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Politica | 29 luglio 2026, 10:05

Provinciali 2026, Giraudo sfida gli accordi: “Il centrodestra abbia il coraggio di correre da solo”

Il sindaco di Roccavione ed esponente di Fratelli d'Italia Cuneo conferma la disponibilità alla candidatura e boccia l’ipotesi di una lista unica con posti già assegnati: “Prima del voto servono chiarezza, coerenza e rispetto per gli amministratori”

Paolo Giraudo con William Casoni, presidente provinciale di Fratelli d'Italia Cuneo

Paolo Giraudo con William Casoni, presidente provinciale di Fratelli d'Italia Cuneo

Se a Cuneo il clima si è surriscaldato tra i vari gruppi politici e civici in vista delle elezioni Comunali in calendario nel 2027, per quelle Provinciali di fine estate o inizio autunno parrebbe piuttosto congelato.

Un appuntamento elettorale che chiamerà al voto i primi cittadini e amministratori comunali della Granda per scegliere chi comporrà il prossimo Consiglio provinciale e il suo presidente.

Anche qui iniziano i primi timidi tentativi di intese e accordi tra chi vorrebbe una lista unica e chi ancora non si sbilancia. Se da una parte in questo gioco strategico di potere il quadro non è ancora definito, dall'altra c'è una sicurezza. C'è chi non ha avuto alcuna riserva e ha annunciato pubblicamente la propria disponibilità a rappresentare il territorio provinciale, è il caso del sindaco di Roccavione Paolo Giraudo. Non ha fatto mistero della propria volontà a candidarsi in una recente intervista al nostro giornale.

Oggi, però, alla luce di alcune dinamiche degli ultimi giorni rispetto a un'ipotetica regia e un progetto con tanto di assegnazione degli scranni preconfezionato tra schieramenti Giraudo esprime scetticismo.

Una cosa è discutere responsabilmente della figura del presidente – spiega -, altra cosa è costruire un’unica lista per il Consiglio provinciale assegnando preventivamente posti e rappresentanze tra forze politiche diverse. Sarebbe un’operazione poco trasparente e difficilmente comprensibile per i cittadini. Sindaci e consiglieri comunali devono poter scegliere tra persone, programmi e proposte politiche riconoscibili, non limitarsi a ratificare accordi già decisi nelle stanze dei partiti”. 

Entrato a far parte nei mesi scorsi del comitato provinciale di Fratelli d'Italia ritiene che “il centrodestra debba avere coraggio e osare presentando una propria lista, misurando il proprio consenso e provando a vincere”. E aggiunge:“Non avrebbe senso essere maggioranza nel Paese e in Regione e poi rinunciare a rappresentare chiaramente la propria identità in Provincia – sostiene -. Il dialogo istituzionale viene dopo il voto ed è sempre necessario. Prima del voto servono invece chiarezza, coerenza e rispetto per gli amministratori chiamati a scegliere. Gli inciuci preventivi, qualunque nome si voglia dare loro, non fanno bene né alla politica né alle istituzioni”. 

Se venisse indicato come candidato del suo partito confermerebbe la propria disponibilità “con spirito di servizio e senza rivendicazioni personali”

Ancora una volta Giraudo ricorda come il ruolo di amministratore di una realtà piccola e montana non si limiti ai soli confini geografici, ma è una responsabilità che va condivisa con i territori limitrofi, un lavoro che funge da 'palestra' quotidiana valido per impegni a diversi livelli.

Credo che Fratelli d’Italia – sollecita - abbia oggi l’opportunità di valorizzare amministratori che conoscono da vicino i piccoli Comuni, le valli e le esigenze concrete del territorio. Naturalmente le scelte spettano al partito e saranno il risultato di un confronto interno, ma i tempi sono maturi per definire una linea chiara, indicare le priorità e individuare le persone chiamate a rappresentarle. Qualora ritenesse che la mia esperienza possa essere utile, sarei pronto ad assumermi questa responsabilità”.

Sara Aschero

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