“L’avvicinarsi delle zone di restrizione al cuore del distretto suinicolo cuneese rende ancora più urgente rafforzare le misure di contenimento della PSA, sia attraverso un innalzamento della biosicurezza e della sorveglianza negli allevamenti sia, soprattutto, affiancando un’azione più incisiva di contenimento dei cinghiali. Molto è stato fatto, su questo fronte, dalla Provincia di Cuneo, ma la situazione impone oggi un ulteriore sforzo. Per questo motivo abbiamo interpellato i nostri associati del comparto chiedendo la loro disponibilità a sostenere, attraverso una forma volontaria di contribuzione, un piano straordinario di incentivazione degli abbattimenti dei cinghiali, finalizzato a rafforzare l’attività dei selecontrollori e a proteggere il territorio prima che il virus raggiunga il cuore del distretto suinicolo provinciale”. Arriva da Confagricoltura Cuneo, attraverso una lettera firmata dal presidente Enrico Allasia e dal direttore Roberto Abellonio, la proposta concreta lanciata alla filiera suinicola del territorio per incentivare economicamente l’attività di abbattimento nelle aree individuate dal Ministero e dal Commissario straordinario, affiancando gli strumenti già oggi previsti.
L’emanazione del Regolamento di esecuzione (UE) n. 2026/1795 del 20 luglio 2026 ha determinato un ampliamento delle zone di restrizione per la Peste suina africana (PSA) nella provincia di Cuneo, con l’ingresso di nuovi Comuni nella zona di restrizione I. Si tratta di un provvedimento che desta forte preoccupazione, poiché interessa un’area strategica per la suinicoltura provinciale, nella quale si concentra una quota rilevantissima degli allevamenti e del patrimonio suinicolo della Granda, che nel suo complesso conta circa 900.000 capi.
Il passaggio di 22 Comuni dalla zona libera alla zona di restrizione I coinvolge, infatti, circa 48.000 suini, di cui 25.600 animali da ingrasso e circa 22.000 capi negli allevamenti da riproduzione, comprendenti circa 5.000 scrofe e migliaia di suinetti. Una situazione che comporta conseguenze molto pesanti sia per le aziende direttamente interessate sia per l’intera filiera suinicola cuneese.
“L’esperienza maturata in altre regioni e province italiane dimostra che il ricorso ai selecontrollori, opportunamente organizzati e sostenuti, ha consentito di ottenere risultati significativi nella riduzione della popolazione di cinghiali – prosegue Enrico Allasia –. Per questo motivo la nostra iniziativa, se valutata positivamente dalle aziende, sarà sottoposta nelle prossime settimane alle istituzioni competenti per valutarne la concreta attuazione”.
“Il virus continua ad avanzare e non possiamo permetterci ulteriori ritardi – aggiunge Roberto Abellonio –. Per questo continueremo a sollecitare la Regione Piemonte affinché venga attivato con la massima urgenza un piano straordinario di contenimento della fauna selvatica che preveda il pieno coinvolgimento dei selecontrollori, anche organizzati in squadre operative, in stretto coordinamento con la Polizia Provinciale e i Carabinieri Forestali, con interventi programmati sia in orario diurno sia notturno e con adeguati rimborsi delle spese sostenute. Così come continueremo a chiedere che siano garantiti ristori economici per le aziende già interessate dalle restrizioni e per quelle che, qualora l’emergenza dovesse aggravarsi, dovessero essere chiamate ad adottare misure straordinarie. Gli ultimi indennizzi ricevuti dalle aziende risalgono infatti all’ottobre 2024”.














