Connessioni. È questo il fil rouge della sessantacinquesima edizione della Mostra del Fungo di Ceva che quest'anno ha ottenuto in riconoscimento internazionale, che si terrà sabato 19 e domenica 20 settembre.

Una parola che racconta prima di tutto il mondo invisibile che vive sotto i nostri piedi: una straordinaria rete di filamenti fungini che collega le radici delle piante, favorisce lo scambio di nutrienti e contribuisce all’equilibrio del bosco. Una rete silenziosa e antichissima, di cui i funghi ne sono gli architetti, così anche l’uomo è tessitore di connessioni: tra generazioni che tramandano saperi, tra chi studia e chi raccoglie, tra tradizione e nuove conoscenze, tra un territorio e la comunità che lo vive.
È in questo intreccio che Ceva si prepara a diventare ancora una volta un punto di incontro: un nodo di una rete che parte dal territorio e si apre al mondo, mettendo al centro il fungo come patrimonio naturale, culturale e identitario.

[Il sindaco di Ceva, Fabio Mottinelli alla presentazione della Mostra del Fungo in Fondazione CRC]
"La Mostra del Fungo è uno degli appuntamenti più identitari e autorevoli della nostra città: un evento che nel tempo ha saputo crescere, consolidarsi e conquistare un riconoscimento che oggi supera i confini locali, fino a diventare internazionale, con il riconoscimento dalla Regione Piemonte - dichiara il sindaco, Fabio Mottinelli -. Per Ceva è un motivo di grande orgoglio e allo stesso tempo una straordinaria responsabilità. Il fungo è infatti molto più di un prodotto della nostra terra: è un vero e proprio emblema del territorio, capace di raccontarne la ricchezza ambientale, la biodiversità, la cultura e il rapporto profondo tra uomo e natura. La forza della Mostra sta però nella capacità di unire anime diverse: da una parte l’autorevolezza della ricerca scientifica, della conoscenza e dell’esposizione micologica, garantita dall’importante lavoro del Gruppo Micologico Cebano, che da sempre conferisce alla manifestazione quel rigore e quella competenza che ne costituiscono un tratto distintivo. Dall’altra, la dimensione più popolare e coinvolgente: la curiosità, la scoperta, l’enogastronomia, gli incontri e il piacere di vivere Ceva e il suo territorio. È proprio questo equilibrio tra autorevolezza e leggerezza, conoscenza e divertimento, tradizione e capacità di rinnovarsi ad aver permesso alla Mostra di arrivare a questo importante traguardo. Come Amministrazione comunale siamo orgogliosi di una manifestazione che contribuisce a dare prestigio a Ceva e che, ogni anno, porta il nostro nome e quello del nostro territorio ben oltre i confini della nostra comunità. Un grazie va a tutte le Associazioni, agli espositori, ai commercianti, ai volontari, alle istituzioni e a tutti coloro che rendono possibile questo appuntamento. Un ringraziamento a chi ci ha condotto fino qui dal passato: precedenti amministrazioni comunali, Associazioni, cittadini, tutti coloro che in tutti questi anni hanno lavorato per arrivare a questo riconoscimento, compresa l'attuale Amministrazione e i collaboratori degli Uffici comunali".

[L'edizione 2025]
Quest’anno la Mostra del Fungo cambia passo: due giornate “piene”, anticipate da un programma ampio e articolato e soprattutto... tante connessioni...
"È proprio questa la parola che abbiamo scelto per raccontare l’edizione 2026 - spiega l'assessore alle manifestazioni, Luca Prato -. perché i funghi, in fondo, ci insegnano qualcosa di straordinariamente attuale: sotto i nostri piedi si estende infatti una delle reti di comunicazione più antiche del pianeta. Una trama immensa di filamenti fungini che attraversa il terreno e mette in relazione le radici, consentendo agli alberi di comunicare e di vivere una straordinaria forma di simbiosi. I funghi sono, in questo sistema, veri e propri architetti di una rete invisibile ma fondamentale. Abbiamo voluto prendere questa immagine come metafora della Mostra: connettere. Connettere non soltanto le persone ai funghi, la conoscenza alla curiosità, la scienza all'esperienza, ma anche le persone tra loro, le istituzioni, le Associazioni, i commercianti, le attività economiche e le diverse realtà del nostro territorio. Una Mostra, quindi, che non vuole soltanto celebrare il fungo, ma costruire relazioni e rafforzare una comunità. Perché chi conosce, valorizza e celebra il proprio territorio diventa anche un custode della sua identità e delle sue risorse. In questa prospettiva assume un valore particolare la collaborazione con i commercianti cebani, che quest’anno abbiamo voluto coinvolgere ancora di più nel percorso della manifestazione. È un esempio concreto di come una grande iniziativa cittadina possa diventare patrimonio condiviso e occasione per mettere in rete competenze, attività e persone. Due giornate, dunque, ma tante direzioni: la dimensione scientifica e quella divulgativa, l’enogastronomia e la cultura, la scoperta e il divertimento, il centro cittadino e il territorio. Una rete, proprio come quella invisibile che vive sotto i nostri piedi. Per questo il mio grazie va a tutti coloro che hanno contribuito a costruire questa edizione: al Gruppo Micologico Cebano, alle Associazioni, ai commercianti, agli espositori, alle istituzioni, ai volontari e a tutte le persone che hanno scelto di mettere a disposizione tempo, idee ed energie. Grazie al territorio, perché una Mostra così può esistere soltanto quando un territorio sceglie di fare rete".

[L'assessore alle manifestazioni, Luca Prato]
IL GRUPPO MICOLOGICO
Per la 65^ edizione la Mostra del fungo di Ceva è stata riconosciuta internazionale come poche altre iniziative in Regione Piemonte.
"Un traguardo importante raggiunto con la passione e la dedizione di tutti coloro che dal 1962 ad oggi si sono impegnati e si impegnano per mantenere l’elevato livello scientifico, e non solo, dell’evento - dice Giorgio Raviolo, presidente del Gruppo Micologico Cebano, "Rebaudengo-Peyronel", uno tra i più antichi del nostro Paese -. Vorrei accomunare tutti in un forte e riconoscente abbraccio. Chi ci ha già preceduto e chi continua oggi, raccogliendone il testimone. A rappresentare tutti, un ricordo con affetto e riconoscenza del nostro primo presidente, Ernesto Rebaudengo, e del suo successore, Giovanni Scola. È un traguardo, ma anche una tappa che ci impegna e ci sfida a dare il meglio di noi. I risultati si devono soprattutto alla collaborazione, all’impegno continuo e instancabile e alla passione di tutti i soci del sodalizio, senza i quali nulla ci sarebbe di quanto andiamo a presentare. Si tratta di una squadra dove ciascuno fa la propria parte, come in un’orchestra, dove da ogni strumento dipende il risultato dell’insieme. Ciò avviene non solo in occasione della 65^ edizione della Mostra, ma anche nelle attività che portiamo avanti tutto l’anno, in crescendo nel tempo: dalle lezioni nelle scuole agli orti con i bambini, dal bosco didattico alla cura del giardino botanico, dalla presenza negli eventi, ai quali siamo invitati in molte città e paesi, fino al costituendo Museo del Fungo. Un sogno che Ceva, capitale della micologia, ha nel cassetto da decenni e che passo dopo passo sta diventando realtà, grazie alla proficua collaborazione con il Comune. La Mostra e il Museo sono le due gemme più preziose del Gruppo Micologico Cebano, ma non sono le sole, appunto. Le attività si svolgono, infatti, praticamente in tutti i 12 mesi dell’anno. E con importanti risultati anche dal punto di vista sociale e umano.
Il Gruppo e la Mostra sono legati indissolubilmente alla città e al territorio. Un sincero ringraziamento all’Amministrazione comunale e a tutti coloro che a vario titolo contribuiscono alla manifestazione. E un grazie a chi, scegliendo di visitare Ceva il terzo fine settimana di settembre, dimostrerà di apprezzare i nostri sforzi di volontari esperti, che amano la città, la natura e il re del bosco".

[Il presidente del Gruppo Micologico Cebano, Giorgio Raviolo]
LA MOSTRA DEL FUNGO DI CEVA STORIA DI UN’ECCELLENZA MICOLOGICA
LE ORIGINI Tutto ha inizio nel 1962, quando un piccolo gruppo di appassionati di funghi e natura, legati ai boschi dell’Alta Valle Tanaro e della Langa, decide di trasformare la propria curiosità in un’esperienza collettiva. L’idea della Mostra nasce sotto “l’ala del municipio” fra amici, animati dalla voglia di dare slancio ai festeggiamenti estivi. Ernesto Rebaudengo, con un vecchio manuale di micologia, classifica i primi esemplari scientificamente, creando un’esposizione di circa 40 specie. La rassegna ha sùbito un riconoscimento internazionale, quando Marcel Botte e Jacques Lodolo, presidente e vicepresidente della Société Mycologique de l’Haute Maurienne di Modane, in Francia, partecipano a una delle prime edizioni, esprimendo ammirazione per il lavoro dei volontari cebani. L’incontro segna l’inizio della collaborazione tra il futuro Gruppo Micologico e gli esperti transalpini (che raggiunge il clou nel “trigemellaggio” anche con i colleghi svizzeri del Canton Ticino). Il Gruppo Micologico Cebano, uno dei primi in Italia, preceduto solo dal celebre “Bresadola” di Trento, viene fondato in modo ufficiale nel 1969. Già nel 1972 Ceva ospita il primo congresso nazionale dell’Unione Micologica Italiana, consacrando il suo ruolo nel panorama micologico.

UN GRANDE EVENTO La Mostra non fu effimera. Nei decenni diventa una delle rassegne micologiche più prestigiose d’Italia e apprezzata a livello internazionale. Si trasferisce nei locali delle scuole elementari “Galliano”, che permettono lo svolgimento indipendentemente dalle condizioni meteo. Accanto ai funghi, ci sono sipari dedicati a montagna, fiori, erbe officinali e sono proiettati i primi film autoprodotti dal gruppo. Dopo una breve parentesi nell’ex caserma “Galliano”, nel 1979 c’è il “grande salto”, trasferendosi sotto i portici medievali di via Marenco, location che gli conferisce un fascino particolare. La Mostra viene poi concentrata in una sola domenica di settembre (la terza), un cambiamento che si rivela vincente, attirando decine di migliaia di visitatori.
LA CORNICE ICONICA I portici medievali del centro storico si dimostrano la cornice ideale per una mostra che nelle stagioni più propizie arriva a esporre oltre 400 specie micologiche, fresche e raccolte nei boschi del Cebano e della provincia, habitat ricco di biodiversità. Si aggiungono gli esemplari liofilizzati (raccolti in precedenza e trattati con il liofilizzatore, per conservarli con le medesime caratteristiche). Tutti classificati secondo i più moderni canoni scientifici.
I RICONOSCIMENTI La crescita prosegue. Nascono le “Giornate Internazionali di Micologia”, che coinvolgono esperti e appassionati da Francia, Svizzera, Belgio e Spagna, consolidando la Mostra come punto di ritrovo internazionale. Nel 2004 la Regione Piemonte le conferisce lo status di Mostra Mercato Regionale, seguito da quello di Mostra nazionale. Nel 2005 Ceva ospita il Comitato Scientifico Nazionale dell’A.M.B. (Associazione micologica Bresadola), rafforzando ulteriormente la sua reputazione scientifica. Nel 2026 il riconoscimento di “internazionale”, a valere dall’edizione 2026.
UN EVENTO PER TUTTA LA CITTÀ La Mostra è il culmine di una settimana rdi manifestazioni: mercati, spettacoli, talk show, convegni, visite guidate, stand espositivi e animazioni nelle piazze. L’evento coniuga cultura scientifica e convivialità: degustazioni, cucina locale, laboratori per famiglie. Un ricco programma, che vede l’amministrazione comunale impegnata a organizzare iniziative e coordinare quelle delle varie associazioni e realtà locali.
POLO SCIENTIFICO E CULTURALE SENZA TEMPO Oggi la Mostra del Fungo di Ceva non è solo una rassegna annuale, ma un istituto storico-vitale di divulgazione scientifica, conservazione ambientale e cultura locale. È il frutto dell’impegno condiviso di volontari, studiosi, amministratori e cittadini, che hanno trasformato un’intuizione tra amici in una delle realtà micologiche più significative d’Europa. Con il passare degli anni, la Mostra è diventata una istituzione culturale, capace di attrarre micologi, studenti, curiosi e appassionati da tutta Italia. Ed è anche un esempio virtuoso di come una piccola iniziativa locale possa diventare, con il tempo e la passione, un grande evento nazionale. È un punto d’incontro tra scienza, tradizione, educazione ambientale e cultura del territorio.
IL MUSEO DEL FUNGO E IL GIARDINO BOTANICO Una tappa storica si aggiunge nel 2024, in occasione della 63ª edizione della Mostra, con l’inaugurazione del primo lotto del Museo del Fungo, all’interno del restaurato ex convento dei Cappuccini. Il museo, voluto fortemente dal Gruppo Micologico e dal Comune, ospiterà a regime una collezione permanente di esemplari, materiali e ricostruzioni multimediali, strumenti di ricerca e pannelli didattici. Accanto ad esso, è stato realizzato il Giardino Botanico "Frate Francesco Maria Bono", che raccoglie specie arboree autoctone e piante officinali (nel chiostro “Riccardo Luciano”), in un percorso accessibile e pensato per grandi e piccoli. La Mostra si è evoluta in un polo scientifico e culturale permanente, fruibile da scuole, studiosi e turisti.
IL GRUPPO MICOLOGICO, “MISSIONE NATURA”
Le attività del Gruppo Micologico Cebano "Rebaudengo-Peyronel" onlus si ispirano alla salvaguardia della natura, alla valorizzazione dell'ambiente e alla diffusione della cultura micologica. Quello di Ceva è stato il secondo Gruppo Micologico in Italia (dopo il Bresadola di Trento) a vedere la luce ed è una delle realtà più longeve e significative nel panorama micologico italiano. Un gruppo che non è solo un’associazione di appassionati: è un punto di riferimento scientifico, culturale e sociale per la città di Ceva.
La storia comincia nel 1962 (con la costituzione formale nel 1969), grazie all’iniziativa di un gruppo di amici cebani uniti dalla passione per la natura e i funghi, animati da spirito di osservazione e condivisione. Ne nacque una realtà che, ancora oggi, porta avanti un’idea tanto semplice quanto potente: conoscere per rispettare la natura. Il primo anno venne organizzata la Mostra del Fungo, per ridare smalto ai festeggiamenti di fine estate della città. Quella che, iniziata come un’esposizione locale di esemplari raccolti nei boschi, allestita sotto l’ala del municipio, negli anni è diventata una manifestazione scientifica riconosciuta a livello regionale e nazionale.

Nei primi Anni Settanta, il Gruppo concorse all’istituzione dell’Unione Micologica Italiana, in qualità di seconda associazione ufficialmente fondata in Italia, e nel 1972 la città ospitò il primo congresso nazionale della stessa Unione, entrando a pieno titolo nel gotha della micologia. Poi l’avvio delle "Giornate Internazionali di Micologia", con la presenza di micologi e studiosi da Francia, Svizzera, Belgio, Spagna e da tutta Italia.
La storia ormai conta 65 anni. Dalle esposizioni nei locali delle scuole elementari Galliano a quelle nell’ex caserma, fino alla scelta della suggestiva cornice dei portici medievali di via Marenco. Poi i rapporti di amicizia e collaborazione con altre associazioni micologiche di Francia e del Canton Ticino (è del 1991 il tri-gemellaggio con il Ticino e la Maurienne) e con studiosi di tutta Europa.

Il primo presidente del Gruppo Micologico Cebano (che a metà degli Anni ‘70 fu intitolato al botanico Beniamino Peyronel, grande amico della rassegna cebana) è stato Ernesto Rebaudengo, appassionato e studioso di entomologia, che con un manuale ha iniziato lo studio di questa scienza e la classificazione degli esemplari. Intorno a lui si è formato il nucleo portante del sodalizio. Alla sua morte, nel 2000, gli è subentrato Giovanni Scola, in carica fino a quando gravi problemi di salute l’hanno costretto a rinunciare. Nell’autunno 2016 è stato eletto Giorgio Raviolo, in carica a tutt’oggi. All’intitolazione del Gruppo a Peyronel si è aggiunta quella a Rebaudengo.

Contraddistingue il Gruppo Micologico Cebano l’equilibrio tra rigore scientifico e passione divulgativa. Ogni fungo esposto è identificato con precisione, accompagnato da schede informative e, negli ultimi anni, da materiali digitali e multimediali. La Mostra include erbe spontanee commestibili e velenose, essenze arboree, pannelli didattici e spazi interattivi soprattutto per bambini e ragazzi. Fra le particolarità, nel 2010 il Gruppo si è dotato di un liofilizzatore professionale, che permette la conservazione a lungo termine di molti esemplari da osservare come se raccolti il giorno stesso.

IL PIATTO DA RICORDARE
Dal 1977 il Gruppo Micologico Cebano realizza un piatto commemorativo (in numero limitato di pezzi) per ogni edizione della Mostra del Fungo. Il disegno del fungo sopra riprodotto reca la firma di Ernesto Rebaudengo (considerato uno dei migliori disegnatori scientifici al mondo di funghi dal vivo) nella prima parte della serie, fino alla sua prematura scomparsa. Un’“eredità” poi raccolta da Maurizio Galliano, grafico e socio del Gruppo.
L’edizione 2026 raffigura il Rhodotus palmatus è conosciuto anche con il nome italiano di “pesca rugosa”
Rhodotus deriva dal greco antico rhodon (ῥόδον), che significa rosa. Questo termine descrive la tipica colorazione rosa-albicocca del carpoforo e delle spore. Palmatus deriva dal latino palmatus, che significa palmato (simile al palmo di una mano), riferimento all'aspetto disteso, lobato o espanso del cappello negli esemplari adulti.

[Giorgio Raviolo con la presidente dell'Atl Cuneese Gabriella Giordano e il consigliere di Fondazione CRC Mauro Bernardi con il piatto dell'edizione 2026]
Caratteristiche principali
Fungo raro della famiglia delle Physalacriaceae, ha un cappello che ricorda una piccola pesca o un'albicocca, con una colorazione che va dal rosa vivo all'arancione. La superficie è gelatinosa, gommosa e percorsa da venature e pieghe a reticolo. Cresce su legno marcescente di alberi a foglie caduche (specialmente olmi). Non è considerato un fungo commestibile, ma non è neanche velenoso o mortale; ha un sapore sgradevole e una consistenza dura. Essendo una specie rara in declino, è inserita nelle liste rosse di vari Paesi europei.
LA MOSTRA IN PILLOLE
SPETTACOLO E RISATE CON GLI AUTOGOL
Gli Autogol (Michele Negroni, Alessandro Iraci e Alessandro “Rollo” Trolli) portano a Ceva il loro inconfondibile mix di comicità, satira e passione per il calcio con “Autogol Quiz Show”, uno show di animazione e quiz sul calcio giocato insieme al pubblico,tra domande, gag, e le imitazioni che li hanno resi famosi sul web. Uno spettacolo pensato per gli appassionati, ma capace di divertire anche chi semplicemente ama ridere. Perché, con gli Autogol, il calcio diventa davvero spettacolo!
Lo spettacolo è previsto per giovedì 17 settembre alle ore 21 in piazza Vittorio Emanuele II. Ingresso libero.

IL TRENINO ALLA SCOPERTA DEL FORTE
Torna anche quest’anno il suggestivo viaggio in trenino verso il Forte di Ceva, un modo piacevole e originale per raggiungere uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti della città. Il servizio accompagnerà i visitatori alla scoperta del complesso fortificato, già protagonista delle passate edizioni della Mostra. Il Forte di Ceva racconta una storia lunga e stratificata: nato come presidio strategico per il controllo della valle e dei valichi, ha conosciuto nel tempo una duplice vocazione, militare e religiosa, prima della definitiva demolizione nel 1801 per ordine dell’esercito napoleonico. Oggi le sue vestigia offrono un percorso immerso nel verde, tra storia, natura e straordinari punti panoramici sulla città e sul territorio circostante. Un’occasione per conoscere Ceva da una prospettiva diversa e raggiungere, a bordo del trenino, un autentico pezzo della sua memoria.
Il trenino al Forte sarà attivo nelle giornate di sabato e domenica con partenze a mezz'ora l’una dall’altra da piazza San Francesco (servizio a pagamento). Il trenino sarà a disposizione delle Scuole primarie nella giornata di lunedì
L’ANNULLO FILATELICO
Come avviene ogni cinque anni, il Gruppo Micologico Cebano ha stipulato un accordo con Poste Italiane, che prevede la loro realizzazione di una cartolina postale celebrativa (che raffigura la locandina della Mostra 2026 del Gruppo), con il relativo annullo postale recante le date dei due giorni dell’evento. La cartolina si può acquistare allo stand di Poste Italiane.
Sabato 19 e domenica 20 settembre, al pomeriggio, sarà presente lo stand con il personale delle Poste vicino a quello del Gruppo Micologico (in via Marenco, in prossimità della farmacia Boeri).
I NUOVI PANNELLI DIDATTICI
Alla Mostra del Fungo verranno esposti i nuovi pannelli didattici e informativi aggiornati, a cura del Gruppo Micologico Cebano, che saranno collocati come vuole la tradizione nella centrale via Marenco (dove è allestita la rassegna micologica scientifica). Gli argomenti dei pannelli spaziano dalla normativa sulla raccolta funghi agli habitat delle diverse specie, dalla sicurezza nella ricerca e nel consumo in cucina alla tutela dell’ambiente.
Lungo la centrale via Marenco, in parallelo alla Mostra micologica sotto i portici.
I NOMI DELLE ERBE E DEGLI ALBERI
Come da tradizione, in via Marenco il Gruppo Micologico Cebano allestirà le esposizioni di oltre 100 essenze arboree (con i relativi pannelli descrittivi) e di un centinaio di erbe commestibili e velenose dal vero (a cura del professor Giordano Sciarra, fra i soci fondatori del Gruppo Micologico).
Nella centrale via Marenco, di fronte ai portici.
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IL MUSEO DEL FUNGO
Dopo la pausa estiva, il Museo del Fungo sarà visitabile nei due giorni della Mostra, con orario continuato. Sarà possibile scoprire gli allestimenti interni al piano terra dell’ex convento dei Cappuccini, il chiostro delle erbe officinali “prof. Riccardo Dado Luciano” e il Giardino botanico “frate Francesco Maria Bono” (con orti didattici, frutteto, roseto, area della biodiversità).
Il Museo del Fungo si trova nell’ex convento dei Cappuccini e si potrà visitare sabato e domenica, dalle 10 alle 19. Biglietto a 2 euro.

L’ORTO DIDATTICO E IL PROGETTO DELLE SCUOLE
Novità di quest’anno è la presenza, vicino a quello del Gruppo Micologico Cebano, dello stand curato dalle scuole elementari di Ceva, che presentano il progetto ormai pluriennale (gestito con i soci volontari del Gruppo stesso) dell’orto didattico attivato nel Giardino botanico del Museo del Fungo. Sarà presentata l’iniziativa già collaudata con successo, insieme con la novità che partirà il prossimo anno scolastico, sempre in collaborazione tra Gruppo Micologico e scuole. Vale a dire il progetto sperimentale di coltivazione dei funghi nel Giardino botanico e nel Museo, in collaborazione con la Pauli Funghi.
Lo stand delle scuole elementari è in via Marenco, accanto a quello del Gruppo Micologico Cebano.
IL GRUPPO UNDER 18
Lo studio dei funghi e le attività del Gruppo Micologico Cebano non sono soltanto riservate agli adulti. Infatti è attiva nel Gruppo anche la sezione “Under 18”, riservata alle nuove leve di appassionati. Soprattutto per loro (ma non solo), in Mostra verrà allestita la postazione con il microscopio e le nuove strumentazioni.
La postazione con il microscopio è allestita allo stand del Gruppo Micologico, in via Marenco.
FUN-GO
Lo spunto è arrivato al concorso di idee rivolto ai ragazzi delle Scuole di secondo grado di Ceva: uno slogan accattivante, giovanile, che sappia trasportare la Mostra del Fungo nel futuro e che sappia coinvolgere sempre di più i ragazzi. FunGo è un wordplay bilingue - particolarmente significativo quest’anno che la Mostra diventa internazionale -, un gioco di parole che parte da “fungo” e che mette dentro… un po’ di inglese: fun, divertimento, e go, andare. Il risultato è uno slogan breve, ironico e contemporaneo: il fungo diventa un’esperienza da vivere, con divertimento e voglia di partire. Con questa etichetta si raccontano gli spettacoli musicali in programma sabato sera, 19 settembre.
CEVA ALL’ALBA
Il Campanone, anticamente detto Porta Soraglia, anticamente era una torre che difendeva la via d’accesso attraverso le mura per chi giungeva a Ceva. Sin dai tempi più remoti ha sempre scandito il tempo della vita di Ceva e dei cebani: un luogo suggestivo che oggi – dalla spianata circostante – apre la vista sull’intero centro storico cittadino. Ed è proprio questo luogo carico di storia a fare da cornice, nel 2026, a una delle novità più suggestive della Mostra del Fungo: domenica 20 settembre, alle ore 5.30, quando la notte comincerà lentamente a lasciare spazio alle prime luci del giorno, il Campanone ospiterà un concerto all’alba. Un appuntamento assolutamente inedito per il territorio, pensato per unire musica, storia, paesaggio e atmosfera in un’esperienza diversa e profondamente emozionale. Protagonista sarà la musica del gruppo Caronte, con violino, violoncello, arpa, pianoforte e voce, per un viaggio attraverso i grandi protagonisti del rock degli anni Sessanta e Settanta: Frank Zappa, Joan Baez, Santana, CCR, The Doors, Jimi Hendrix, Janis Joplin e altri grandi interpreti di un’epoca indimenticabile. Un concerto mentre nasce il giorno, nella cornice antica del Campanone: la musica che incontra la storia, e la notte che lentamente si trasforma in alba.
Il concerto è previsto per domenica 20 settembre alle ore 5.30 presso la spianata del Campanone. Ingresso libero, senza prenotazione.

INOLTRE...
Mercoledì 16 settembre
"Radici in tavola": cene in Piazza Vittorio Emanuele Il sotto l'Ala del Comune. Ospite Roberta Adami del Agriturismo Cascina Raflazz di Paroldo
Giovedì 17 settembre
"Funghi meraviglie della natura": presso il Teatro Marenco, ore 18.00, incontro con il direttore scientifico della Mostra del Fungo Nicolò Oppicelli. Moderatore Aldo Viora
"Autogol quiz show": presso Piazza Vittorio Emanuele Il, ore 21.00, spettacolo degli Autogol
Tutto il programma completo su: https://mostradelfungo.it/programma/
















