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Eventi | giovedì 01 marzo 2018, 11:44

Giornalisti e blogger tra vigne, vini e arte: il successo dell’ Educational tour del Consorzio Colline Saluzzesi

Tutti occupati i 45 posti della degustazione guidata dei 14 vini saluzzesi alla Castiglia. La due giorni di wine, food and travelling è stata organizzata dal Consorzio per la Tutela dei Vini Doc Colline Saluzzesi

Saluzzo, i produttori del Consorzio per la Tutela dei Vini Doc Colline Saluzzesi

Saluzzo, i produttori del Consorzio per la Tutela dei Vini Doc Colline Saluzzesi

Tutti occupati i 45 posti ai tavoli della degustazione guidata nel salone Rovasenda della Castiglia, sabato scorso.

“Per noi è un bel  successo-  ha sottolineato Vanina Carta presidente del Consorzio per la Tutela dei Vini Doc Colline Saluzzesi nel momento centrale della due giorni ( il 24 e 25 febbraio) di educational tour, che ha fatto conoscere arte, cultura, vini e gastronomia della capitale del Marchesato, organizzato dal Consorzio in collaborazione con la Fondazione Amleto Bertoni e il patrocinio del Comune.

12 ospiti tra giornalisti, tour operator e blogger di tutta Italia sono stati accompagnati nel giro turistico tra musei e beni storici della città, tra vigne e cantine: da vigna San Carlo che conserva numerose varietà autoctone di vite recuperate dall'estinzione (come lo Chasselais o il Gouait Blanc) alla vigna di Pelaverga ai piedi del Castello di Castellar. 

A completamento della giornata, la degustazione guidata dei vini della Doc Colline Saluzzesi in Castiglia: 14 vini, dai Pelaverga ai Quagliano, passando per i Barbera in purezza (“Dobbiamo staccarci dall’idea che non siamo nelle Langhe. Anche nel Saluzzese ci sono ottime barbere – la presidente del Consorzio”)  e i tagli della denominazione Colline Saluzzesi Doc Rosso (vinificati da Barbera, Chatus e Neretta cuneese).

Curiosità e interesse hanno destato storia e caratteristiche dei vini presentati. Da ciò che è scritto del Pelaverga (nel 1511) in relazione al fatto che Margherita de Foix mandava in omaggio ogni  anno “una trantena  de vino de Pagno e de Chastella a Papa Giulio II" alle particolarità dello Chatus, “il re dei vitigni"  di cui tenere a bada la vigoria, ha ricordato Michele Fino dell’Università di Pollenzo-  un tempo molto diffuso in Piemonte oggi principalmente coltivato a Dronero, Busca sui coli saluzzesi e nel Pinerolese. Il disciplinare della Doc colline Saluzzesi ammette (cosa che si verifica raramente in Piemonte) la vinificazione dello Chatus in purezza.

"Tutti vini  legati tra loro sono solo  dal filo rosso del colore ma dalla spiccata ricchezza olfattiva, grazie ad una terra, ricca di scheletro e quindi di minerali, povera di materia organica e di calcare, dove le radici delle viti si aprono strade inattese nelle fessure del terreno pietroso, substrato del costone prealpino che va da Busca ad Envie (pianura e pedemontana del Saluzzese), aprendosi come un ventaglio che ha il proprio fulcro nella collina su cui sorse Saluzzo.

Dai relatori sono state ricordate alcune tappe storiche del Consorzio Doc Colline Saluzzesi. "Un Consorzio giovane"  nato nel 2001, che oggi conta 12 aziende di cui 10 produttori di vini dislocati tra Busca, Costigliole Saluzzo, Verzuolo, Saluzzo, Revello e Castellar, Manta. Una viticoltura che non teme di invecchiare, pur risalendo a tempo antichissimi. 

Nel 1966 grazie a viticoltori come Remigio Maero, Ernesto Casetta e Ambrogio Chiotti , considerati i padri della Doc  e all’aiuto di tecnici come Fabrizio Rapallino arriva il riconoscimento  della Doc  agli storici vini del Marchesato Pelaverga e Quagliano. Nel 2010 la denominazione viene estesa con la modifica del disciplinare ai Colline Saluzzesi rosso, pelaverga rosato, barbera, chatus.

La serata si è conclusa con un aperitivo nel refettorio del Convento di San Giovanni, a cura del Ristorante Casa Pellico  e con una cena presso lo stesso ristorante, in piazzetta Mondagli, durante la quale gli ospiti hanno  proseguito nella degustazione dei vini dei produttori aderenti al Consorzio abbinati alle chicche gastronomiche locali, reinterpretate dalla cucina dello chef Marco Roberto: dalla trota alla Gallina Bianca di Saluzzo, senza dimenticare il Toumin del Mel, la carne di Fassone Piemontese, lo zafferano del Monviso e le castagne delle nostre valli.

Grande la cura nel selezionare i cibi all’interno dell’Atlante dei sapori delle Terre del Monviso, la guida prodotta in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che unisce prodotti, produttori e ricette.

L’educational tour  a cui hanno partecipato tra gli altri Michelangelo Tagliente (Lastanzadelvino.it), Alessandro Franceschini (direttore di Aislombardia.it), Giuseppe Ortolano (Il Venerdi di Repubblica, TuttoMilano di Repubblica, sito Viaggi.it di Repubblica, Consumatori - mensile COOP), Chiara Cavalleris (Dissapore.it), Luciano Pavesio (Lavinium.it) si è inserito nel progetto di  promozione e comunicazione integrato del territorio Move di cui ha parlato Alberto Della Croce, evidenziando i primi risultati dei due anni di lavoro: oltre il 47 %  in più di ingressi museali, indicatore di crescita turistica.

vilma brignone

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