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| 03 agosto 2010, 08:00

Avevano perso una fortuna nei Bond argentini: il tribunale di Mondovì condanna la Banca a risarcirli

Protagonisti due coniugi di Racconigi che investirono oltre 800.000 euro. Dopo il crack argentino decisero di limitare i danni vendendo, ma ricavarono meno di un terzo: ora il Credito Cooperativo di Casalgrasso e Sant'Albano Stura dovrà pagare loro il danno differenziale maturato d'interessi.

L'avvocato Alberto Rizzo

L'avvocato Alberto Rizzo

Due anziani coniugi, originari di Alba e residenti a Racconigi, hanno ottenuto un importante risultato, grazie alla recente ordinanza n. 500, emanata in questi giorni dal Tribunale di Mondovì: il Giudice, Dott.ssa Paola Elefante, ha accolto le richieste di condanna ai danni del Banco di Credito Cooperativo di Casalgrasso e Sant’Albano Stura, presentate tramite l’Avvocato braidese Alberto Rizzo, insieme al collega torinese Paolo Fiorio.  

Nel periodo intercorrente tra il 7 agosto 1997 ed il 29 gennaio 2001, i coniugi avevano sottoscritto – su consiglio dell’Istituto di Credito Cooperativo – obbligazioni Argentina per un importo di € 879.498,10. Dopo il fallimento dell’Argentina, avvenuto nel 2001, gli anziani risparmiatori – al fine di contenere il pesantissimo danno sino a quel momento patito – avevano deciso di vendere i Bond, ricavandoci – rispetto all’investimento iniziale – la somma di € 258.679,53. Su consiglio dell’Avvocato Alberto Rizzo, i Clienti della Banca avevano deciso di intraprendere la strada per ottenere il risarcimento del danno differenziale, costituito appunto dalla differenza tra l’importo originariamente investito (€ 879.498,10) e la somma ricavata dalla vendita dei bond (€ 258.679,53), avvenuta nel corso del 2005, e pari ad € 620.818,57.  

“La causa – precisa il Legale braidese – è stata preceduta da una lunga, quanto infruttuosa trattativa stragiudiziale. La Banca si è dimostrata sorda alle richieste risarcitorie dei miei Assistiti, nonostante l’enorme portata del danno loro provocato. Il Giudice monregalese, investito della questione, ha deciso la controversia con la celebrazione di una sola udienza: mancava, infatti, da parte dell’Istituto di Credito Cooperativo la sottoscrizione del contratto-quadro d’investimento che, sostanzialmente, rappresenta il conferimento dell’incarico di prestazione dei servizi di investimento, nel quale si disciplinano, in via generale, le modalità di espletamento dell’incarico”.  

“E’ una pronuncia davvero importante, anche perché - continua l’Avvocato Alberto Rizzo - accogliendo l’eccezione di nullità mio tramite presentata non sottrae dal danno differenziale gli interessi che, comunque, dal 1997 al 2001, sono stati percepiti dai miei Clienti. Oltre a ciò, questi ultimi godranno anche del riconoscimento degli interessi legali e di un concorso nelle spese legali sostenute”.  

I risparmiatori potranno, quindi, ritornare in possesso di un’importante somma, derivante dai risparmi accumulati in oltre cinquant’anni di lavoro e di duri sacrifici, oltreché dalla vendita di terreni e di proprietà, i cui proventi erano stati investiti nelle obbligazioni Argentina. L'ordinanza offre, quindi, concrete speranze per tutti i risparmiatori coinvolti nei crack finanziari degli ultimi anni, i quali sono ancora pienamente in termini per avanzare le loro richieste di risarcimento danni nei confronti degli Istituti di Credito.

Redazione

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