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Saluzzese | domenica 19 novembre 2017, 14:30

Da domani, lunedì, “switch-off” per migliaia di slot machine anche in Provincia Granda: entra in vigore la nuova legge regionale

Dovranno esser spenti tutti gli apparecchi in un raggio di 500 metri dai luoghi individuati come "sensibili". Il limite scende a 300 metri per i Comuni sotto i 5mila abitanti. Ai sindaci la facoltà di intervenire sugli orari di funzionamento

Immagine di repertorio

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Continua, anche in Piemonte, la lotta che si pone in contrasto al gioco d’azzardo patologico, un fenomeno in costante ed esponenziale crescita: basti pensare che nell'anno 2015 i servizi ambulatoriali per il trattamento della patologia attivi presso l’Asl Cn1 hanno seguito ben 215 pazienti dipendenti dall'uso di apparecchi automatici di gioco.

Sulla falsariga di quanto già deliberato in altre regioni, anche il Piemonte, rispettando quanto approvato nell’accordo Stato-Regioni, ha varato una legge per prevenire e contrastare la ludopatia.

Da domani, 20 novembre (data di entrata in vigore della legge), il 98% delle slot e videolottery piemontesi dovranno essere spente perché la loro collocazione viola le nuove disposizioni: mai a meno di 500 metri da luoghi cosiddetti sensibili come scuole, ospedali, impianti sportivi, luoghi di culto, banche, istituti di credito o stazioni ferroviarie.

Un raggio che vale per tutti i comuni con una popolazione superiore ai 5000 abitanti. Al di sotto di questa soglia, la restrizione viene ridotta a 300 metri. Le Amministrazioni comunali, oltre a poter disciplinare gli orari di funzionamento degli apparecchi, potranno individuare ulteriori luoghi da definire “sensibili” e non contemplati dalla normativa regionale.

Nell’arco previsto dalla legge sarà anche vietata qualsiasi tipologia di pubblicità che abbia come oggetto sale da gioco o scommesse.

Una scure che si abbatterà sulle migliaia di “slot” presenti in Piemonte, e quindi anche nella nostra Provincia, il cui numero complessivo subirà una drastica diminuzione.

Va ricordato (come mero dato di cronaca) che gli apparecchi elettronici con vincita in denaro costituiscono – a livello nazionale – il 4% circa del Prodotto Interno Lordo, con cifre da capogiro: si parla di una resa che sfora i 10miliardi di euro per le casse statali. Poco meno finisce ai gestori delle “slot”, mentre tutto il restante, (circa 70miliardi di euro) viene pagato come “vincita”.

Altrettanto da capogiro, come abbiamo già avuto modo di ricordare, sono però i malati patologici seguiti dai servizi preposti.

r.t.

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