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Cronaca | 15 gennaio 2019, 18:15

Baldissero d’Alba, cita in giudizio il fratello: "Aggredita con schiaffi e calci dopo una lite in cortile"

Iniziato presso il Giudice di Pace ad Alba il procedimento a carico di un ex maresciallo dei Carabinieri. La difesa: "Accuse fantasiose e strumentali, collegate ad annose questioni ereditarie"

Il procedimento a carico dell'uomo è partito di fronte al Giudice di Pace ad Alba

Il procedimento a carico dell'uomo è partito di fronte al Giudice di Pace ad Alba

Ingiuria, lesioni volontarie e minaccia. Sono i capi d’accusa di cui è chiamato a rispondere un uomo, classe 1959, maresciallo dei Carabinieri in pensione, destinatario della querela sporta nei suoi confronti dalla sorella (1966), che nel procedimento appena iniziato di fronte al giudice di pace di Alba si è costituita parte civile.

I fatti risalgono al 25 agosto 2015 e si sono svolti a Baldissero d’Alba, dove i due risiedono in contigue porzioni dell’abitazione di famiglia. Una convivenza, la loro, tutt’altro che idilliaca, stando a quanto riportato dalla donna, che accusa il fratello di averla letteralmente e pesantemente aggredita al culmine di un litigio innescato da una banale bega di cortile.

Secondo il suo racconto la donna aveva appena steso il bucato sul proprio balcone quando l’uomo si sarebbe messo a armeggiare con alcuni sacchi di nocciole nel sottostante cortile, generando una fitta coltre di polvere.
Un gesto che la donna avrebbe interpretato come l’ennesima provocazione in un quadro di rapporti descritti come già tesi, ma scesa in cortile per protestare avrebbe presto dovuto fare i conti con la violenta e inaspettata reazione del fratello.

Questi l’avrebbe infatti accolta con un primo schiaffo, seguito poi da alcuni calci; poi, al tentativo di lei di ripararsi in casa, l’avrebbe inseguita e raggiunta all’interno dell’abitazione, dove dopo averla immobilizzata le avrebbe fatto battere più volte il capo contro i gradini di una scala, procurandole un trauma cranico e una ferita poi curata dai medici del Pronto Soccorso.   

Conseguente la decisione della donna, rappresentata dall’avvocato astigiano Roberto Caranzano, di procedere penalmente nei confronti del fratello, il cui difensore, il legale albese Roberto Ponzio, respinge in sua vece tutti gli addebiti contestati al proprio cliente, parlando di "accuse fantasiose e strumentali", collegate ad "annose questioni ereditarie".
"L’ipotesi accusatoria è inattendibile – sostiene l’avvocato Ponzio –, come comprova la personalità delle parti in causa. Il mio assistito è persona stimata ed equilibrata, che in passato ha ricoperto anche delicati e importanti incarichi nell’Arma, presso il Comando Generale Carabinieri di Roma. La denunciante ha invece rapporti conflittuali non solo con il mio cliente, ma con l’intera famiglia, compresi l’anziana madre e i loro due fratelli".

Ezio Massucco

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