Riceviamo e pubblichiamo:
Egregio direttore,
In dieci anni il Piemonte ha perso più di 46.000 artigiani (oltre mille solo nella nostra Granda). I numeri della CGIA di Mestre dicono quello che vediamo tutti i giorni.
"Ho chiamato l'elettricista una settimana fa per una lampadina bruciata e non è ancora venuto". Quante volte lo sentiamo? Ed è normale: se c'è un'emergenza corre, ma per una lampadina non ha tempo perché è sommerso dal lavoro nei cantieri con priorità.
Ma di chi è la responsabilità? Non certo dei ragazzi: a 12 o 13 anni non si sceglie in totale autonomia, ma in base al contesto in cui si cresce, alle aspettative e alle frasi che si sentono ripetere ogni giorno. La mia non è una critica ai singoli genitori, ma alla società nel suo complesso, che per decenni ci ha instillato un'idea sbagliata: "Se sei bravo devi fare il liceo".
Quando è toccato a me scegliere la scuola superiore, ho fatto la pecora nera. In direzione ostinata e contraria rispetto a quello che mi dicevano, ho scelto l'IIS Vallauri di Fossano. Una decisione che rifarei domani mattina e che i miei genitori hanno appoggiato.
Negli anni, da cittadino prima e da Sindaco oggi, ho continuato a ripetere che gli istituti tecnici e professionali non sono di serie B. In azienda lo vedo quotidianamente: realtà come il Vallauri, il CNOS FAP di Fossano o l'IPSIA di Savigliano (per citare quelle attorno a Genola) hanno la coda di imprenditori fuori dalla porta che fanno a gara per "prenotare" i ragazzi prima ancora del diploma, approfittando delle opportunità di incontro che le scuole organizzano con gli studenti. (Motivo per cui, da parlamentare, sostenni con convinzione la riforma degli ITS).
Un tempo si diceva: "Un figlio allo Stato, uno alla Chiesa, uno all'azienda di famiglia".
Oggi dovremmo avere il coraggio di dire: "Un figlio laureato e un figlio muratore".
Con una realtà che facciamo ancora fatica ad accettare: quel figlio muratore o elettricista lavora dal giorno dopo la qualifica e guadagna spesso molto più di tanti laureati precari.
La mia vuole essere una provocazione, lo so, ma spero possa servire a smuovere il dibattito e a far riflettere famiglie e ragazzi prima dell'inizio del prossimo anno scolastico.
Buona festa dell'Assunta e buon Ferragosto a tutti.
On. Flavio Gastaldi, Sindaco di Genola e Presidente Unione del Fossanese














