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Attualità | 06 maggio 2015, 14:11

Guido Veneziani e la strana situazione con "L'Unità"

I lavoratori della Rotoalba allibiti per l’acquisto della testata in questo periodo di mobilitazione generale

Guido Veneziani e la strana situazione con "L'Unità"

In questi ultimi anni frenetici e complicati per la RotoAlba, tra scioperi, cassa integrazione e stipendi congelati, la proprietà, “Guido Veneziani Editore” di Milano, sembra maggiormente interessata ad altri argomenti. I dipendenti dell’azienda di Alba sono entrati ormai nella seconda settimana di sciopero ad oltranza, causa mancanza di pagamenti: ma come è possibile notare, non sono i soli ad essere in questa situazione.

La “Enerprint” di Moncalieri e la “Grafiche Mazzucchelli”, che ha una tipografia a Seriate, sono in sciopero anch’esse, mentre l’Associazione Lombarda dei Giornalisti ha reso noto che l’assemblea dei redattori ha deciso di scioperare fino all’attuazione del piano di rientro dei crediti dei lavoratori, a causa di mancato pagamento della tredicesima degli ultimi stipendi.

In tutto questo marasma generale, Veneziani è impegnato nel rilancio de “L’Unità”, impegno più che legittimo ed ammirevole, vista la storicità della testata e la sua grande rilevanza a livello politico; ciò che non torna, è il motivo per il quale sia stata affidata l’editoria di un giornale così importante ad un gruppo che presenta una serie di problemi economici e finanziari nelle proprie stamperie sparse per l’Italia, oltre a quelle francesi, tenute in piedi per poco dagli aiuti statali.

Si attendono sviluppi per il 7 maggio, in cui il Tribunale decreterà o meno il falimento di “RotoAlba”, e se qualcuno, come Vittorio Farina, che ha presentato un’offerta seppur non per la totalità dell’azienda, riuscirà a salvare ciò che è ancora possibile e far tornare a lavorare (con il salario) almeno una parte dei dipendenti.

Intanto il ritorno in edicola de “L’Unità” continua ad essere atteso ma al tempo stesso rinviato: difficile stupirsi, semmai è incredibilmente strano concentrarsi su un giornale che negli anni ha perso le proprie radici e peculiarità, mentre i lavoratori delle stamperie sono senza stipendio da tempo, e con una famiglia da alimentare e spese da sostenere.

Ciò che salta all’occhio è la maggiore attenzione all’arricchimento e alla crescita personale rispetto alla considerazione e il riguardo verso i propri dipendenti: situazione paradossale per un gruppo che ha rilevato un giornale di sinistra.

Emil Eirale

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