In occasione della XII Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico celebrata in tutta Italia il 27 ottobre, invio il testo dell' Appello preparato dal comitato organizzatore nazionale, costituito da una serie di riviste e associazioni molto ampio e rappresentativo del mondo cristiano e musulmano ma anche di associazioni pacifiste e nonviolente. L’appello quest’anno ha come titolo: ”Libertà religiosa, base della convivenza civile. Un unico Dio, una sola umanità, diritti umani per tutti e tutte”.
Per definire questo tema il Comitato è partito da una riflessione su sulla “guerra infinita”, iniziata l'11 settembre del 2001 e tuttora in corso, sulla libertà religiosa. Nel testo dell’appello si sottolinea che “la guerra, con la questione connessa della immonda produzione degli armamenti, è sicuramente una emergenza drammatica del nostro tempo, come le ultime vicende siriane dimostrano. Le religioni, purtroppo, forniscono ancora oggi motivazioni culturali-religiose ad un evento, quello della guerra, che ha invece precise motivazioni di carattere politico-economico”.
Per i promotori della Giornata del dialogo cristiano-islamico è indubbio che la pace sia un bene prezioso da salvaguardare a tutti i costi, ed è per questo che hanno aderito alla giornata di preghiera e digiuno per la pace indetta da Papa Francesco lo scorso 7 settembre.
Ma urgente e drammatico è anche il tema della libertà religiosa su cui poco si riflette e che, nonostante quanto previsto dalla nostra Costituzione è ancora largamente inattuata. “La libertà religiosa – si legge nell’appello – è oggetto di scontro in numerose regioni del nostro paese, soprattutto al nord, e non solo nei confronti dei musulmani che si vedono sistematicamente negare il permesso di erigere propri luoghi di culto. Manca, ancora, una legge attuativa delle norme costituzionali che superi la normativa dei “Culti ammessi”, che sono una triste eredità del fascismo.
Di qui la necessità di riflettere su questi temi così urgenti e l’auspicio è che questo appello possa essere largamente diffuso cosicché il 27 ottobre 2013 possa ripetersi, come è già successo negli ultimi undici anni, l’incontro positivo dal basso fra cristiani e musulmani, ma anche con altre confessioni religiose e con la società civile più in generale.
Anche a Cuneo la Giornata sarà celebrata prossimamente con un incontro dedicato al tema suggerito per l’edizione di quest’anno, particolarmente stimolante e attuale.
Qui di seguito il testo dell’Appello, che può essere sottoscritto da singoli o da associazioni sul sito www.ildialogo.org.
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Il tema della dodicesima giornata è nato riflettendo sulla “guerra infinita”, iniziata l'11 settembre del 2001 e tuttora in corso, sulla libertà religiosa e su una legge che la tuteli secondo lo spirito della nostra Costituzione.
La guerra, con la questione connessa della immonda produzione degli armamenti, è sicuramente una emergenza drammatica del nostro tempo, come le ultime vicende siriane dimostrano. Le religioni, purtroppo, forniscono ancora oggi motivazioni culturali-religiose ad un evento, quello della guerra, che ha invece precise motivazioni di carattere politico-economico. Ed è stato proprio lo scoppio della “guerra infinita” che ci portò a lanciare nel 2001 l'iniziativa della Giornata del dialogo cristiano-islamico. Con questa iniziativa, abbiamo tentato di impedire che la guerra facesse fallire qualsiasi possibilità di dialogo fra cristiani e musulmani.
Per i promotori della Giornata del dialogo cristiano-islamico, quindi, è indubbio che la pace sia un bene prezioso da salvaguardare a tutti i costi, ed è per questo che abbiamo aderito convintamente alla giornata di preghiera e digiuno per la pace indetta da Papa Francesco lo scorso 7 settembre. La pace è parte integrante della nostra impostazione di fondo.
Ma urgente e drammatico è anche il tema della libertà religiosa su cui poco si riflette e che, nonostante quanto previsto dalla nostra Costituzione (art. 3,8,19,20), è ancora largamente inattuata ed è anzi oggetto di scontro in numerose regioni del nostro paese, soprattutto al nord, e non solo nei confronti dei musulmani che si vedono sistematicamente negare il permesso di erigere propri luoghi di culto. Manca, ancora, una legge attuativa delle norme costituzionali che superi la normativa dei “Culti ammessi”, che sono una triste eredità del fascismo. La stessa questione delle intese, in attuazione dell'art. 8 della Costituzione, ha avuto ed ha tuttora notevoli ritardi, per l'ostruzionismo di alcune forze politiche, negli iter di approvazione definitiva delle intese già firmate con numerose organizzazioni religiose. Fra l'altro l'intesa con l'Islam, che oggi rappresenta la seconda confessione del nostro paese, non è ancora neppure in cantiere.
Da un lato abbiamo una Costituzione che sancisce inequivocabilmente la libertà religiosa, dall'altro abbiamo comportamenti e normative preesistenti alla Costituzione che ne frenano l'attuazione. Lo stesso dicasi sul piano strettamente religioso, dove non mancano documenti importanti e spesso pieni di spirito profetico sul tema del dialogo interreligioso, che però non trovano riscontro nella prassi quotidiana delle comunità cristiane. Basti citare la Nostra Aetate, del Concilio Ecumenico Vaticano II, o la più recente Carta Ecumenica, che contengono entrambe significativi passaggi sui rapporti con l'Islam. La Carta Ecumenica, generalmente poco conosciuta dalla grande massa dei cristiani italiani, raccomanda “di riflettere insieme sul tema della fede nel Dio unico e di chiarire la comprensione dei diritti umani”, chiedendo alle chiese di impegnarsi “ad incontrare i musulmani con un atteggiamento di stima” e “ad operare insieme ad essi su temi di comune interesse”. Bisogna cioè favorire l'incontro e la convivenza civile. Lo diciamo e tentiamo di realizzarlo da 12 anni. Ed è per questo che invitiamo tutte le comunità cristiane e musulmane ad organizzare incontri di dialogo il prossimo 27 ottobre sul tema: «Libertà religiosa, base della convivenza civile. Un unico Dio, una sola umanità, diritti umani per tutti e tutte».
Con un fraterno augurio di Shalom, salaam, pace,
i promotori della giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico







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