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Attualità | 01 aprile 2026, 14:59

Brondello, incontro pubblico sul possibile arrivo di un Centro di prima accoglienza

Giovedì 2 aprile alle 20 nel Salone Polivalente l’incontro promosso dal Comune. Cresce la preoccupazione tra i residenti dopo le voci sull’utilizzo dell’ex ristorante “La Torre”. Il sindaco Radosta: “Serve chiarezza e dialogo con la comunità”

L'ex ristorante "La Torre" di Brondello potrebbe essere trasformato in un Centro di prima accoglienza

L'ex ristorante "La Torre" di Brondello potrebbe essere trasformato in un Centro di prima accoglienza

In seguito alla crescente preoccupazione degli abitanti di Brondello e della Valle Bronda per l’ipotesi di insediamento di un Centro di prima accoglienza (Cpa) all’interno dell’ex ristorante ‘La Torre’, immobile di proprietà della famiglia Maero, poco distante dal centro del paese (in via Villa, sulla strada che porta alla  'Colletta' verso la valle Varaita), l’amministrazione comunale ha organizzato un incontro pubblico in programma domani, giovedì 2 aprile alle 20 nel Salone polivalente Comunale.

L’incontro - spiega il sindaco Paolo Radosta - sarà un momento di confronto e informazione aperto a tutti, con l’obiettivo di fornire aggiornamenti sulla situazione, raccogliere opinioni e osservazioni e favorire un dialogo costruttivo tra istituzioni e cittadini, nella ricerca di soluzioni condivise".

Negli ultimi giorni, infatti, si è diffusa la notizia della possibile apertura di una struttura destinata ad accogliere oltre 40 persone, all’interno dell’ex ristorante ‘La Torre’, recentemente dismesso, che verrebbe locato da privati a una cooperativa, previo accordo con la Prefettura.

Una prospettiva che ha generato preoccupazione in una comunità di circa 260 abitanti, dove un eventuale inserimento di queste dimensioni inciderebbe in modo significativo sugli equilibri locali.

Un gruppo di cittadini ha già rivolto un appello al sindaco affinché si faccia portavoce delle istanze della popolazione, sottolineando come le perplessità non derivino da pregiudizi, ma da considerazioni legate alla sostenibilità organizzativa e sociale per un piccolo centro come Brondello.

Dal 'comitato spontaneo' nato nei giorni scorsi evidenziano: “La nostra comunità è caratterizzata da un forte radicamento, equilibri sociali e qualità della vita”, elementi che, a loro avviso, potrebbero essere messi alla prova da un insediamento di questo tipo, per dimensioni e funzione.

A fare chiarezza è il sindaco Paolo Radosta, che interviene per precisare lo stato attuale della situazione e la posizione dell’Amministrazione: “Il Comune di Brondello desidera intervenire per chiarire la propria posizione in merito alle notizie relative all’ipotesi di apertura di un Centro di prima accoglienza sul territorio comunale. Ad oggi si tratta di un progetto ancora allo stato ipotetico, sul quale non risultano atti definitivi. Tuttavia, comprendiamo pienamente il crescente sentimento di preoccupazione espresso da molti abitanti di Brondello e della valle Bronda”.

Il primo cittadino sottolinea inoltre alcune criticità legate al metodo con cui la questione è emersa: “Destano preoccupazione le modalità di comunicazione della cooperativa interessata, che ha ritenuto di interessarsi in merito senza volersi interfacciare con il Comune di Brondello e i suoi abitanti. Un metodo che rigettiamo e che abbiamo reso chiaro debba essere immediatamente sostituito”.

L’Amministrazione comunale ribadisce come la priorità resti la tutela del territorio e della comunità, pur mantenendo attenzione verso i temi dell’accoglienza: “Ribadiamo con fermezza che la priorità resta la tutela degli interessi degli abitanti di Brondello e dell’equilibrio sociale del territorio. Pur mantenendo una sensibilità concreta e responsabile verso le politiche sociali e dell’accoglienza, riteniamo imprescindibile garantire il rispetto di tutte le condizioni legali, tecniche e urbanistiche previste dalla normativa vigente”.

Dal punto di vista tecnico, il progetto non risulterebbe ancora pronto: “Ad oggi – afferma Radosta - risultano necessari passaggi tecnici obbligatori perché la struttura non presenta, allo stato attuale, le caratteristiche necessarie, come da dialogo intercorso con il geometra referente Eros Demarchi”.

Infine l’invito, da parte del sindaco alla partecipazione attiva della cittadinanza all’incontro di giovedì 2 aprile, considerata fondamentale in questo momento: “Sono consapevole delle preoccupazioni emergenti e invito tutti i cittadini a partecipare attivamente a questo momento di dialogo diretto”.

Anna Maria Parola

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