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Attualità | 11 agosto 2026, 18:14

Monsignor Guido Marini torna a Roburent: una targa per ricordare quattro figure legate al territorio

Il Vescovo di Tortona, già Primo Maestro delle Cerimonie Pontificie, celebrerà la Messa domenica 23 agosto. Nel cimitero del capoluogo saranno ricordati il cardinale Montezemolo, il vescovo Cuniberti, don Giuseppe Dogliani e due sacerdoti scomparsi in paese

Monsignor Guido Marini torna a Roburent:  una targa per ricordare quattro figure legate al territorio

Sarà ancora una volta un ritorno alle radici, ai luoghi della giovinezza e ai ricordi legati a Codevilla quello di monsignor Guido Marini, Vescovo di Tortona e già Primo Maestro delle Cerimonie Pontificie. Come ogni anno, il presule tornerà a far visita alla Parrocchia di San Siro a Roburent, in un appuntamento che quest'anno avrà anche un particolare significato commemorativo.

La data scelta è quella di domenica 23 agosto, quando alle 10.30 monsignor Marini celebrerà la Santa Messa. Al termine, il Vescovo benedirà una nuova targa voluta dal sindaco Emiliano Negro e dall'Amministrazione comunale, pensata per mantenere viva la memoria di alcuni ecclesiastici che hanno avuto un legame particolarmente significativo con il territorio.

La targa sarà collocata nella Cappella dei Sacerdoti del cimitero del capoluogo e ricorderà il cardinale Montezemolo e il vescovo Cuniberti, entrambi Cittadini Onorari, insieme a don Giuseppe Dogliani, sacerdote e Cappellano dei Partigiani, ucciso dai nazisti sul territorio comunale il 22 marzo 1944.

La cerimonia sarà anche l'occasione per scoprire le lapidi di altri due sacerdoti legati a Roburent, le cui tombe erano precedentemente collocate nelle sepolture personali e che ora saranno riunite nel sacello sacerdotale. Si tratta di don Francesco Carlo Lubatti e don Matteo Promis, due figure che hanno attraversato, con percorsi diversi, la storia religiosa del territorio.

Don Francesco Carlo Lubatti nacque il 3 aprile 1825. La sua attività pastorale fu caratterizzata soprattutto dall'impegno nell'insegnamento: prestò servizio nel Collegio Vescovile di Mondovì Piazza e nelle Scuole Apostoliche presso il Santuario Diocesano di Vicoforte, del quale fu anche rettore, un incarico di particolare rilievo nella vita ecclesiastica dell'epoca.

In tarda età si ritirò a Roburent insieme all'arciprete di San Siro, don Francesco Fontana, suo amico e originario di Magliano Alpi. Don Lubatti morì il 17 gennaio 1899.

Anche la vicenda di don Matteo Promis è strettamente intrecciata con la storia religiosa della provincia di Cuneo. Nato a Roburent il 4 maggio 1874, venne ordinato sacerdote il 26 novembre 1897. Nello stesso anno fu nominato vicecurato a Rocca de' Baldi, mentre nel 1905 assunse l'incarico di rettore della Cappella di Santa Croce alla Pra di Bene Vagienna.

Nel 1912 don Promis divenne cappellano della Certosa di Pesio, luogo che, dopo la soppressione napoleonica della metà dell'Ottocento, era stato trasformato in uno stabilimento idroterapico di proprietà del cavalier Giuseppe Avena e frequentato dall'alta società europea.

Alla fine dello stesso anno don Promis fece ritorno nella sua Roburent, dove continuò a prestare servizio nella parrocchia di San Siro. Rimase legato alla comunità fino alla morte, avvenuta proprio a Roburent il 19 maggio 1961, all'età di 87 anni.

La cerimonia del 23 agosto unirà dunque la memoria di sacerdoti vissuti in epoche differenti, ma accomunati dal rapporto con Roburent e con il suo territorio. Un momento che vuole essere non soltanto religioso, ma anche di memoria civile e storica, attraverso il ricordo di chi ha lasciato una traccia nella comunità.

È prevista la presenza dei familiari dei commemorati, oltre a diverse autorità, che parteciperanno alla celebrazione e alla successiva benedizione della targa e delle lapidi.

Per Roburent sarà anche l'occasione per accogliere nuovamente monsignor Guido Marini, che torna in un luogo al quale è particolarmente legato. Un appuntamento ormai divenuto tradizione, nel quale il ricordo personale del Vescovo si intreccia quest'anno con quello, più ampio, di uomini di Chiesa che hanno segnato la storia del territorio.

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