"La montagnaterapia può sembrare solo una passeggiata, ma è in realtà un percorso costruito con attenzione, con obiettivi precisi, diverse professionalità coinvolte e risultati che possono essere osservati e valutati. La Regione Piemonte deve riconoscere e sostenere le esperienze che già funzionano sui nostri territori". Lo dichiara la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Giulia Marro, che nei giorni scorsi ha partecipato, in Valle Maira, a una delle attività del progetto "In Cammino con i Lupi", rivolto a giovani adulti nello spettro autistico.
La consigliera ha accompagnato il gruppo durante la salita verso il Lago Nero, in Valle Maira, prima tappa di quattro giorni in alta quota che concludevano un percorso di preparazione svolto nei mesi precedenti.
"La salita era impegnativa – racconta Marro – ma ho visto i ragazzi aspettarsi, incoraggiarsi e offrire una mano nei passaggi più difficili. Ho visto operatori, infermieri, educatori dell'ASL di Torino, guide e accompagnatori del Club Alpino Italiano di Cuneo, Bra e Piemonte lavorare insieme con attenzione e competenza. Intorno a ogni partecipante esisteva una rete capace di accompagnare, sostenere e intervenire quando necessario".
"In Cammino con i Lupi" è sostenuto, per il biennio 2026-2027, dal progetto nazionale Tip Top Mountain, promosso dal Ministero per le Disabilità con il CAI come capofila, dalla Fondazione CRC attraverso il bando Vitae e da Banca CRS. Grazie a queste risorse, le famiglie non devono sostenere direttamente i costi dell'esperienza.
"In Piemonte esistono già progetti capaci di tenere insieme prevenzione sanitaria, inclusione sociale, autonomia delle persone con disabilità e valorizzazione delle montagne – sottolinea la consigliera –. Esperienze importanti, che però continuano troppo spesso a dipendere da bandi temporanei, fondazioni bancarie e dall'impegno di operatori e volontari".
Nel territorio cuneese sono attive diverse altre iniziative che mettono in relazione salute, inclusione e ambiente montano, tra cui quelle sviluppate nell'ambito di Terres Monviso e le attività promosse dai servizi sociosanitari, dalle associazioni e dalle sezioni locali del Cai.
A spiegare il lavoro scientifico e professionale alla base di questi percorsi è stato Roberto Keller, direttore del Centro regionale per i disturbi dello spettro autistico in età adulta dell'ASL Città di Torino. "È stato un intervento essenziale – osserva Marro – per capire che camminare fa bene, ma non ogni escursione può essere definita terapia. Per poter essere tale servono preparazione, obiettivi definiti, professionisti competenti, continuità e valutazione dei risultati".
Per sostenere e mettere a sistema queste esperienze, Marro annuncia la presentazione di un emendamento alla variazione di bilancio regionale.
"Chiederemo un primo stanziamento sperimentale destinato alla montagnaterapia e ai progetti abilitativi realizzati in ambiente naturale – spiega –. L'obiettivo è sostenere le esperienze più solide, metterle in rete e valutarne i risultati, per arrivare successivamente a un finanziamento strutturale che colleghi politiche sanitarie, sociali, del lavoro e della montagna".
Il messaggio è chiaro: la montagna non è solo una pista da innevare. E i costi della sanità possono essere ridotti se si punta sulla prevenzione. La Giunta regionale accetterà questa sfida?














