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Attualità | 30 aprile 2016, 08:00

Addio al Marcovaldo e ad una storia di cultura lunga un quarto di secolo

Si è conclusa nella biblioteca del Convento dei Cappuccini l'ultima rassegna di incontri, con uno sguardo al proprio ricco passato. Ai cuneesi restano in eredità i tanti beni salvati e recuperati, dal Filatoio di Caraglio al Forte Albertino di Vinadio

Addio al Marcovaldo e ad una storia di cultura lunga un quarto di secolo

Addio al Marcovaldo. O arrivederci, chissà. Perché la speranza è che qualcuno raccolga un'eredità culturale unica nel panorama del sud del Piemonte, una storia lunga 25 anni e visibile a tutti attraverso gli innumerevoli beni culturali letteralmente salvati dall'associazione.

Senza l'opera dell'associazione culturale caragliese non potremmo godere del Forte di Vinadio, del Filatoio di Caraglio, di Palazzo Borelli a Demonte, di Balma Boves a Sanfront, di palazzo de La Tour di Costigliole, di parte della Castiglia a Saluzzo.

Una straordinaria eredità quella lasciata a tutti da parte del Marcovaldo, la cui storia si è chiusa definitivamente ieri, con l'incontro "L'arte non insegna nulla se non il significato della vita. Lo sviluppo della cultura e la cultura dello sviluppo".

Dopo 25 anni di attività, quindi, cala il sipario sul Marcovaldo, con un appuntamento dal titolo "Credere nella cultura. Marcovaldo: 25 anni di progetti culturali e investimenti in cultura nella provincia di Cuneo", un incontro nostalgico sì, ma anche ricco di orgoglio per tutto ciò che nel corso del tempo lo staff del Marcovaldo ha saputo costruire.

La tristezza era palpabile, ma non è stata il fil rouge dell'incontro, come non lo è stata la rabbia su quanto raccontato dalla cronaca, con le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l'ex presidente dell'associazione. L'accento è stato posto sullo straordinario recupero dei beni culturali, grazie ai tanti progetti presentati, costati ore e ore di lavoro. Non solo il restauro, ma la resituzione alla vita di quei luoghi, con l'organizzazione di mostre, convegni, eventi culturali, tutti all'insegna dell'altissima qualità.

Questo il lascito del Marcovaldo, cui tutta la popolazione del cuneese deve essere riconoscente, come è stato evidenziato durante l'incontro.

Erano presenti per l'occasione diverse personalità legate a doppio filo con l'associazione culturale come Federica Emanuel, Maria Silvia Caffari (a cui è spettato anche il compito di chiudere l'appuntamento con una serie di letture), Lea Antonioletti, Ines Cavalcanti, Andrea Busto, Luisa Perlo e Lisa Parola; ha moderato lo storico addetto stampa del Marcovaldo, Fabrizio Pepino.

barbara simonelli

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