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Cronaca | 06 aprile 2018, 19:44

A Cuneo in arrivo 6 nuovi agenti di Polizia, ma in pensione ne andranno almeno 20

Nel bienno 2018/2019. La denuncia del sindacato di Polizia SIAP, che evidenzia: "Gli uffici della Granda sempre più penalizzati"

A Cuneo in arrivo 6 nuovi agenti di Polizia, ma in pensione ne andranno almeno 20

Il S.I.A.P., Sindacato Italiano Appartenenti Polizia, organizzazione sindacale tra le più rappresentative a livello nazionale e provinciale, non può esimersi dal denunciare con forza i gravi limiti del progetto nazionale di assegnazione dei neo agenti, predisposto dal Dipartimento della Polizia di Stato, con particolare riferimento a quanto previsto per gli Uffici della Provincia di Cuneo.  

Le criticità degli organici di alcuni Uffici quali la locale Questura, i presidi di Polizia stradale (competenti sulle autostrade A6-A33 e sulle arterie ordinarie), la Polizia postale e delle comunicazioni, solo per citare le più macroscopiche, sono cosa purtroppo nota; quanto recentemente disposto a livello centrale non potrà che aggravare una situazione al limite del collasso.  

Tutto origina, infatti, dal c.d. “piano di potenziamento” (sic!) varato dal Dipartimento della P.S., che restituisce agli Uffici della Provincia di Cuneo una desolante ed irrisoria previsione di assegnazione di 6 nuovi agenti, entro il biennio 2018/2019: ciò, nonostante l'asserita e reiterata richiesta di nuove e più significative aliquote di personale da parte dei locali vertici della Polizia. Il piano di assegnazione in argomento, ampiamente insufficiente per le esigenze locali, rivela ancora di più la sua inconsistenza se si considera che, entro lo stesso biennio 2018/2019, un numero di gran lunga superiore alle 6 unità (si stima almeno nell'ordine del quadruplo, a livello provinciale) maturerà il diritto alla pensione, cessando il servizio.  

Questo quadro, dai tratti decisamente preoccupanti, si cala in una realtà geografica ampia, composta da ben 250 comuni, nella quale il personale della P.S. è quotidianamente impiegato nei vari servizi d'istituto - controllo del territorio, immigrazione, polizia giudiziaria, polizia amministrativa e sociale, vigilanza stradale, ferroviaria, frontiera terrestre/aerea, polizia delle comunicazioni - con carichi di lavoro sempre maggiori (nell'era delle minacce terroristiche) e risorse umane sempre più carenti ed anziane.  

Gli effetti negativi di questa gestione è già sotto gli occhi di tutti i cittadini: dalla più volte annunciata chiusura del Distaccamento Polstrada di Ceva (con sole 6 unità superstiti), alla Sezione Polizia postale e delle comunicazioni di Cuneo, falcidiata dal ridimensionamento, senza tralasciare le croniche carenze di personale della Sottosezione autostradale di Mondovì, motivo di ripetuti ausili dei reparti esterni che, invece, sarebbero destinati alla vigilanza delle arterie statali e provinciali, teatro di fenomeni infortunistici sempre più frequenti e gravi (cfr. dati incidentalità dell'Ente Provincia di Cuneo, sulla viabilità ordinaria, relativi all'anno 2017: 58 morti, a fronte dei 33 del 2016).  

Il SIAP, pur avendo manifestato sin da subito la propria contrarietà al piano di assegnazione in argomento, in chiave prospettica, lancia l'ennesimo grido di allarme  per gli organici insufficienti nella “Granda”, chiedendo ai vari soggetti istituzionali di convergere nel comune obiettivo di conseguire maggiore sicurezza, non solo attraverso investimenti economici di sicuro ausilio alle forze di polizia (es. sistemi tecnologici), ma attivandosi nelle sedi competenti per porre al centro delle politiche della sicurezza, in primis, l'irrinunciabile ed insostituibile risorsa dell'operatore di Polizia.  

Il Segretario Provinciale SIAP CALLERI Francesco  

cs

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