primo passo per definire il destino di due edifici simbolo di corso IV Novembre che, pur seguendo percorsi amministrativi differenti, potrebbero aprire una nuova fase di riqualificazione e restituzione alla città.

Sara Aschero

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