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| 19 aprile 2012, 11:49

Casa di riposo di Genola: si va verso una nuova vita attraverso il Project financing?

Previsto un progetto di ampliamento da due milioni di euro, mentre spunta l’ipotesi di un nuovo fabbricato

La casa di riposo di Genola e, nel riquadro, Fabrizio Cravero

La casa di riposo di Genola e, nel riquadro, Fabrizio Cravero

Si decide un questi mesi il futuro della casa di riposo genolese Giovanni XXIII. A breve dovranno essere, infatti, sciolti alcuni nodi fondamentali per ciò che riguarda l’adeguamento strutturale ed il conferimento della gestione. Una questione complessa e dall’esito tutt’altro che scontato ma che sembra stia evolvendo verso una soluzione definitiva. Dalle indiscrezioni che trapelano, infatti, l’Amministrazione comunale sembra orientata e proporre un progetto di adeguamento strutturale connesso alla concreta gestione della casa di riposo.

Una sorta di Project Financing attraverso il quale l’ente in cambio degli interventi legati all’adeguamento darebbe in conduzione la struttura per un certo numero di anni. Una soluzione che avrebbe il pregio di non gravare sulle casse comunali ed allo stesso tempo di garantire una continuità di gestione decisamente importante. Ricordiamo, infatti, che la struttura è di proprietà comunale e che attualmente la stessa è data in gestione provvisoria al consorzio Obiettivo Sociale di Alba.

Va detto anche che la Regione Piemonte e l’Asl Cn1 hanno rilevanti compiti di vigilanza e definizione del quadro giuridico-sanitario sulla stessa. Partendo proprio da quest’ultimo fatto in primis occorre dire che c’è stata una proroga per l’adeguamento della struttura della casa di riposo genolese. L’autorizzazione provvisiona è stata, infatti, prorogata fino ad aprile 2013. Un fatto che consentirà al Comune di avere qualche mese in più per organizzarsi e mettere in cantiere gli interventi necessari. Qualcosa comunque Capello e soci l’hanno già fatto.

Nei giorni scorsi, infatti, l’ufficio tecnico genolese ha messo da parte oltre 16mila euro per l’eventuale intervento sulla Giovanni XXIII. Si tratta certo di un accantonamento precauzionale ma è indicativo della volontà dell’Amministrazione genolese di essere pronta qualora dalla Regione arrivassero le tanto attese nuove disposizioni sul socio-sanitario. Un passaggio determinate che ha, finora, bloccato ogni intervento ed impedito anche il discorso sulla “cessione” di posti Raf alla casa di riposo Chianoc di Savigliano.

Una situazione di stallo che dovrebbe modificarsi celermente essendo stato approvato il Piano sanitario regionale. Documento che, ci avevano confidato alcuni esperti, rappresentava una priorità della Regione Piemonte e sul quale una volta approvato si sarebbero innestati tutti gli altri ragionamenti legati alla sanità e l’assistenza.

In attesa delle novità c’è comunque da prendere atto del successo della gestione provvisoria. La struttura genolese viaggia, infatti, a pieno regime. “Siamo  decisamente soddisfatti degli attuali risultati - spiega il direttore Fabrizio Cravero - Le cose vanno bene, l’ambiente è ottimo e la struttura praticamente piena. Recentemente addirittura avevamo più domande di quante ne potessimo accogliere ma questo non ha rappresentato un problema perché gestendo anche la Chianoc di Savigliano abbiamo la possibilità di dirottare la le eccedenze”.

In merito alle presenze presso la casa di riposo genolese occorre dire che le stesse sono equamente divise tra residenti e persone che vengono da fuori. Una situazione che dimostra come l’interazione tra più strutture sia effettivamente quasi obbligatoria oltre che la più conveniente ed apprezzata. I vertici della cooperativa Obiettivo sociale, forti dei buoni risultati fin qui ottenuti oltre all’attuale gestione provvisoria sembrano molto interessati anche all’eventuale prosecuzione.

“C’è l’intenzione di partecipare - aggiunge ancora Cravero - ad un eventuale bando comunale per la gestione ordinaria della Giovanni XXIII. Ovviamente molto dipenderà dalla condizioni, ma l’idea è quella di continuare nella gestione della struttura”.

I bene informati dicono, infatti, che la cooperativa abbia già dei progetti sulla sistemazione futura ed anche una concreta ipotesi di riqualificazione che prevede tra le altre cose anche un importante ampliamento. Un progetto che vedrebbe un nuovo corpo di fabbrica sul lato nord dove sistemare gli ospiti e la completa risistemazione dell’attuale edificio, che verrebbe adibito ai servizi comuni. Una soluzione ambiziosa con costi elevati (alcuni parlano addirittura di 2 milioni di euro) ma che consentirebbe, da un lato, di non sacrificare il giardino e, dall’altro, di risolvere una volta per tutte i problemi di spazio della casa di riposo.

Un’idea che allo stato attuale sembra quella più accreditata, ma che se le disposizioni regionali in materia di strutture soci-sanitaria andassero nella direzione ventilata da alcuni funzionari potrebbe essere sostituita da un progetto che prevede addirittura una casa di riposo completamente nuova. Un'eventualità per ora non così probabile, ma che incomincia ad affacciarsi sulla scena.

Cesare Cavallo

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