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Eventi | 05 ottobre 2026, 10:53

“Una cartolina che torna a casa”: Trinità celebra il ritrovamento di un documento dei tempi della 2ª Guerra Mondiale che unisce le famiglie Gallo e Odasso [FOTO]

La cartolina, rinvenuta grazie alla fossanese Simona Moretto, era custodita nell'archivio della Banca Dati Internati Militari Italiani. Il 10 ottobre una cerimonia in Comune per ricordarne il momento

Un reperto storico che ritorna a casa, a Trinità, risalente a ottant’anni fa, in periodo di Guerra.

Sabato 10 ottobre, alle 10, presso la sala consiliare, il Comune riuscirà a riavere con commozione una cartolina datata 5 ottobre 1944. La stessa venne inviata dal trinitese Giuseppe Odasso al cognato Chiaffredo Gallo, prigioniero di guerra n. 64340 internato nello Stalag VI K (326) in Germania. La cartolina era custodita nell'archivio della Banca Dati Internati Militari Italiani, gestita da Alessandro Pasquale Campo. 

( Trinità, La cartolina spedita da Chiaffredo Gallo al cognato Giuseppe Odasso)

Grazie all'interessamento della fondatrice e speaker radiofonica di “Radio Fossano BackInTown” Simona Moretto, che proprio su questo tema ne ho curato una rubrica specifica dal semplice titolo, “La posta torna a casa”, all’interno della nuova web radio di Fossano, la cartolina ha ripreso il suo viaggio e potrà essere restituita ai parenti, riportando finalmente a casa una parola rimasta quindi sospesa per ottant'anni. 

Una voce che torna a parlare, un frammento di vita che oggi riaffiora trovando casa nella memoria delle famiglie Odasso e Gallo. Chiaffredo era un IMI (Internato Militare Italiano), uno dei 650.000 soldati italiani catturati e deportati dalle truppe tedesche nei territori del terzo Reich subito dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. 

(Fossano , la seconda cartolina che ai tempi di Guerra univa la famiglia Costamagna)

Proprio nella recente “Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi (Internati Militari Italiani - IMI)”, dello scorso 20 settembre (istituita con la legge n. 6 del 13 gennaio 2025),la fossanese Simona Moretto ha offerto su web radio e social il pensiero legato a questo importante ritrovamento cartografico.

“C'è un pezzo della nostra Storia che è stata poco raccontata. Per molti dei nostri nonni, padri, zii e prozii è stato un dolore talmente grande quello vissuto, che hanno preferito tacerlo. Non nominarlo. Dimenticarlo. Ma le cose non dette, rimangono sospese, scavano solchi e il dolore rimane indefinito ma vivo anche nelle generazioni successive. È tempo di ridar loro voce. Memoria. Ricordo. – ha commentato la stessa Moretto - Sto parlando di una Storia, che per motivi personali mi tocca da vicino, che ho scoperto, e che sto approfondendo. Quella dei Militari Italiani Internati”.

(Chiaffredo Gallo)

“Gli Internati Militari Italiani (IMI) furono oltre 650.000, soldati e ufficiali italiani catturati e deportati nei lager della Germania nazista dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Questi uomini si trovarono davanti a una scelta drammatica: aderire alla Repubblica Sociale Italiana per tornare a combattere a fianco dei nazifascisti, oppure restare nei campi. – ha proseguito - La stragrande maggioranza disse di "NO". Un "no" collettivo che rappresentò una vera e propria forma di Resistenza silenziosa, pagata a carissimo prezzo.

Per evitare i controlli della Croce Rossa e privarli dei diritti garantiti dalla Convenzione di Ginevra, Hitler cambiò il loro status in "internati militari". Furono ridotti a manodopera schiava in condizioni disumane, tra fame, gelo, miniere e fabbriche di armamenti. Decine di migliaia di loro non fecero mai più ritorno”.

“Oggi la memoria dei loro sacrifici vive grazie alla ricerca storica e agli archivi digitali.  Alessandro Campo ha fatto di più.  Ricercatore storico e collezionista milanese, da anni impegnato nella valorizzazione della memoria degli Internati Militari Italiani (IMI) ha raccolto e analizzato documenti, corrispondenze e testimonianze legate ai soldati italiani catturati. – ha inoltre illustrato la fossanese - Appassionato di storia postale, ha costruito una collezione unica di oggetti e lettere delle due guerre mondiali, trasformando ogni frammento cartaceo in una traccia viva di storie dimenticate. Con il progetto “La posta torna a casa” e, grazie alla collaborazione con associazioni, offre ai familiari degli IMI la possibilità di ricevere le lettere e le cartoline ritrovate, scritte e mai mandate. Ora abbiamo scoperto che nella banca dati ci sono due cartoline di due militari fossanesi.  Quella trinitese, attraverso cui abbiamo trovato i parenti, veniva scritta da Giuseppe Odasso a Chiaffredo Gallo e recapitata da via Roma a Trinità. Vi è una seconda cartolina scritta da Domenico Costamagna per la sua famiglia di via Barotti 12 a Fossano”.

(ll trinitese Giuseppe Odasso)

L'incontro di Trinità di sabato prossimo sarà dunque l'occasione per onorare il ricordo di questi uomini che, come Chiaffredo, pagarono a caro prezzo la loro scelta. 

Oltre ai familiari, interverranno il sindaco Ernesta Zucco, Simona Moretto, il sindaco di Ormea Giorgio Ferraris, Maria Paola Longo ed Ernesto Zucco.

Cristiano Sabre

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