Un reperto storico che ritorna a casa, a Trinità, risalente a ottant’anni fa, in periodo di Guerra.
Sabato 10 ottobre, alle 10, presso la sala consiliare, il Comune riuscirà a riavere con commozione una cartolina datata 5 ottobre 1944. La stessa venne inviata dal trinitese Giuseppe Odasso al cognato Chiaffredo Gallo, prigioniero di guerra n. 64340 internato nello Stalag VI K (326) in Germania. La cartolina era custodita nell'archivio della Banca Dati Internati Militari Italiani, gestita da Alessandro Pasquale Campo.

( Trinità, La cartolina spedita da Chiaffredo Gallo al cognato Giuseppe Odasso)
Grazie all'interessamento della fondatrice e speaker radiofonica di “Radio Fossano BackInTown” Simona Moretto, che proprio su questo tema ne ho curato una rubrica specifica dal semplice titolo, “La posta torna a casa”, all’interno della nuova web radio di Fossano, la cartolina ha ripreso il suo viaggio e potrà essere restituita ai parenti, riportando finalmente a casa una parola rimasta quindi sospesa per ottant'anni.
Una voce che torna a parlare, un frammento di vita che oggi riaffiora trovando casa nella memoria delle famiglie Odasso e Gallo. Chiaffredo era un IMI (Internato Militare Italiano), uno dei 650.000 soldati italiani catturati e deportati dalle truppe tedesche nei territori del terzo Reich subito dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943.

(Fossano , la seconda cartolina che ai tempi di Guerra univa la famiglia Costamagna)
Proprio nella recente “Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi (Internati Militari Italiani - IMI)”, dello scorso 20 settembre (istituita con la legge n. 6 del 13 gennaio 2025),la fossanese Simona Moretto ha offerto su web radio e social il pensiero legato a questo importante ritrovamento cartografico.
“C'è un pezzo della nostra Storia che è stata poco raccontata. Per molti dei nostri nonni, padri, zii e prozii è stato un dolore talmente grande quello vissuto, che hanno preferito tacerlo. Non nominarlo. Dimenticarlo. Ma le cose non dette, rimangono sospese, scavano solchi e il dolore rimane indefinito ma vivo anche nelle generazioni successive. È tempo di ridar loro voce. Memoria. Ricordo. – ha commentato la stessa Moretto - Sto parlando di una Storia, che per motivi personali mi tocca da vicino, che ho scoperto, e che sto approfondendo. Quella dei Militari Italiani Internati”.

(Chiaffredo Gallo)
“Gli Internati Militari Italiani (IMI) furono oltre 650.000, soldati e ufficiali italiani catturati e deportati nei lager della Germania nazista dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Questi uomini si trovarono davanti a una scelta drammatica: aderire alla Repubblica Sociale Italiana per tornare a combattere a fianco dei nazifascisti, oppure restare nei campi. – ha proseguito - La stragrande maggioranza disse di "NO". Un "no" collettivo che rappresentò una vera e propria forma di Resistenza silenziosa, pagata a carissimo prezzo.
Per evitare i controlli della Croce Rossa e privarli dei diritti garantiti dalla Convenzione di Ginevra, Hitler cambiò il loro status in "internati militari". Furono ridotti a manodopera schiava in condizioni disumane, tra fame, gelo, miniere e fabbriche di armamenti. Decine di migliaia di loro non fecero mai più ritorno”.
“Oggi la memoria dei loro sacrifici vive grazie alla ricerca storica e agli archivi digitali. Alessandro Campo ha fatto di più. Ricercatore storico e collezionista milanese, da anni impegnato nella valorizzazione della memoria degli Internati Militari Italiani (IMI) ha raccolto e analizzato documenti, corrispondenze e testimonianze legate ai soldati italiani catturati. – ha inoltre illustrato la fossanese - Appassionato di storia postale, ha costruito una collezione unica di oggetti e lettere delle due guerre mondiali, trasformando ogni frammento cartaceo in una traccia viva di storie dimenticate. Con il progetto “La posta torna a casa” e, grazie alla collaborazione con associazioni, offre ai familiari degli IMI la possibilità di ricevere le lettere e le cartoline ritrovate, scritte e mai mandate. Ora abbiamo scoperto che nella banca dati ci sono due cartoline di due militari fossanesi. Quella trinitese, attraverso cui abbiamo trovato i parenti, veniva scritta da Giuseppe Odasso a Chiaffredo Gallo e recapitata da via Roma a Trinità. Vi è una seconda cartolina scritta da Domenico Costamagna per la sua famiglia di via Barotti 12 a Fossano”.

(ll trinitese Giuseppe Odasso)
L'incontro di Trinità di sabato prossimo sarà dunque l'occasione per onorare il ricordo di questi uomini che, come Chiaffredo, pagarono a caro prezzo la loro scelta.
Oltre ai familiari, interverranno il sindaco Ernesta Zucco, Simona Moretto, il sindaco di Ormea Giorgio Ferraris, Maria Paola Longo ed Ernesto Zucco.













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