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Attualità | 20 febbraio 2019, 17:33

Un ordine del giorno e una petizione per salvare il panino gourmet

Anche il Consiglio della Regione Piemonte si mobilita per salvare le due aree di sosta sull’autostrada A6 a rischio chiusura. Confcommercio Imprese per l'Italia della provincia di Cuneo, lancia una petizione indirizzata a Toninelli

Un ordine del giorno e una petizione per salvare il panino gourmet

 Un ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale del Piemonte e una petizione che in pochi giorni ha già raccolto oltre mille e 100 firme, per salvare le due aree di servizio sulla Torino - Savona, i cui gestori si sono opposti alla chiusura imposta da un decreto interministeriale, datato 2015.

L’ordine del giorno a Palazzo Lascaris, è stato presentato dal consigliere regionale dei Moderati Maria Carla Chiapello, sottoscritto da tutti i gruppi consiliari e approvato all’unanimità dall’Aula, per chiedere alla Giunta di attivarsi nelle sedi opportune in modo da evitare la chiusura

“Bisogna fare tutto il possibile per salvare le stazioni di servizio di Marene e Mondovì Ovest dalla scure del decreto interministeriale" ha ribadito il consigliere Chiapello.

L’atto amministrativo del Governo, sottoscritto dagli allora ministri Lupi e Guidi, prevede la cessazione delle attività, su tutto il territorio italiano, di 25 stazioni con fatturati bassi o poste a una distanza inferiore ai 50 chilometri dalla più vicina. Sulla A6 le distanze tra una e l’altra, sono di media, 29 chilometri e tre hanno già riconsegnato le chiavi, come imponeva la concesssionaria, entro il 15 gennaio.

Così, mentre alcune aree di servizio si sono arrese ed hanno abbassato la serranda, le due aree di servizio di Rio Colorè Ovest a Marene e di Mondovì Ovest, resistono, a suon di carte bollate e coraggio, vista la battaglia ad armi impari.

“Non si capisce in base a quale logica – continua Chiapello – lo Stato faccia chiudere aziende sane, in grado di garantire posti di lavoro e stipendi a decine di dipendenti”.

Le aree di Rio Colorè Ovest a Marene e di Mondovì Ovest rappresentano punti di ristoro ad alto valore aggiunto, perché “Sono importanti vetrine per il territorio, piccole realtà che lavorano a pieno ritmo in tutte le stagioni dell’anno – come dice il consigliere regionale -. La Regione deve rivolgersi ai Ministeri delle Infrastrutture e dello Sviluppo economico, oltre che alla concessionaria, per chiedere di lasciare aperto almeno l’esercizio delle attività commerciali e di ristorazione, trasformando piuttosto le due stazioni in semplici aree di sosta senza distributore”.

Confcommercio Imprese per l'Italia della provincia di Cuneo, per salvare le aree di servizio sulla Verdemare, ha invece presentato una petizione e la raccolta firme, lanciata sul portale change.org, ed indirizzata al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

“Le Aree di Servizio Rio Colorè e Mondovì Ovest vantano anni esperienza e godono della stima della Clientela, che, quando percorre l'Autostrada Torino-Savona, le pone come tappe obbligate per gustare i prodotti tipici del Territorio ed informarsi degli eventi che si svolgono nello stesso”, recita la petizione, che prosegue: “Sono aziende che garantiscono occupazione, senza le quali vi sarebbero gravi conseguenze per i dipendenti e collaboratori e le loro famiglie. Il provvedimento di tre anni fa razionalizza il numero delle aree di servizio della rete autostradale italiana. Confcommercio-Imprese per l'Italia-della provincia di Cuneo e l'Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo hanno invitato il Gruppo Gavio, l'Autostrada dei Fiori SpA ed i Ministeri delle Infrastrutture e Trasporti e dello Sviluppo Economico a considerare la rivalutazione delle decisioni prese, trattandosi di punti di ristoro ad alto valore aggiunto per gli automobilisti e gli autotrasportatori”.

NaMur

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