La Provincia di Cuneo rafforza le misure di contrasto alla Peste Suina Africana (Psa). Nella seduta di ieri, lunedì 27 luglio, il Consiglio provinciale ha approvato l'aggiornamento del regolamento sui compensi destinati agli operatori impegnati nel contenimento della specie cinghiale.
L'obiettivo del provvedimento è sostenere un ulteriore incremento degli interventi di depopolamento per rallentare la diffusione del virus sul territorio.
Le nuove disposizioni recepiscono le indicazioni del commissario straordinario alla Psa e differenziano gli incentivi in base al livello di rischio epidemiologico. Il piano interessa le zone soggette a restrizione I, II e III, le zone di controllo dell'espansione virale (Cev), le aree di riduzione della densità e le zone bianche, dove si persegue il cosiddetto "vuoto biologico".
Per contenere la capacità riproduttiva della specie, gli incentivi sono rivolti in modo particolare all'abbattimento di femmine adulte e subadulte.
Nelle aree più sensibili il compenso individuale sale fino a 90 euro per giornata in presenza di almeno un abbattimento di questa categoria, valore allineato agli standard europei e applicato dalle Asl territoriali.
Nel caso di interventi collettivi particolarmente efficaci nelle zone a restrizione, il contributo può raggiungere i 270 euro a giornata.
La misura intende valorizzare la collaborazione tra la Polizia locale provinciale, i cacciatori e i soggetti attuatori dei piani di controllo, a tutela del comparto zootecnico e dell'economia agricola locale.
Dall'inizio dell'emergenza sanitaria, le attività venatorie e di gestione della specie hanno consentito l'abbattimento di oltre 35.500 capi.
"L'arrivo dei primi casi di Psa nella nostra provincia nel maggio scorso e il conseguente ampliamento delle aree soggette a restrizione impongono una risposta immediata e determinata da parte di tutte le istituzioni coinvolte – hanno sottolineato il presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, e il consigliere provinciale delegato alla Peste Suina Africana, Silvano Dovetta –. Per questo abbiamo scelto di rafforzare ulteriormente gli incentivi destinati agli operatori che collaborano alle attività di contenimento del cinghiale, riconoscendo concretamente il loro impegno sul territorio, che ha permesso di abbattere oltre 35.500 capi tra attività venatoria e controllo dall'inizio dell'epidemia. Ridurre la densità della specie nelle zone più sensibili rappresenta oggi una delle misure più efficaci per limitare la diffusione della malattia e difendere il patrimonio zootecnico cuneese. La Provincia di Cuneo continuerà a lavorare in stretta collaborazione con Regione Piemonte, strutture sanitarie, mondo agricolo e associazioni venatorie affinché il territorio possa affrontare questa emergenza con la massima efficacia e tempestività".















